Spaghetti
Western Orchestra
Vi ricordiamo che venerdì 13 novembre alle ore
21,00, presso il Teatro Manzoni, si terrà un concerto a
favore della PolioPlus con la band australiana “SPAGHETTI
WESTERN ORCHESTRA”, che interpreterà in chiave comico
musicale le musiche di Ennio Morricone.
Lo spettacolo è molto piacevole e divertente e sta avendo
enorme successo anche a Milano dove c’è stata la
“prima” italiana.
I biglietti possono essere prenotati presso la Segreteria del
Club.
Il ricavato sarà interamente devoluto
al progetto PolioPlus.
Speriamo in una ampia partecipazione per poter sostenere in
maniera efficace questa importantissima campagna rotariana,
che speriamo veda in tempi brevi la completa vaccinazione dei
bimbi in tutti quei paesi ad alto rischio di mortalità.
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Gita
a Urbino e Acqualagna
Per sabato 21 novembre stiamo organizzando, con l’aiuto dell’amico
Ing. Paolo Bonazzelli, una gita a Urbino per visitare il Museo
Ducale. Il pranzo sarà a base di tartufo a Furlo di
Acqualagna.
Vi forniremo al più presto un programma dettagliato. Chi fosse
interessato può dare una preadesione alla Segreteria.
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Forum
Distrettuale Interact – Rotaract – Rotary
Il Consumo di Alcol ed i suoi effetti
Vi ricordiamo che sabato 14 novembre alle ore 90.30, presso l’Aula Magna S. Lucia
dell’Università di Bologna (via Castiglione 36), si terrà
il Forum distrettuale sul consumo di alcol e i suoi effetti.
Speriamo di vedervi numerosi e accompagnati anche da familiari
ed amici.
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Rotary
Bologna Galvani – Torneo di Burraco
Gli Amici del Bologna Galvani stanno organizzando per Domenica 22
Novembre, presso la Sala mensa dell’Antoniano (via
Guinizzelli 3) ore 15,30, un torneo di burraco. L’iscrizione
è di euro 20,00. Il ricavato andrà Al Reparto Oncologico
Pediatrico dell’Ospedale Rizzoli.
Chi fosse interessato può contattare la Segreteria.
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Giornata
internazionale del Rotary alle Nazioni Unite - 7 novembre
Il
rapporto del Rotary con le Nazioni Unite risale al 1945,
quando circa 49 suoi soci agirono quali delegati, consiglieri
e consulenti alla Conferenza per la Carta delle Nazioni Unite.
Oggi il Rotary,
come organizzazione non governativa, detiene la più elevata
posizione consultiva nell’ambito delle Nazioni Unite. Ogni
anno durante la Giornata del Rotary alle NU, più di 1.300
Rotariani tra cui molti Direttori del Rotary International,
Fiduciari della Fondazione, ex senior Leader e ospiti si
riuniscono nella sede delle NU a New York. Il programma è
stilato per ispirare ed educare tutti i partecipanti, nonché
approfondire la conoscenza dei rapporti tra il Rotary e le
Nazioni Unite. In passato, la giornata è stata un grande
successo e sono stati venduti tutti gli inviti disponibili. La
Giornata del Rotary alle NU prevede anche un programma
speciale per i giovani interessati al servizio umanitario, i
quali avranno l'occasione di sentir parlare di un programma
modello delle Nazioni Unite, del progetto Shelter Box, di
alcuni progetti a cui i Club Interact stanno lavorando, e
avranno una panoramica sulle NU e molto altro ancora.
Per
ulteriori informazione potete consultare il sito www.riunday.org.
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Gran
Galà al Rotary Club Imola
Sabato
14 novembre, alla presenza del Governatore Prof. Mario Baraldi,
si terrà a Imola dalle ore 19,30, presso l’Hotel Molino
Rosso, il Gran Galà organizzato dagli Amici del Club di Imola
per raccogliere fondi a favore del progetto “End Polio Now”.
