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NOTIZIARIO N. 6  annata 2009/2010

le notizie

PROSSIMI IMPORTANTI APPUNTAMENTI  

Gita a Urbino e Acqualagna

Vi ricordiamo che sabato 21 novembre si terrà la gita ad Urbino ed Acqualagna organizzata con l’aiuto dell’amico Ing. Paolo Bonazzelli. Visiteremo il Palazzo Ducale e la splendida Galleria Nazionale  delle Marche. Inoltre pranzeremo a base di tartufo, insieme ad alcuni rotariani del Club Cagli Terra Catria Nerone, al ristorante La Ginestra di Furlo di Acqualagna

Sul pullman ci sono ancora alcuni posti disponibili. Chi fosse interessato è pregato di contattare al più presto la Segreteria.

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Solidarietà e utopia

Venerdì 27 novembre alle ore 16,30 presso la Sala VIII Centenario Università di Bologna, via Zamboni 33, il Comitato Bolognese Angeli del Fango presenta il libro “Solidarietà e utopia. Bologna, gli Angeli del Fango e le alluvioni del 1966” scritto da Maria Iacuaniello, Eleonora Pantano, Enrico Bollino.
Alla presentazione del libro interverrà l’amico Prof. Mario Pantano, Past President del R.C. Bologna Valle dell’Idice, in veste di Segretario del Comitato Bolognese Angeli del Fango. I Soci interessati possono liberamente partecipare.

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Rotary Bologna Galvani – Torneo di Burraco

Gli Amici del Bologna Galvani stanno organizzando per Domenica 22 Novembre, presso la Sala mensa dell’Antoniano (via Guinizzelli 3) ore 15,30, un torneo di burraco. L’iscrizione è di euro 20,00. Il ricavato andrà Al Reparto Oncologico Pediatrico dell’Ospedale Rizzoli.

Chi fosse interessato può contattare la Segreteria.

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Interclub Rotaract Gruppo Petroniano

I ragazzi del Rotaract ci invitano ad un loro interclub che si terrà martedì 24 novembre alle ore 20,30 presso la Sede di via S. Stefano. Il relatore sarà il Dott. Carlo Chionna che parlerà di “Made in Italy. Autentico”.

Il costo della serata (con cena a buffet) è di 15 euro e i soci interessati sono pregati di prenotarsi presso la Segreteria.

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Curiosando … nella gracilità      a cura di P.S.

Christian Doppler (1803 – 1853) era figlio di un muratore di Salisburgo e, come tradizione della famiglia, avrebbe dovuto, cominciando da manovale, aiutare il padre per poi sostituirlo nel lavoro edilizio, una volta raggiunta la maggiore età.
Christian tuttavia, fin da bambino appariva non idoneo al pesante ruolo che il padre pensava per lui, poiché era un bimbo vivace ed intelligente, ma fisicamente magrolino e di salute delicata per cui fu subito evidente come il giovane Doppler, per la sua gracile costituzione, fosse  sicuramente inadatto ad esercitare un  lavoro manuale.
Per la sua vivace intelligenza, il ragazzo fu fortunatamente avviato agli studi dove presto si distinse nella matematica per cui, sebbene assunto come contabile in una ditta fin dalla scuola secondaria, continuò gli studi fino all’Università dove i suoi riconosciuti meriti, gli valsero, al termine di un brillante corso di Laurea,  una cattedra al Politecnico di Praga.
A trentanove anni descrisse e pubblicò l’osservazione che l’ha reso famoso e che porta il suo nome: la variazione della lunghezza d’onda nel suono di una sorgente in avvicinamento o in allontanamento, percepita da un osservatore esterno.
Tale osservazione da lui riscontrata anche sulle onde elettromagnetiche ed in particolare sulle onde luminose, ha successivamente avuto un enorme sviluppo in astronomia giungendo a modificare  la cosmogonia, gettando le basi per la moderna teoria del Big Bang e dell’universo in espansione, consentendo  lo studio dei moti di lontanissime galassie e, recentemente, la scoperta di pianeti  fuori dal nostro sistema solare.
Ancora più recentemente l’effetto Doppler ha avuto straordinarie applicazioni in Medicina con gli studi ecografici sui flussi del sangue nel cuore e nei vasi e, ahi noi, anche negli Autovelox della Polizia Stradale.

