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NOTIZIARIO N. 5  annata 2009/2010

le notizie

PROSSIMI IMPORTANTI APPUNTAMENTI  

Spaghetti Western Orchestra

Vi ricordiamo che venerdì 13 novembre alle ore 21,00, presso il Teatro Manzoni, si terrà un concerto a favore della PolioPlus con la band australiana “SPAGHETTI WESTERN ORCHESTRA”, che interpreterà in chiave comico musicale le musiche di Ennio Morricone.
Lo spettacolo è molto piacevole e divertente e sta avendo enorme successo anche a Milano dove c’è stata la “prima” italiana.
I biglietti possono essere prenotati presso la Segreteria del Club.
Il ricavato sarà interamente devoluto
al progetto PolioPlus.
Speriamo in una ampia partecipazione per poter sostenere in maniera efficace questa importantissima campagna rotariana, che speriamo veda in tempi brevi la completa vaccinazione dei bimbi in tutti quei paesi ad alto rischio di mortalità.

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Gita a Urbino e Acqualagna

Per sabato 21 novembre stiamo organizzando, con l’aiuto dell’amico Ing. Paolo Bonazzelli, una gita a Urbino per visitare il Museo Ducale. Il pranzo sarà a base di tartufo a Furlo di Acqualagna.

Vi forniremo al più presto un programma dettagliato. Chi fosse interessato può dare una preadesione alla Segreteria.

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Forum Distrettuale Interact – Rotaract – Rotary
Il Consumo di Alcol ed i suoi effetti

Vi ricordiamo che sabato 14 novembre alle ore 90.30, presso l’Aula Magna S. Lucia dell’Università di Bologna (via Castiglione 36), si terrà il Forum distrettuale sul consumo di alcol e i suoi effetti.
Speriamo di vedervi numerosi e accompagnati anche da familiari ed amici.

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Rotary Bologna Galvani – Torneo di Burraco

Gli Amici del Bologna Galvani stanno organizzando per Domenica 22 Novembre, presso la Sala mensa dell’Antoniano (via Guinizzelli 3) ore 15,30, un torneo di burraco. L’iscrizione è di euro 20,00. Il ricavato andrà Al Reparto Oncologico Pediatrico dell’Ospedale Rizzoli.

Chi fosse interessato può contattare la Segreteria.

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Giornata internazionale del Rotary alle Nazioni Unite - 7 novembre

Il rapporto del Rotary con le Nazioni Unite risale al 1945, quando circa 49 suoi soci agirono quali delegati, consiglieri e consulenti alla Conferenza per la Carta delle Nazioni Unite. Oggi  il Rotary, come organizzazione non governativa, detiene la più elevata posizione consultiva nell’ambito delle Nazioni Unite. Ogni anno durante la Giornata del Rotary alle NU, più di 1.300 Rotariani tra cui molti Direttori del Rotary International, Fiduciari della Fondazione, ex senior Leader e ospiti si riuniscono nella sede delle NU a New York. Il programma è stilato per ispirare ed educare tutti i partecipanti, nonché approfondire la conoscenza dei rapporti tra il Rotary e le Nazioni Unite. In passato, la giornata è stata un grande successo e sono stati venduti tutti gli inviti disponibili. La Giornata del Rotary alle NU prevede anche un programma speciale per i giovani interessati al servizio umanitario, i quali avranno l'occasione di sentir parlare di un programma modello delle Nazioni Unite, del progetto Shelter Box, di alcuni progetti a cui i Club Interact stanno lavorando, e avranno una panoramica sulle NU e molto altro ancora.

Per ulteriori informazione potete consultare il sito www.riunday.org.