Il programma prevede cocktail di benevenuto, cena di gala,
sfilata di moda e spettacolo. E’ gradito l’abito scuro. Il
costo della serata è di Euro 55,00. Per informazioni e
prenotazioni potete contattare il Prefetto di Imola Dott.
Gabriele Cavina al numero 335-8316606.
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BENVENUTO
AL PICCOLO MATTEO
Tante
felicitazioni a Gino ed Elvira Ghigi
per la nascita del nipotino MATTEO
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Ci
manda un saluto da Barcellona l’Amico Luca Pasqui
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Curiosando … nella guerra
a cura di P.S.
Nella cameretta dove eravamo sfollati,
non ci stavano né i miei libri, né i miei giocattoli per
cui, una volta svolti i compiti che la maestra Gambi mi dava,
non avevo nulla da fare se non girovagare per la ampia
proprietà del conte Valli.
C’era ( e fortunosamente c’è ancora mentre di tante e
tante altre residenze nobiliari di campagna le bombe fecero
macerie ) un bel palazzo settecentesco con
davanti un folto bosco verosimilmente coevo perché
oltre a grandi “tuje” così alte e così grosse che due
adulti non sarebbero riusciti ad abbracciare, c’erano cedri
del Libano, altissimi abeti ed una enorme magnolia.
Dietro il palazzo era costruita una robusta casa colonica con
i magazzini per il grano, la stalla, la limonaia, il garage,
l’abitazione dei contadini e… la nostra cameretta.
Il bosco terminava contro l’argine sinistro del Montone ed
ai miei era parso che il luogo fosse per questo più sicuro
poiché a nessuno passava per la testa che il fronte sarebbe
arrivato proprio lì e che soltanto un anno
dopo i Tedeschi avrebbero piazzato dei cannoni fra le
frasche del boschetto sparando sulle truppe Alleate attestate
al di là del fiume, che
naturalmente rispondevano al fuoco, con
interessi maggiorati.
Nei primi tempi del
1943 passavo così le giornate con uno dei figli del
contadino, riformato perché era stato in “Sanatorio”, che
mi ha insegnato a distinguere gli alberi dalla corteccia, le
piante dalle foglie, il canto del merlo da quello del tordo,
quello della cingallegra da quello dell’upupa.
Nell’autunno del 1944 un comando tedesco in ritirata si
stabilì nel palazzo, ed io stavo tutto il giorno fra i
soldati, attratto dalle armi, dalle esercitazioni e
soprattutto cercando di capire il loro astruso linguaggio.
Avevo fatto amicizia con un ragazzo,
intruppato appena compiuti i diciotto anni ( e quindi
solo di pochi anni più “grande “ di me che ne avevo
undici ), che mi parlava con nostalgia della sua Augsburg, del
suo Liceo, piangeva al ricordo della sorellina morta sotto un
bombardamento e, dividendo con me le appiccicose caramelle che
gli forniva la cucina, cercava di insegnarmi qualche parola
della sua lingua.
Morì qualche mese dopo sul Senio
insieme a migliaia di altri ragazzi della sua età,
povere vite travolte dalla follia di un criminale ed ora è
su, alla Futa, dove gli
porto un fiore a novembre, per la silenziosa festa dei morti.
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Sfogliando
... consigli per una sana lettura
a cura di P.G.M.
Un
fine intellettuale, un grande autore. Scrittore graffiante,
fatalista, spesso autobiografico. Narratore romantico,
ironico, a volte polemico. Stiamo parlando di Tommaso
Landolfi (1909 – 1979).
Tutta la sua opera
altro non è che una lunga e mai interrotta autobiografia che
lo portò a concludere che “è inutile celarselo, non
riuscirò a non raccontare soltanto esperienze da me già
vissute”.
La parte più autobiografica lo scrittore l’ha espressa in
Rien va, in Des mois e nella Bière du pecheur.
La figlia Idolina ha scritto che “l’avventura di Landolfi,
nelle pagine e nella vita è proprio storia d’una forzatura;
nel senso d’un’immane, eroica applicazione ad innalzare la
parola al traguardo altissimo che le si è dato, e farne il
sostitutivo dell’esistenza, l’esistenza senza più. Nel
senso della continua, implacabile lotta contro la propria
paralizzante intelligenza, e il sentimento di vuoto,
d’impotenza, di frustrazione che deriva da pensieri
trascendenti la propria natura; contro la continua tentazione
di negare una vita che si ama di vero amore”.