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Adozioni a distanza

Abbiamo ricevuto dall’Associazione Don Calabria Procura delle Missioni la notizia che VALDINSEI PALOSKI ha terminato di frequentare il Centro Social di Porto Alegre poiché è felicemente arrivato alla fine del suo percorso scolastico. Il nostro contributo verrà quindi dirottato sugli studi di FELIPE GOMES DE OLIVERIA, nato nel 1989 a Porto Alegre, dove risiede insieme al padre che fa il muratore e ai fratelli in una zona molto a rischio, soprattutto rispetto al traffico di droga. Anche Felipe frequenterà con il nostro aiuto il Centro Social per ottenere un diploma professionale.

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Sfogliando ... consigli per una sana lettura       a cura di P.G.M.

Abbiamo già avuto modo di presentarvi alcuni titoli dello scrittore svedese Henning Mankell.
Oggi abbiamo il piacere di riproporlo segnalandovi la serie poliziesca delle inchieste del Commissario Wallander.
Si tratta di nove titoli da leggere in sequenza: dal primo, “Assassino senza volto”, fino all’ultimo della serie, “Piramide”.
E’ difficile descrivere la bellezza di questi romanzi che ci fanno apprezzare l’intelligenza, la cultura e lo schema narrativo di questo scrittore che con i suoi libri ci mette a contatto con una Svezia che pensavamo ancora lontana dalla violenza e dal crimine.
Nel leggerli vi sembrerà di vivere in prima persona le inchieste che il Commissario Wallander conduce con determinazione, sagacia e umanità. E, quando sarete giunti alla conclusione della lettura del nono ed ultimo volume, vi dispiacerà, credeteci, che non vi siano altre storie di Wallander da leggere.
Sono romanzi che per la loro particolarità e bellezza piaceranno anche ai non amanti del genere poliziesco. Li ricorderete e certamente riserverete loro un posto importante nella vostra libreria.

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50mo anniversario R.C. Faenza

Sabato 7 Novembre, il nostro Presidente, ospite del Presidente del R.C. Faenza, ha partecipato con la signora Maria Daniela alla celebrazione del 50mo anniversario della consegna della Charter di fondazione. La serata, in interclub con i Rotary del Gruppo Romagna Nord (Faenza, Lugo, Ravenna, Ravenna Galla Placidia) è stata condotta in modo eccellente dal Presidente Avv. Gonelli ed ha visto la presenza di molte autorità locali fra le quali il Sindaco e il Vescovo, nonché di autorità rotariane quali il Governatore Mario Baraldi e l'ex Governatore Gianni Bassi, Socio del medesimo Club faentino.

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BENVENUTI!!!!

Tante felicitazioni a Paolo e Tatiana Malpezzi
per la nascita della nipotina Ginevra     
e a Guido e Sara Geminiani
per la nascita del nipotino Sebastiano                                                 

le conviviali

RIUNIONE CONVIVIALE  CON FAMILIARI ED OSPITI
- Lunedì 9 novembre 2009 -
- Dott. Andrea Minarini e Dott. Mario Mazzotti: Alcool, stupefacenti e guida di veicoli -
- Dott. Claudio Castellari: Convention Montreal 2010 -

Dopo aver salutato i Soci e gli ospiti presenti, il Presidente ha aperto la serata con un brindisi per festeggiare un evento importante, l’avvenuta ratifica da parte del Rotary International del cambiamento del nome del Club in Bologna Ovest Guglielmo Marconi.
Successivamente, continuando quanto iniziato già da alcune settimane, l’Avv. Pezzi ha ripercorso, attraverso la proiezione di immagini, la storia del nostro Club. Questa settimana è stata la volta degli  anni sociali 1968 - 1974. L’occasione è stata propizia per avere con noi l’amica Rosetta Fornaciari, moglie del compianto Giorgio, per festeggiare il nostro socio onorario Prof. Francesco Spina e il nostro socio Giancarlo Borri, per ricordare il socio Barbiera, padre della nostra attuale socia Anna. In riferimento a quegli anni, il presidente ha poi ricordato altri due autorevoli soci del club scomparsi, il dott. Fernando Frasnedi e l’avv. Walter Villa e ha portato ai soci l’affettuoso saluto delle loro signore, impossibilitate per ragioni di età a partecipare alla nostra riunione.