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Gran Galà al Rotary Club Imola

Sabato 14 novembre, alla presenza del Governatore Prof. Mario Baraldi, si terrà a Imola dalle ore 19,30, presso l’Hotel Molino Rosso, il Gran Galà organizzato dagli Amici del Club di Imola per raccogliere fondi a favore del progetto “End Polio Now”. Il programma prevede cocktail di benevenuto, cena di gala, sfilata di moda e spettacolo. E’ gradito l’abito scuro. Il costo della serata è di Euro 55,00. Per informazioni e prenotazioni potete contattare il Prefetto di Imola Dott. Gabriele Cavina al numero 335-8316606.

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BENVENUTO AL PICCOLO MATTEO

Tante felicitazioni a Gino ed Elvira Ghigi
per la nascita del nipotino MATTEO                                                                                         

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Ci manda un saluto da Barcellona l’Amico Luca Pasqui .

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Curiosando … nella guerra      a cura di P.S.  

Nella cameretta dove eravamo sfollati, non ci stavano né i miei libri, né i miei giocattoli per cui, una volta svolti i compiti che la maestra Gambi mi dava, non avevo nulla da fare se non girovagare per la ampia proprietà del conte Valli.
C’era ( e fortunosamente c’è ancora mentre di tante e tante altre residenze nobiliari di campagna le bombe fecero macerie ) un bel palazzo settecentesco con  davanti un folto bosco verosimilmente coevo perché oltre a grandi “tuje” così alte e così grosse che due adulti non sarebbero riusciti ad abbracciare, c’erano cedri del Libano, altissimi abeti ed una enorme magnolia.
Dietro il palazzo era costruita una robusta casa colonica con i magazzini per il grano, la stalla, la limonaia, il garage, l’abitazione dei contadini e… la nostra cameretta.
Il bosco terminava contro l’argine sinistro del Montone ed ai miei era parso che il luogo fosse per questo più sicuro poiché a nessuno passava per la testa che il fronte sarebbe arrivato proprio lì e che soltanto un anno  dopo i Tedeschi avrebbero piazzato dei cannoni fra le frasche del boschetto sparando sulle truppe Alleate attestate al di là del fiume,  che naturalmente rispondevano al fuoco, con  interessi maggiorati. 
Nei primi tempi  del 1943 passavo così le giornate con uno dei figli del contadino, riformato perché era stato in “Sanatorio”, che mi ha insegnato a distinguere gli alberi dalla corteccia, le piante dalle foglie, il canto del merlo da quello del tordo, quello della cingallegra da quello dell’upupa.
Nell’autunno del 1944 un comando tedesco in ritirata si stabilì nel palazzo, ed io stavo tutto il giorno fra i soldati, attratto dalle armi, dalle esercitazioni e soprattutto cercando di capire il loro astruso linguaggio.
Avevo fatto amicizia con un ragazzo,  intruppato appena compiuti i diciotto anni ( e quindi solo di pochi anni più “grande “ di me che ne avevo undici ), che mi parlava con nostalgia della sua Augsburg, del suo Liceo, piangeva al ricordo della sorellina morta sotto un bombardamento e, dividendo con me le appiccicose caramelle che gli forniva la cucina, cercava di insegnarmi qualche parola della sua lingua.
Morì qualche mese dopo sul Senio  insieme a migliaia di altri ragazzi della sua età, povere vite travolte dalla follia di un criminale ed ora è su, alla Futa, dove  gli porto un fiore a novembre, per la silenziosa festa dei morti.

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Sfogliando ... consigli per una sana lettura       a cura di P.G.M.

Un fine intellettuale, un grande autore. Scrittore graffiante, fatalista, spesso autobiografico. Narratore romantico, ironico, a volte polemico. Stiamo parlando di Tommaso Landolfi (1909 – 1979).
Tutta la sua opera altro non è che una lunga e mai interrotta autobiografia che lo portò a concludere che “è inutile celarselo, non riuscirò a non raccontare soltanto esperienze da me già vissute”.
La parte più autobiografica lo scrittore l’ha espressa in Rien va, in Des mois e nella Bière du pecheur.
La figlia Idolina ha scritto che “l’avventura di Landolfi, nelle pagine e nella vita è proprio storia d’una forzatura; nel senso d’un’immane, eroica applicazione ad innalzare la parola al traguardo altissimo che le si è dato, e farne il sostitutivo dell’esistenza, l’esistenza senza più. Nel senso della continua, implacabile lotta contro la propria paralizzante intelligenza, e il sentimento di vuoto, d’impotenza, di frustrazione che deriva da pensieri trascendenti la propria natura; contro la continua tentazione di negare una vita che si ama di vero amore”.
Le sue opere, tutte da leggere, sono oggi pubblicate da Adelphi.  