Le sue opere, tutte da leggere, sono oggi pubblicate da
Adelphi.
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le conviviali
RIUNIONE
CONVIVIALE CON
FAMILIARI ED OSPITI
-
Lunedì 19 ottobre 2009 -
- Prof. Karim Mezran: Arcipelago Islam -
L’Islam non è un monolite anche se la
stampa tende a parlare generalmente di Islam con un visione
unitaria. Con questa premessa, dopo aver ringraziato il Rotary
per l’invito, il Prof. Karim Mezran (ex Rotariano, Direttore
del Centro Studi Americani di Roma, Professore di “Political
Science and International Affairs and Chair” alla John Cabot
University di Roma e Professore di “Political Islam and
Change” alla Johns Hopkins and SAIS di Bologna)
ha dato inizio alla sua relazione sull’Islam
fornendoci in poco tempo una carrellata ricchissima di
elementi di interesse ed un quadro storico politico della
realtà Islamica a dir poco illuminante.
Cercherò di sintetizzare in questa sede i passaggi più
significativi per dare un’idea (anche se solo sommaria)
delle tante tematiche affrontate dal nostro relatore. Mi scuso
sin d’ora se nel sintetizzare o semplificare quanto
magistralmente illustratoci dirò alcune inesattezze. Spero
non me ne vogliate. Per chi volesse approfondire le tematiche
oggetto della relazione segnalo che il Prof. Karim Mezran è
autore del libro “Arcipelago Islam” (che da anche il
titolo alla nostra serata) edito da Laterza, collana “Storia
e società”, 2007.
Per chi non conosce la religione mussulmana il quadro può
sembrare abbastanza complesso; definire la religione
mussulmana però è semplice: è la religione “del libro”,
“coranica”; è una “orto-prassi”. Ha poco senso
parlare di “fondamentalismo” perché chi è mussulmano è
fondamentalista: in sostanza o segui i c.d. pilastri della
religione mussulmana o non sei mussulmano. L’Islam è
costituito da una pluralità di realtà.
L’Islam è basato sulla Shari’a, la legge islamica le cui
fonti sono considerate il Corano e la Sunna (codice di
comportamento, e le “Sunna” sono gli atti e detti del
Profeta) ma anche il “consenso dei dotti” e
l’“analogia”; solo il Corano e la Sunna sono però
divinamente prodotte o ispirate da Dio.
Non è possibile chiedere ad un mussulmano cosa dice
l’Islam. Vari studiosi hanno scritto sulla Sunna e sono nate
diverse tradizioni giuridiche che si sono impiantate in
diversi territori. Sunnita (ossia seguace della tradizione del
Profeta) è la gran parte della popolazione mussulmana e si
contrappone ai kharigiti ed agli Sciiti.
Il confine tra religione e politica nell’Islam è molto
sottile: non c’è clero in quanto non ci devono essere
interpreti intermediari tra il Corano e Dio.
Si dice che la cosa peggiore che può capitare è la guerra
civile, la lotta all’interno della società: pertanto
qualsiasi sovrano è accettato. L’Islam non vede separazione
tra stato e chiesa.
Il Prof. Mezran ci ha poi parlato della “Jihad” ossia
della difesa della comunità: non basta dirsi mussulmano
occorre agire da mussulmano. La parola ha assunto nel tempo un
significato molto ampio che va dalla lotta interiore
spirituale alla guerra santa.
Quando noi pensiamo alla Jihad pensiamo alla lotta
dell’Islam contro l’Occidente. A tal proposito il Prof.
Mezran ci ha spiegato che l’incontro dell’Islam con
l’Occidente (fine del ‘700) è stato fin dall’inizio
molto duro e sono sorti movimenti interni che obbedivano ad
ordini diversi; da quelli di ribellione (“il nemico può
essere sconfitto solo sotto le bandiere dell’Islam”) a
quelli più favorevoli ai criteri occidentali.