Dopo la cena il Sig. Claudio Castellari, rotariano del Bologna Est, in veste di componente delle Commissioni Distrettuali per la Promozione del Congresso Internazionale e per lo Sport e Tempo Libero, ha presentato gli eventi più importanti dell’annata, primo fra tutti il 101° Congresso Internazionale che si terrà a Montreal dal 20 al 23 giugno 2010, illustrando dettagliatamente il programma di viaggio organizzato dal Distretto con partenza il 16 giugno e rientro il 23 giugno.
Castellari, con l’entusiasmo che gli è così naturale, ha ribadito l’importanza di partecipare almeno una volta ad una Convention del Rotary International per numerosi motivi, primi fra tutti quello di verificare personalmente l’impatto del Rotary nel mondo e di constatare che il Rotary è condivisione.  Ha proseguito elencando alcune attività fra rotariani uniti da comuni interessi ricreativi, per creare momenti di incontro e realizzare eventi sportivi amatoriali:

23 ottobre 2009, Cattolica – Torneo di Golf “Gli Amici del Governatore”
12-13 febbraio 2010, Sciare insieme con “Gli Amici del Governatore"
9-16 maggio 2010, Crociera dell’Amicizia -  Croazia e Grecia “Gli Amici del Governatore”
5 giugno 2010, Cattolica – Veleggiata “Gli Amici del Governatore”
22-23 maggio 2010, raduno Auto e Moto d’epoca “Gli Amici del Governatore”.