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le conviviali

RIUNIONE CONVIVIALE  CON FAMILIARI ED OSPITI
- Lunedì 19 ottobre 2009 -
- Prof. Karim Mezran: Arcipelago Islam -

L’Islam non è un monolite anche se la stampa tende a parlare generalmente di Islam con un visione unitaria. Con questa premessa, dopo aver ringraziato il Rotary per l’invito, il Prof. Karim Mezran (ex Rotariano, Direttore del Centro Studi Americani di Roma, Professore di “Political Science and International Affairs and Chair” alla John Cabot University di Roma e Professore di “Political Islam and Change” alla Johns Hopkins and SAIS di Bologna)  ha dato inizio alla sua relazione sull’Islam fornendoci in poco tempo una carrellata ricchissima di elementi di interesse ed un quadro storico politico della realtà Islamica a dir poco illuminante.
Cercherò di sintetizzare in questa sede i passaggi più significativi per dare un’idea (anche se solo sommaria) delle tante tematiche affrontate dal nostro relatore. Mi scuso sin d’ora se nel sintetizzare o semplificare quanto magistralmente illustratoci dirò alcune inesattezze. Spero non me ne vogliate. Per chi volesse approfondire le tematiche oggetto della relazione segnalo che il Prof. Karim Mezran è autore del libro “Arcipelago Islam” (che da anche il titolo alla nostra serata) edito da Laterza, collana “Storia e società”, 2007.
Per chi non conosce la religione mussulmana il quadro può sembrare abbastanza complesso; definire la religione mussulmana però è semplice: è la religione “del libro”, “coranica”; è una “orto-prassi”. Ha poco senso parlare di “fondamentalismo” perché chi è mussulmano è fondamentalista: in sostanza o segui i c.d. pilastri della religione mussulmana o non sei mussulmano. L’Islam è costituito da una pluralità di realtà.
L’Islam è basato sulla Shari’a, la legge islamica le cui fonti sono considerate il Corano e la Sunna (codice di comportamento, e le “Sunna” sono gli atti e detti del Profeta) ma anche il “consenso dei dotti” e l’“analogia”; solo il Corano e la Sunna sono però divinamente prodotte o ispirate da Dio.
Non è possibile chiedere ad un mussulmano cosa dice l’Islam. Vari studiosi hanno scritto sulla Sunna e sono nate diverse tradizioni giuridiche che si sono impiantate in diversi territori. Sunnita (ossia seguace della tradizione del Profeta) è la gran parte della popolazione mussulmana e si contrappone ai kharigiti ed agli Sciiti.
Il confine tra religione e politica nell’Islam è molto sottile: non c’è clero in quanto non ci devono essere interpreti intermediari tra il Corano e Dio.
Si dice che la cosa peggiore che può capitare è la guerra civile, la lotta all’interno della società: pertanto qualsiasi sovrano è accettato. L’Islam non vede separazione tra stato e chiesa.
Il Prof. Mezran ci ha poi parlato della “Jihad” ossia della difesa della comunità: non basta dirsi mussulmano occorre agire da mussulmano. La parola ha assunto nel tempo un significato molto ampio che va dalla lotta interiore spirituale alla guerra santa.
Quando noi pensiamo alla Jihad pensiamo alla lotta dell’Islam contro l’Occidente. A tal proposito il Prof. Mezran ci ha spiegato che l’incontro dell’Islam con l’Occidente (fine del ‘700) è stato fin dall’inizio molto duro e sono sorti movimenti interni che obbedivano ad ordini diversi; da quelli di ribellione (“il nemico può essere sconfitto solo sotto le bandiere dell’Islam”) a quelli più favorevoli ai criteri occidentali.