Ci sono state correnti che hanno cercato di modernizzare
l’Islam sostenendo che occorre interpretare in chiave
moderna concetti islamici. Ma c’è poi chi ha sostenuto che
se i concetti islamici vengono interpretati in modo troppo
moderno si diventa come gli occidentali ed ha ripreso i
concetti tradizionali.
Nel 1928 nasce la “Fratellanza mussulmana”, fondata in
Egitto da Hasan al-Banna’ maestro di scuola che gira di casa
in casa spiegando cos’è l’Islam e spiegando che si deve
tornare ad un’osservanza più ligia ai concetti tradizionali
(contro l’occidentalizzazione della società islamica). Un
risveglio culturale e religioso che in breve raggiunge 2
milioni di membri.
E’ ancora un movimento moderato perché non parla di
apostasia.
Quando in Egitto diventa presidente Nasser fa sciogliere
l’associazione arrestando e giustiziando un numero
imprecisato di militanti della Fratellanza mussulmana. La
sconfitta nel ’67 dell’Egitto nella guerra dei Sei giorni
con Israele (la c.d. grande tragedia) fa riprendere i
movimenti di ispirazione religiosa.
Nel ‘70 muore Nasser e va al potere Anwar Sadat che sceglie
una politica di apertura verso i movimenti islamisti anche per
contrastare i movimenti comunisti. Ma risorgono anche le
posizioni più estremiste che inneggiano alla lotta armata e
nel 1981 viene ucciso Sadat.
Il Prof. Mezran ci ha portato anche in Afganistan
illustrandoci brevemente il Jihadismo afgano. Come dicevo il
termine Jihad ha assunto nel tempo diversi significati ed in
qualità di lotta armata la Jihad è generalmente intesa come
difensiva, ossia intesa a difendere le proprie terre
dall’occupazione straniera e dal nemico invasore.
Il Jaihdismo afgano si scontra però con Osama Bin Laden che dà
origine ad un movimento paramilitare e terroristico, Al Qaida,
contro i vari regimi islamici filo occidentali ed il mondo
occidentale stesso. Devono portare la guerra verso
l’occidente per riprendersi la loro terra: Al Qaida lotta
contro il nemico interno ma sostenuto da nemico esterno che va
abbattuto sostenendo che si debba combattere oggi per avere un
giorno la vittoria. Al Qaida non è però riuscito ad evolvere
ed è stato in un certo senso emarginato, anche se non
sconfitto. La Fratellanza mussulmana non è invece una
organizzazione terroristica.
Infine, per dare poi un altro tassello, esiste il movimento
islamico della Salafiyya fondato dal riformista egiziano
Rashid Rida verso la fine dell’Ottocento; idea fondamentale
dei salafiti è che il risveglio dell’Islam ed il contrasto
all’occidente deve necessariamente passare attraverso le
fonti; non vogliono né combattere né contrastare,
sono molto conservatori e radicali, separati dalla Fratellanza
mussulmana.
Al termine della ricca relazione, di cui qui si da conto solo
in parte, sono stati molti gli interventi dei numerosi soci e
degli ospiti presenti; interventi
diretti essenzialmente a cercare di comprendere le relazioni
tra il mondo islamico e l’economia, di comprendere le
dimensioni del fenomeno dell’Islam politico (a confronto con
l’Islam religioso), le differenze tra i diversi regimi
mussulmani ed i possibili sviluppi anche di carattere
espansivo del mondo islamico.
A tutte le domande il Prof. Mezran ha risposto esaurientemente
lasciandoci comunque a tarda sera con tanti spunti di
riflessione e di possibile approfondimento, di cui lo
ringraziamo vivamente.