Al termine dell’esposizione il Presidente ha ringraziato Castellari per la disponibilità e la sincera passione che esprime nel promuovere fra i Soci dei vari Club queste iniziative.
Terminata la cena, il Presidente ha introdotto i relatori della serata: il socio Dott. Andrea Minarini, Direttore Medicina Legale e Gestione del Rischio AUSL Bologna, coadiuvato dal Dr. Mario Mazzotti, medico legale della Polizia di Stato, e dalla Dottoressa Elia del Borrello, tossicologa forense e referente del laboratorio di tossicologia forense presso l’Università di Bologna (http://www.dipmedsanpubb.unibo.it/Dipmedsanpubb/Risorse+e+strutture/Laboratori/tossicologiaforense.htm), i quali ci hanno intrattenuto sull’attuale ed interessante argomento: “Alcool, stupefacenti e guida di veicoli”.
Conosciamo tutti la valenza personale e professionale del nostro amico e socio Minarini Andrea il cui curriculum è del tutto invidiabile
(http://www.scuolamedicinalegale.unibo.it/docenti/curriculum/minarini_cv_ott07.pdf); nasce a gennaio del 1952; a 25 anni è già laureato ed abilitato all’esercizio della professione medica; consegue tre specializzazioni ed è Medico Competente Medicina del Lavoro; numerosissimi i suoi incarichi tra cui spiccano docenze universitarie e posti di primo piano nella Direzione Aziendale AUSL di Bologna quali il Coordinamento dell’Area Dipartimentale Risk Management e la Referenza Aziendale per la Gestione del Rischio.
L’amico Andrea ha iniziato con il renderci partecipi sul ruolo dei medici delle Forze dell’Ordine che, affiancati anche dai colleghi dell’Università (con particolare attenzione al settore della tossicologia da noi rappresentato dalla Dottoressa del Borrello), devono svolgere in relazione alla prevenzione ed alla repressione dei comportamenti che violano le norme degli articoli 186 e 187 del Codice della Strada relativi alla guida in stato di ebrezza ed in stato di alterazione psico-fisica conseguente all’assunzione di stupefacenti.
Il problema del quale ci stiamo occupando è analizzato oggi non solo sotto l’aspetto repressivo quanto piuttosto verso una migliore conoscenza al fine della prevenzione da parte di tutte le categorie per far capire ai giovani qual è il rischio che si corre alla guida di un’auto o di una moto se non si è fisicamente liberi da condizionamenti sul Sistema Nervoso Centrale.
Il nostro socio ha quindi lasciato il microfono al Dr. Mario Mazzotti, medico legale della Polizia di Stato, specializzato in Malattie dell'apparato respiratorio e in Medicina legale, professore a contratto presso la scuola di specializzazione in Medicina legale dell'Università di Bologna, Cavaliere al merito della Repubblica italiana; si occupa di tematiche su alcool e sostanze psicotrope - stupefacenti e guida, partecipando a sperimentazioni su nuove metodiche e apparecchiature nell'ambito di servizi di prevenzione delle "stragi del sabato sera" in collaborazione con l'istituto di Tossicologia della Scuola di specializzazione in medicina legale dell’Università di Bologna.
La presentazione delle diapositive che il nostro relatore ci ha mostrato ci fa conoscere delle cifre sulla traumatologia della strada a dir poco da paura: le chiamano “cifre della guerra” perché di tale espressione si tratta: ogni anno dai 6.000 ai 7.000 decessi, 20.000 - 22.000 invalidi gravi, 600.000 prestazioni di Pronto Soccorso, 170.000 ricoveri (la guerra in IRAQ sembra quasi un gioco rispetto a tali dati); ma ancora: il costo economico per lo stato relativo alla mortalità sulle strade rappresenta il 2,7 del PIL nazionale, gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di morte dei giovani tra i 15 ed i 29 anni.
Il fenomeno risulta sempre meno agganciato al modello del “bere mediterraneo” caratterizzato da consumi legati ai pasti e sempre più orientato verso un modello di “binge drinking” (bere per ubriacarsi). Sappiamo tutti che l’alcool agisce a livello del sistema nervoso centrale disinibendo i freni ma alterando nel contempo i livelli di percezione del pericolo; qualunque sia la sostanza ingerita: Depressori non-selettivi (Alcool etilico, Barbiturici, Anestetici), Ansiolitici, Antidepressivi, Antipsicotici, Psicostimolanti (Amfetamine, Cocaina, Nicotina, Caffeina), Psichedelici e allucinogeni (Cannabinoidi Derivati, Metamfetamina, ecc…), Narcotici (oppiacei), Stabilizzatori del tono dell’umore, Inalanti inebrianti, il risultato è sempre lo stesso: il sistema nervoso centrale è alterato. Gli effetti consistono essenzialmente in: sonnolenza,     diminuzione dei riflessi, alterazione della coordinazione psicomotoria, riduzione della concentrazione, riduzione della capacità di reagire a eventi inattesi, allungamento dei tempi di reazione, riduzione della capacità di coordinare l’informazione visiva. L’effetto disinibitorio può portare ad una diminuita percezione del pericolo (guida più veloce, sorpasso “facile”, ecc). Inoltre la curva del rischio di incidenti aumenta in maniera esponenziale con l’aumento della concentrazione: superata la soglia legale di 0,5 g/l (grammi per litro) il rischio di incidente grave/mortale è 10 volte superiore con una concentrazione di 1 g/l e passa a 30 volte superiore con una concentrazione di 1,5 g/l.