Ci sono state correnti che hanno cercato di modernizzare l’Islam sostenendo che occorre interpretare in chiave moderna concetti islamici. Ma c’è poi chi ha sostenuto che se i concetti islamici vengono interpretati in modo troppo moderno si diventa come gli occidentali ed ha ripreso i concetti tradizionali.
Nel 1928 nasce la “Fratellanza mussulmana”, fondata in Egitto da Hasan al-Banna’ maestro di scuola che gira di casa in casa spiegando cos’è l’Islam e spiegando che si deve tornare ad un’osservanza più ligia ai concetti tradizionali (contro l’occidentalizzazione della società islamica). Un risveglio culturale e religioso che in breve raggiunge 2 milioni di membri.
E’ ancora un movimento moderato perché non parla di apostasia.
Quando in Egitto diventa presidente Nasser fa sciogliere l’associazione arrestando e giustiziando un numero imprecisato di militanti della Fratellanza mussulmana. La sconfitta nel ’67 dell’Egitto nella guerra dei Sei giorni con Israele (la c.d. grande tragedia) fa riprendere i movimenti di ispirazione religiosa.
Nel ‘70 muore Nasser e va al potere Anwar Sadat che sceglie una politica di apertura verso i movimenti islamisti anche per contrastare i movimenti comunisti. Ma risorgono anche le posizioni più estremiste che inneggiano alla lotta armata e nel 1981 viene ucciso Sadat.
Il Prof. Mezran ci ha portato anche in Afganistan illustrandoci brevemente il Jihadismo afgano. Come dicevo il termine Jihad ha assunto nel tempo diversi significati ed in qualità di lotta armata la Jihad è generalmente intesa come difensiva, ossia intesa a difendere le proprie terre dall’occupazione straniera e dal nemico invasore.
Il Jaihdismo afgano si scontra però con Osama Bin Laden che dà origine ad un movimento paramilitare e terroristico, Al Qaida, contro i vari regimi islamici filo occidentali ed il mondo occidentale stesso. Devono portare la guerra verso l’occidente per riprendersi la loro terra: Al Qaida lotta contro il nemico interno ma sostenuto da nemico esterno che va abbattuto sostenendo che si debba combattere oggi per avere un giorno la vittoria. Al Qaida non è però riuscito ad evolvere ed è stato in un certo senso emarginato, anche se non sconfitto. La Fratellanza mussulmana non è invece una organizzazione terroristica.
Infine, per dare poi un altro tassello, esiste il movimento islamico della Salafiyya fondato dal riformista egiziano Rashid Rida verso la fine dell’Ottocento; idea fondamentale dei salafiti è che il risveglio dell’Islam ed il contrasto all’occidente deve necessariamente passare attraverso le fonti; non vogliono né combattere né contrastare, sono molto conservatori e radicali, separati dalla
Fratellanza mussulmana.
Al termine della ricca relazione, di cui qui si da conto solo in parte, sono stati molti gli interventi dei numerosi soci e degli ospiti presenti;  interventi diretti essenzialmente a cercare di comprendere le relazioni tra il mondo islamico e l’economia, di comprendere le dimensioni del fenomeno dell’Islam politico (a confronto con l’Islam religioso), le differenze tra i diversi regimi mussulmani ed i possibili sviluppi anche di carattere espansivo del mondo islamico.
A tutte le domande il Prof. Mezran ha risposto esaurientemente lasciandoci comunque a tarda sera con tanti spunti di riflessione e di possibile approfondimento, di cui lo ringraziamo vivamente.