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RIUNIONE
CONVIVIALE CON
FAMILIARI ED OSPITI
- Lunedì 26 ottobre 2009 -
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Sig.ra Alessia Merz: Dalle luci della ribalta alla maternità
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In
apertura di serata il Presidente ha reso noto ai soci che il
Consiglio Direttivo ha deliberato la nomina a Socio Onorario
del Club del Socio Ing. Luciano Rangoni come
riconoscimento di una pluridecennale partecipazione attiva al
club caratterizzata da continua disponibilità, partecipazione
assidua e un esemplare modo di porgersi ai soci con
amicizia e garbo. Il Presidente segnala che il suggerimento di
conferire lo status di socio onorario al socio Rangoni è
giunto in inizio d'anno dal Past president dott.
Michelangelo Speranza, che viene chiamato al tavolo della
Presidenza per personalmente consegnare al socio Rangoni
l'ulteriore onorificenza della pietra blu che il Consiglio
Direttivo ha deliberato richiamandosi alle stesse motivazioni
appena espresse. Il socio ing. Rangoni ha ringraziato il
Presidente, il Consiglio e i soci esprimendo la propria
piacevole sorpresa nel ricevere anche la pietra blu. Il socio
dott. Speranza ha voluto ringraziare il Presidente di avergli
dato l'onore di consegnare personalmente la pietra blu
all'amico carissimo Luciano Rangoni.
Successivamente, in
presenza di numerosi soci ed ospiti, fra i quali la
giornalista del Resto del Carlino Lorella Bolelli, il
Presidente ha poi presentato l’ospite d’onore della
serata, la signora Alessia Merz. Il presidente ha presentato
il tema della serata ricordando ai presenti che "la
signora Alessia Merz viene dal mondo dello spettacolo
cosiddetto "leggero" , aggettivo usato per
tutto lo spettacolo televisivo in genere, ma anche per la
musica pop e rock e per ogni genere musicale che si distingua
dalla classica. Allo stesso modo, salvo rare eccezioni, nel
teatro tende ad essere considerato leggero tutto ciò che non
rientra nelle rappresentazioni di autori e drammaturghi
classici. Tuttavia, il concetto di leggerezza può essere affrancato
da una idea di assenza di qualità o contenuti, ed allo scopo non
è necessario ricorrere alle citazioni di Ovidio (Le
Metamorfosi) e Lucrezio (De Rerum Natura). Può essere
piacevole ricordare le pagine di Italo Calvino nelle Norton
Lectures ad Harvard (1984), da noi meglio conosciute come le
Lezioni Americane e nelle quali l'autore enfatizza il concetto
della leggerezza associandolo alla precisione e
determinazione, o quelle di Sciascia in Nero su Nero che
auspicava un'idea di intelligenza capace della leggerezza
necessaria per risalire e contrastare la pesantezza
dell'eccessivo approfondimento.
Il Presidente aggiunge che l'avere incontrato la signora
Alessia Merz gli ha permesso di conoscere una donna
fortemente ancorata ai valori familiari e fermamente (e
felicemente) vincolata alla propria scelta di maternità. Ecco
perché in questa serata assume particolare interesse poterci
avvalere della presenza di una donna dello spettacolo la
quale ha avuto differenti esperienze nel cinema, nella
televisione e nella moda e che ci può raccontare come la sua
scelta di maternità abbia caratteri di peculiarità in
relazione allo specifico ambiente professionale nel quale lei
ha lavorato. Persona fortemente ancorata alla vita reale ed ai
suoi due figli, ci ha descritto il suo passaggio dal mondo
dello spettacolo alla maternità dichiarando che attualmente
ha abbandonato il lavoro per potersi dedicare completamente
alla prole, scelta non facile da fare ma presa con coscienza.
La
signora Alessia Merz ci confida che esternamente il mondo del
suo lavoro appare alla gente come un ambiente contornato dalla
bellezza in quanto tale, poiché traspare celebrità,
ricchezza e divertimento. Tale idea non rispetta ciò che
realmente è il mondo dello spettacolo: significa innumerevoli
sacrifici sia personali che fisici, come la decisione di
procreare o la problematica che ne consegue dopo la gravidanza
relativa all’incremento ponderale in un ambiente ove
“l’apparire” rappresenta, specie in una donna, il
primo e fondamentale requisito per fare e rimanere
nell’ambito lavorativo.