Sappiamo che l’effetto comportamentale dell’alcool è variabile a seconda degli individui, sesso, con differenze anche considerevoli tra soggetto e soggetto ma per avere un ordine di grandezza basti pensare che già due bicchieri di vino sono sufficienti per raggiungere la soglia consentita di concentrazione alcolemica; se ci aggiungiamo un aperitivo ed un digestivo giungiamo immediatamente ad una concentrazione di 1,2 g/l senza considerare che gli alcoolici ingeriti a stomaco vuoto hanno un effetto bomba immediato e che i tempi di eliminazione dell’alcool si aggirano in 0,2g/l all’ora (significa che per passare da 1,2 a 0,5 ci vogliono circa 4 ore).
Prima di parlare della repressione l’obiettivo da raggiungere è quello della prevenzione basata sulla conoscenza del problema: così preoccupante diventa l’uso e l’abuso (l’Italia ha un primato poco invidiabile, quello cioè della “precocità etilica” tra i paesi europei; il primo bicchiere viene assunto tra gli 11 e i 12 anni rispetto ai 14 anni di età degli altri stati europei) di bevande pericolose, tra cui gli alcolpops che sono bevande gassate con aggiunta di alcol con gradazione tra i 5% ed il 7% vendute liberamente in accattivanti bottiglie colorate, che fanno presa sui giovanissimi (l’età media in cui si inizia a bere alcolpop è 13 anni e le ragazze rappresentano la percentuale più consistente) e che creano una dipendenza inversamente proporzionale all’età di consumo.
Per ciò che concerne la repressione relativa alle infrazioni delle norme degli articoli 186 e 187 del Codice della Strada il protocollo utilizzato dal servizio sanitario della polizia di stato in collaborazione con la polizia stradale di Bologna si basa sull'accertamento dello stato di alterazione psico-fisica conseguente all'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope eseguito in sede di fermo direttamente sulla strada tramite apposite apparecchiature su campioni di saliva prelevati immediatamente; poi l’accertatore propone l’approfondimento delle analisi al Pronto Soccorso anche se la quasi totalità dei fermati rifiuta tale procedura (ed in tal caso quelli risultati positivi vengono perseguiti ai sensi dell’Art. 187 del Codice della Strada); contestualmente viene redatta dal Sanitario della Polizia di Stato una scheda clinica anamnestica del paziente con esame obiettivo comportamentale (ciò è reso possibile perché sulla strada ci sono delle strutture sanitarie mobili della Polizia di Stato). Anche in questo caso i numeri forniti dal nostro relatore sono enormi: nel campione del 2008 si va da un minimo del 20% al un massimo del 40% di esiti positivi e, se ci si sposta direttamente in discoteca si passa ad oltre il 50% di casi positivi ai controlli. Preoccupante è l’esperienza riscontrata anche perché alcuni ragazzi sembrano essere ignari del fatto di aver ingerito droghe: la spiegazione sta nel fatto che esistono delle sostanze anfetaminiche che, essendo insapore ed inodore, vengono sciolte nelle bibite che sono poi offerte agli avventori. Il caso più eclatante è quello della cosiddetta “droga dello stupro” (GHB – Acido Gamma Hidrosic Butirrico): insapore, inodore, liquido, di facile reperibilità sul mercato, toglie alla vittima i ricordi per il periodo di metabolizzazione (circa tre o quattro ore), caratteristiche afrodisiache e generale sedazione dell’assuntore. Praticamente perfetto per chi lo somministra alle ignare ragazze offrendo delle bibite analcoliche (per chi vuole approfondire: http://www.droga.net/slide/GHB_file/frame.htm).
Si capisce bene che l’opera di prevenzione basata sulla conoscenza e sull’allertamento dei ragazzi deve essere il primo obiettivo da perseguire tant’è che le campagne nelle scuole proliferano e forse dovrebbero ampliarsi anche coinvolgendo i genitori che sono i primi interlocutori dei figli.
Dopo la relazione del Dr. Mazzotti è seguito un ampio intervento della tossicologa Elia del Borrello il cui laboratorio di analisi presso l’Università di Bologna collabora giornalmente con le Forze di Polizia ed, a seguire, numerosi ed interessanti interventi dei partecipanti che hanno dato modo ai relatori di approfondire alcune tematiche particolari sull’argomento.
Alla fine, meritato è stato
l’applauso che ha accompagnato il saluto e gli omaggi che il nostro Presidente ha consegnato ai relatori al termine della bellissima serata.