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RIUNIONE CONVIVIALE  CON FAMILIARI ED OSPITI
- Lunedì 26 ottobre 2009 -
- Sig.ra Alessia Merz: Dalle luci della ribalta alla maternità -

In apertura di serata il Presidente ha reso noto ai soci che il Consiglio Direttivo ha deliberato la nomina a Socio Onorario del Club del Socio Ing. Luciano  Rangoni come riconoscimento di una pluridecennale partecipazione attiva al club caratterizzata da continua disponibilità, partecipazione assidua e un esemplare modo di porgersi ai soci con amicizia e garbo. Il Presidente segnala che il suggerimento di conferire lo status di socio onorario al socio Rangoni è giunto in inizio d'anno dal Past president dott. Michelangelo Speranza, che viene chiamato al tavolo della Presidenza per personalmente consegnare al socio Rangoni l'ulteriore onorificenza della pietra blu che il Consiglio Direttivo ha deliberato richiamandosi alle stesse motivazioni appena espresse. Il socio ing. Rangoni ha ringraziato il Presidente, il Consiglio e i soci esprimendo la propria piacevole sorpresa nel ricevere anche la pietra blu. Il socio dott. Speranza ha voluto ringraziare il Presidente di avergli dato l'onore di consegnare personalmente la pietra blu all'amico carissimo Luciano Rangoni.

Successivamente, in presenza di numerosi soci ed ospiti, fra i quali la giornalista del Resto del Carlino Lorella Bolelli, il Presidente ha poi presentato l’ospite d’onore della serata, la signora Alessia Merz. Il presidente ha presentato il tema della serata ricordando ai presenti che "la signora Alessia Merz viene dal mondo dello spettacolo cosiddetto "leggero" , aggettivo usato per tutto lo spettacolo televisivo in genere, ma anche per la musica pop e rock e per ogni genere musicale che si distingua dalla classica. Allo stesso modo, salvo rare eccezioni, nel teatro tende ad essere considerato leggero tutto ciò che non rientra nelle rappresentazioni di autori e drammaturghi classici. Tuttavia, il concetto di leggerezza può essere affrancato da una idea di assenza di qualità o contenuti, ed allo scopo non è necessario ricorrere alle citazioni di Ovidio (Le Metamorfosi) e Lucrezio (De Rerum Natura). Può essere piacevole ricordare le pagine di Italo Calvino nelle Norton Lectures ad Harvard (1984), da noi meglio conosciute come le Lezioni Americane e nelle quali l'autore enfatizza il concetto della leggerezza associandolo alla precisione e determinazione, o quelle di Sciascia in Nero su Nero che auspicava un'idea di intelligenza capace della leggerezza necessaria per risalire e contrastare la pesantezza dell'eccessivo approfondimento.
Il Presidente aggiunge che l'avere incontrato la signora Alessia Merz gli ha permesso di conoscere  una donna fortemente ancorata ai valori familiari e fermamente (e felicemente) vincolata alla propria scelta di maternità. Ecco perché in questa serata assume particolare interesse poterci avvalere della presenza di una donna dello spettacolo la quale ha avuto differenti esperienze nel cinema, nella televisione e nella moda e che ci può raccontare come la sua scelta di maternità abbia caratteri di peculiarità in relazione allo specifico ambiente professionale nel quale lei ha lavorato. Persona fortemente ancorata alla vita reale ed ai suoi due figli, ci ha descritto il suo passaggio dal mondo dello spettacolo alla maternità dichiarando che attualmente ha abbandonato il lavoro per potersi dedicare completamente alla prole, scelta non facile da fare ma presa con coscienza.
La signora Alessia Merz ci confida che esternamente il mondo del suo lavoro appare alla gente come un ambiente contornato dalla bellezza in quanto tale, poiché traspare celebrità, ricchezza e divertimento. Tale idea non rispetta ciò che realmente è il mondo dello spettacolo: significa innumerevoli sacrifici sia personali che fisici, come la decisione di procreare o la problematica che ne consegue dopo la gravidanza relativa all’incremento ponderale in un ambiente ove  “l’apparire” rappresenta, specie in una donna, il primo e fondamentale requisito per fare e rimanere nell’ambito lavorativo.