L’Ospite
ci ha fatto notare l’importanza che ha per lei la sua
famiglia sottolineando che, potendo permetterselo grazie al
sostegno economico del marito, desidera crescere personalmente
i suoi figli senza affidarsi ad un aiuto esterno perché ogni
gesto, parola od espressione degli stessi rappresentano per
lei un momento impagabile.

Ovviamente
le manca sia il lavoro che l’indipendenza economica ma la
gratifica che le dà la nuova vita da mamma e moglie
ricompensano ampiamente tali lacune.
E’
intervenuta successivamente la Dott.ssa Letizia Maini la quale
ha ricordato che la gravidanza comporta rinunce e
allontanamento dal lavoro in tutte le categorie professionali,
compresa quella della signora Merz, dichiarando che se si
rinuncia al lavoro significa che si è convinti della scelta
fatta.
Interviene,
quindi il prof. Lima dichiarando che ha conosciuto la signora
Alessia poiché i
suoi figli necessitavano di cure mediche e che la sua prima
impressione è stata di donna con forte personalità ma dotata
di incredibile sensibilità e precisione nel suo modo di
porsi.
La
signora Alessia ha precisato che nell’ambiente dello
spettacolo si deve avere una forte personalità poiché la
concorrenza è tanta e gli aspiranti sono moltissimi, pronti a
sostituirti in ogni momento, motivo per cui è molto frequente
che si venga estromessi facilmente e si teme l’oblio poiché
il reinserimento è molto difficile. Ovviamente tale
problematica forse avrebbe minori ripercussioni se la persona
in questione fosse molto famosa, come la signora Raffaella
Carrà, per la quale le potrebbe essere riconosciuto anche un
eventuale posticipo di data di inizio di uno show.
Ha
continuato dichiarando che non esclude definitivamente
l’idea di ricominciare a lavorare ma che, se oggi le
offrissero un ingaggio per una fiction, ciò le sconvolgerebbe
la vita rompendo quegli equilibri che si è costruita a tal
punto da rifiutare, probabilmente, l’offerta lavorativa pur
essendo consapevole che in questo mondo forse non le si
ripeterà mai più l’occasione. Infatti, prosegue, è di
fondamentale importanza cercare di mantenere molte pubbliche
relazioni rimanendo nel mondo dello spettacolo partecipando a
feste, inaugurazioni o qualsivoglia evento.
Per
la signora Alessia i cambiamenti nella sua vita hanno
comportato una scelta importante che non è stata solamente
quella di decidere di fare la madre a tempo pieno, ma anche di
seguire il marito anziché rincorrere il lavoro ed anche la
famiglia.
Il
ricordo delle due gravidanze avute hanno richiamato alla
memoria della nostra Ospite la meravigliosa esperienza che si
prova in quelle circostanze e di come avvertisse una bellezza
aggiuntiva alla sua persona, cosa che è scemata
nell’immediato post parto a causa del senso di vuoto che
compare associato all’incremento di peso.
Infine,
la signora Alessia ha risposto alle domande poste dalla
Giornalista del Resto del Carlino dicendo che non ha amiche
nel mondo dello spettacolo perché essendoci molta concorrenza
è praticamente impossibile che nasca questo tipo di legame.
Inoltre ha dichiarato che vivere a Bologna è molto piacevole
anche se non l’agevola nei rapporti di pubbliche relazioni.
Infatti, aggiunge, le donne come Hilary Blasy e Martina
Colombari, sono molto più avvantaggiate di Lei poiché pur
avendo sposato anche loro un calciatore vivono in città, come
Roma e Milano, dove si trova facilmente lavoro rispetto ad una
città come la nostra.
Interviene infine il
Presidente il quale conclude la serata ringraziando l’Ospite
e sottolineando che se dal grande schermo era trasparsa
la gradevolezza della donna di spettacolo, questa
sera abbiamo potuto tutti apprezzare una signora di grande
piacevolezza, sensibilità e concretezza. Le viene quindi
offerto un dono dal Club e gli applausi dei presenti.

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