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RIUNIONE CONVIVIALE  CON FAMILIARI ED OSPITI

- Lunedì 16 novembre 2009 -
- Prof. Gabriele Falciasecca: L’eredità di Marconi a cento anni dall’assegnazione del Nobel -
- Dott. Gian Marco Cavallari: Stato dei lavori dell’acquedotto di Chita Tanzania -
 

In apertura di serata il Presidente ha salutato i numerosi amici presenti, fra i quali anche molti Presidenti e Soci di altri Club cittadini, rendendoli partecipi della bella novità del nostro Club che dal 6 novembre si chiama ufficialmente “Rotary Club Bologna Ovest Guglielmo Marconi”. L’occasione migliore per i festeggiamenti era proprio questa serata alla presenza del Prof. Gabriele Falciasecca, Presidente della Fondazione Marconi.

Prima della cena la Presidente del nostro Rotaract Bologna Felsineo Ing. Annunziata Fiorilli ha presentato una iniziativa del Gruppo Petroniano, ossia una relazione del Dott. Carlo Chionna, proprietario del Brand “9.2”, sul tema “Il Made in Italy Autentico” che si terrà presso la Sede di via S. Stefano, martedì 24 novembre alle ore 20,30.
Il Presidente successivamente ha presentato il Dott. Gianmarco Cavallari, giovane Rotaractiano, il quale ha relazionato i presenti sul viaggio dallo stesso compiuto nel luglio 2009 presso il villaggio di Chita in Tanzania, per seguire l’andamento dei lavori relativi al Progetto destinato a portare l’acqua nel detto villaggio.
Come è noto, si tratta di un bellissimo progetto umanitario, pensato ed iniziato dai nostri soci Emanuele Di Dio, Gino Ghigi, Lionello Gandolfi e Antonio Rossi, avente l’obiettivo di realizzare tutto quanto occorrente (posa delle fondamenta, tubazioni, taniche e numero 6 cisterne) per il costante approvvigionamento di acqua potabile al villaggio.
Il Dott. Gianmarco Cavallari, con l’ausilio di diapositive, ha relazionato sullo stato delle lavorazioni e sull’andamento delle opere, rendendo edotti i presenti sul meccanismo di raccolta dell’acqua piovana in un bacino, con conseguente passaggio dell’acqua nelle 6 grandi cisterne, dalle quali poi viene effettuato il collegamento sino al villaggio.
Detti lavori sono seguiti in loco dal parroco del villaggio; pur tuttavia, gli stessi procedono molto lentamente ed abbisognano di controllo, impegno, risorse ed attività continue e costanti, che il nostro club dovrà ancora profondere.

***
Dopo la consueta conviviale, il Presidente ha chiesto di spegnere le luci e nel silenzio della sala è echeggiata la voce registrata di Guglielmo Marconi che rievocava i suoi primi esperimenti. In quel momento è stata portata in sala una splendida torta con serigrafata l’immagine di Marconi, le date della consegna del premio Nobel e del centenario, il simbolo del Rotary e il nuovo nome del nostro club.
E’ stato quindi introdotto l’illustre ospite relatore, Prof. Gabriele Falciasecca, Professore Ordinario di Ingegneria Elettronica presso la Università degli Studi di Bologna, socio del Rotary Club Bologna e Presidente della Fondazione Marconi. Il Prof. Falciasecca ha mostrato di gradire particolarmente la sorpresa preparata dal Presidente e si è unito nelle foto del taglio della torta.

Successivamente, mentre il Prof. Falciasecca preparava il computer per la proiezione, il Presidente ha presentato il Comm. Giovanni Pelagalli, patron del Museo della Comunicazione e del Multimediale il quale, nel ringraziare i presenti, ha mostrato due delle più innovative invenzioni di Guglielmo Marconi e provenienti dal Museo della Comunicazione (un radioricevitore corredato da una cuffia a doppio auricolare ed un apparecchio per l’invio degli impulsi per la trasmissione radio-sonora).  
A seguire la brillante e molto interessante relazione del Prof. Falciasecca sulla vita e sulle invenzioni di Guglielmo Marconi.
Il nostro relatore ha effettuato una piacevole carrellata, a partire dal periodo di studi giovanili del Marconi, toccando le varie tappe della sua formazione, ricordando i vari esperimenti compiuti, sino al riconoscimento della massima onorificenza in campo tecnico e sperimentale.
Grazie all’excursus effettuato dal Prof. Falciasecca sono emerse le eccezionali qualità di Guglielmo Marconi, di grande maestro dell’innovazione, di grande lavoratore e scienziato, e di anticipatore del futuro, ma anche di imprenditore e di uomo pratico e concreto.
Marconi, nato nel 1874, cresciuto a Villa Grifone a Sasso Marconi (BO), lavorò e studiò assiduamente sino a diventare l’antesignano della moderna disciplina del broadcasting, del remote control (comandi a distanza), del radar e delle comunicazioni a distanza.
Nel corso della relazione sono state proiettate numerose diapositive, raffiguranti anche i vari esperimenti compiuti da Marconi ed i sistemi di onde elettromagnetiche per radio e di onde luminose utilizzati dallo Scienziato Bolognese, il quale, con grande concretezza, seppe poi mettere a frutto le proprie innovative scoperte trasferendosi in Inghilterra, ove, una volta depositato ed ottenuto il brevetto per l’utilizzo ed il miglioramento della trasmissione del segnale radio, fondò una compagnia per lo sfruttamento delle proprie scoperte.
I primi esperimenti consentirono la trasmissione ad una distanza di 300 km., sino al grande exploit della trasmissione transatlantica avvenuta il 12 dicembre 1901 tra Poldhu in Inghilterra sino a St. John in Canada, per una distanza di circa 3.400 Km..
Nell’anno 1907 Marconi inventò il radiotelegrafo e, grazie alle trasmissioni radio di Marconi, nel 1909, fu possibile procedere al salvataggio addirittura di un transatlantico.
Dopo ben quattro nomination, nel 1909, fu riconosciuto il premio Nobel a Guglielmo Marconi, in concorso con lo scienziato Karl Ferdinand Braun (che di li a poco avrebbe inventato il moderno tubo catodico).
Dopo la brillante relazione del Prof. Falciasecca è seguito un ampio dibattito, con molti interventi dei presenti, tutti unanimi nel sostenere la grande modernità del Marconi, scienziato capace di concepire e dare vita ad invenzioni che ebbero compiute spiegazioni tecniche solo molti anni dopo, in epoca moderna.