L’Ospite ci ha fatto notare l’importanza che ha per lei la sua famiglia sottolineando che, potendo permetterselo grazie al sostegno economico del marito, desidera crescere personalmente i suoi figli senza affidarsi ad un aiuto esterno perché ogni gesto, parola od espressione degli stessi rappresentano per lei un momento impagabile.

Ovviamente le manca sia il lavoro che l’indipendenza economica ma la gratifica che le dà la nuova vita da mamma e moglie ricompensano ampiamente tali lacune.

E’ intervenuta successivamente la Dott.ssa Letizia Maini la quale ha ricordato che la gravidanza comporta rinunce e allontanamento dal lavoro in tutte le categorie professionali, compresa quella della signora Merz, dichiarando che se si rinuncia al lavoro significa che si è convinti della scelta fatta.

Interviene, quindi il prof. Lima dichiarando che ha conosciuto la signora Alessia  poiché i suoi figli necessitavano di cure mediche e che la sua prima impressione è stata di donna con forte personalità ma dotata di incredibile sensibilità e precisione nel suo modo di porsi.

La signora Alessia ha precisato che nell’ambiente dello spettacolo si deve avere una forte personalità poiché la concorrenza è tanta e gli aspiranti sono moltissimi, pronti a sostituirti in ogni momento, motivo per cui è molto frequente che si venga estromessi facilmente e si teme l’oblio poiché il reinserimento è molto difficile. Ovviamente tale problematica forse avrebbe minori ripercussioni se la persona in questione fosse molto famosa, come la signora Raffaella Carrà, per la quale le potrebbe essere riconosciuto anche un eventuale posticipo di data di inizio di uno show.

Ha continuato dichiarando che non esclude definitivamente l’idea di ricominciare a lavorare ma che, se oggi le offrissero un ingaggio per una fiction, ciò le sconvolgerebbe la vita rompendo quegli equilibri che si è costruita a tal punto da rifiutare, probabilmente, l’offerta lavorativa pur essendo consapevole che in questo mondo forse non le si ripeterà mai più l’occasione. Infatti, prosegue, è di fondamentale importanza cercare di mantenere molte pubbliche relazioni rimanendo nel mondo dello spettacolo partecipando a feste, inaugurazioni o qualsivoglia evento.

Per la signora Alessia i cambiamenti nella sua vita hanno comportato una scelta importante che non è stata solamente quella di decidere di fare la madre a tempo pieno, ma anche di seguire il marito anziché rincorrere il lavoro ed anche la famiglia.

Il ricordo delle due gravidanze avute hanno richiamato alla memoria della nostra Ospite la meravigliosa esperienza che si prova in quelle circostanze e di come avvertisse una bellezza aggiuntiva alla sua persona, cosa che è scemata nell’immediato post parto a causa del senso di vuoto che compare associato all’incremento di peso.

Infine, la signora Alessia ha risposto alle domande poste dalla Giornalista del Resto del Carlino dicendo che non ha amiche nel mondo dello spettacolo perché essendoci molta concorrenza è praticamente impossibile che nasca questo tipo di legame. Inoltre ha dichiarato che vivere a Bologna è molto piacevole anche se non l’agevola nei rapporti di pubbliche relazioni. Infatti, aggiunge, le donne come Hilary Blasy e Martina Colombari, sono molto più avvantaggiate di Lei poiché pur avendo sposato anche loro un calciatore vivono in città, come Roma e Milano, dove si trova facilmente lavoro rispetto ad una città come la nostra.
Interviene infine il Presidente il quale conclude la serata ringraziando l’Ospite e sottolineando che se dal grande schermo era trasparsa la gradevolezza della donna di spettacolo, questa sera abbiamo potuto tutti apprezzare una signora di grande piacevolezza, sensibilità e concretezza. Le viene quindi offerto un dono dal Club e gli applausi dei presenti.

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