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Lettera del Governatore – Novembre 2009

Cari Rotariani e Rotariane del Distretto 2070,
Novembre è tradizionalmente dedicato alla Fondazione Rotary (R.F.) del Rotary International (R.I.). Incredibile ma vero, mi viene istintivo dire che la R.F. è stata istituita nel 1917 da A.R. Klumph come fondo di dotazione del RI. destinato a “fare del bene al mondo”.
Un rotariano pronto, alla domanda “cosa fa il Rotary?” potrebbe rispondere semplicemente questa frase e forse tutti capirebbero cosa facciamo nel Rotary. A volte viene il dubbio che, presi da tante complesse sovrastrutture, anche molti rotariani non sappiano più chi sono, cosa facciano, dove vanno. Questo dubbio pervade ormai anche chi scrive poiché un Governatore passa i propri pomeriggi nei club a parlare della necessità di donare alla Fondazione almeno 100 dollari in un anno per sostenere gli obiettivi del R.I. “Già fatto?” chiedeva quello a cui avevano praticato l’iniezione con l’ago indolore. Magari! Non facile! 100 $ a testa in un anno sono pari a 27 cents al giorno (pari a 18 centesimi di Euro). Insomma ¼ di caffè. E pensare che ci sono ancora club che non versano 1 $ che 1 $ alla Fondazione o che versano molto meno dei 100 $ suddetti, consigliati . Per fortuna ci sono anche i club che versano di più visto che la media attuale del nostro 2070 è di 109 $ (more or less) pro capite all’anno e che siamo arrivati qualche volta anche più in alto.
La Fondazione è stata creata per “conservare, investire e gestire i fondi del R.I.”. Coloro che hanno fatto ciò nell’ultimo burrascoso anno economico, immagino che abbiano fatto del loro meglio, ma la burrasca c’è stata per tutti e anche loro sono…uomini.
C’era uno che faceva grandi miracoli ma risulta essere morto da “giovane”.
La Fondazione è passata attraverso la grande depressione del 1929, attraverso quelle della seconda guerra mondiale, ecc supererà anche questa battaglia. I rotariani veri sanno che è il momento di aiutare la Fondazione in quanto R.F. e R.I. sono la stessa cosa. Ai Presidenti dei club che verseranno nel 2009-2010 un contributo alla R.F., ricordo che esiste la possibilità di richiedere al Distretto sovvenzioni semplificate e, per progetti superiori ai 10.000 $, anche sovvenzioni paritarie (Matching Grants). Queste ultime potranno esser richieste direttamente al Distretto, visto il blocco per questo anno dei finanziamenti da Evanston, che utilizzerà i FODD (fondi di designazione distrettuale).
Poiché nel Rotary ci sono frecce che vanno nelle due direzioni quella “del dare” e quella “dell’avere”, consiglio a tutti i club di contribuire con generosità alla R.F.: dall’anno prossimo con l’istituzione del progetto “Futura” i club che non sono “certificati”( cioè che non versano) non potranno richiedere sovvenzioni.
In questi ultimi anni quasi il 60% di ciò che va alla R.F. viene riversato sul fondo Polio Plus. Questo fondo non ha perso nulla essendo tutto investito in titoli obbligazionari. Polio Plus è il progetto di massima priorità vista la sfida da 200 milioni di $ con Bill Gates (che ne ha messi 355 della sua fondazione) per vaccinare i bambini degli ultimi 4 paesi che mancano ancora per terminare l’opera a livello mondiale.
Il Rotary non fa beneficenza ma opera per progetti. Il nostro più grande progetto da terminare è Polio Plus.
Come diceva il PDG Carlo Alberto Perroux, “penso che non occorra una parola di più, ma neanche una parola di meno”.
Avete capito tutto.
Un caro saluto
Mario

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