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"CENTO ANNI"
PRESIDENTI BOLOGNA
OVEST
Rodolfo Stiassi – Edmondo Martinuzzi –
Giuseppe Bitelli – Fernando Frasnedi – Enzo Maria L’Abbate –
Giotto Stefanini – Francesco Massari – Walter Villa – Umberto
Accame – Pietro Taglioni – Alighiero Amorati – Adolfo Fogli –
Luciano Chili – Furio Bosello – Vittorio Goidanich – Alberto
Ferrari – Giambattista Nicotra – Gianni Vignoni – Francesco
Spina – Gastone Morselli – Filippo Ciampolini – Franco Vono –
Carlo Cacciari – Angelo Aufiero – Claudio Comani – Paolo Sassi –
Giorgio Minarelli – Luigi Cavicchi – Franco Alvisi – Luciano
Marini – Paolo Petrachi – Roberto Giardino – Michelangelo
Speranza – Roberto Vecchione – Franco Capparelli – Gian Carlo
Vaccari – Amedeo Ragazzi – Remo Cannamela – Guido Geminiani –
Gastone Selvatici – Antonio Rossi
Ho pensato di concludere questi ricordi
riproponendo le considerazioni da me fatte il 24 giugno 2002,
nella riunione in cui mi fu attribuito il PHF, come augurio a
tutti noi e al nostro Club per una nuova e più stretta amicizia
rotariana nel servire gli altri. Questo augurio mi sembra
importante all’inizio del secondo secolo di vita del sodalizio e
di fronte ai grandi cambiamenti sociali e culturali che sembrano
rendere sempre più rara e difficile la realizzazione dei valori
dell’amicizia e del servizio agli altri.
Nell’incontro dell’8 aprile 2002, prima di darmi la parola per
presentare l’attività della Commissione da me presieduta, il
Presidente Remo Cannamela ha annunciato che il Consiglio aveva
deciso di assegnarmi il Paul Harris Fellow. Confesso che la
notizia mi ha emozionato e riempito di gratitudine verso gli
amici che con tanta benignità avevano deciso di darmi questo
riconoscimento.
È stato lo stesso insieme di sentimenti e di sensazioni che mi
avevano colpito quando qualche decennio fa, il Rotary Club di
Faenza mi aveva conferito il premio per il miglior diplomato del
liceo scientifico di quella cittadina; sentimenti ed emozioni
che trovarono allora e trovano ora la loro sintesi in un grande
senso di soddisfazione e di orgoglio, dovuti in particolare al
fatto che quei riconoscimenti mi vengono dati da
un’organizzazione che considero una delle più importanti a
livello mondiale tra quelle dedite al servire il prossimo, in
tutte le sue manifestazioni, e a favorire l’amicizia e la
solidarietà tra i suoi componenti nel rispetto delle idee e
delle individualità di ognuno.
Il rinnovarsi dei sentimenti del ragazzo nell’uomo più che
maturo mi portano a citare quanto dice di sé Paul Harris nel
prologo al suo libro “La mia strada verso il Rotary”:
“L’autore di questo libro ha una ragione speciale per essere
grato al ragazzo dei suoi insegnamenti. L’amore per la vita
all’aria aperta, la benedizione di una casa ben governata nel
New England, l’importanza dell’istruzione e del perseguire
nobili ideali. Il ragazzo ha insegnato all’uomo la necessità di
essere tollerante nei confronti di tutte le fedi religiose e
politiche. Gli ha insegnato a non essere troppo critico verso le
opinioni degli altri, qualunque esse fossero. Il ragazzo ha
insegnato all’uomo le gioie dell’amore per il prossimo, della
cordialità e della buona predisposizione verso tutti. Ci è
voluto un po’ di tempo prima che queste lezioni venissero
assimilate dal ragazzo ormai cresciuto e troppo occupato a
divertirsi, ma sono lieto di dire che alla fine l’uomo ha preso
seriamente gli insegnamenti del ragazzo ed ha cercato di
trasmetterli ad altri”.
Questi insegnamenti Paul Harris li ha trasmessi, come meglio non
avrebbe potuto fare, tramite il Rotary, di cui spiega la ragion
d’essere evidenziando ciò che è in grado di fare per i propri
aderenti:
“Se il Rotary ci ha incoraggiato a considerare la vita e gli
altri con maggior benevolenza, se il Rotary ci ha insegnato ad
essere più tolleranti e a vedere sempre il meglio in ognuno, se
il Rotary ci ha permesso di creare contatti interessanti e utili
con altri che a loro volta stanno cercando di catturare e
trasmettere la gioia e la bellezza della vita, allora il Rotary
ci ha dato tutto ciò che possiamo attenderci”.
Il concetto di quanto sia importante essere animati da
sentimenti giovanili nella propria militanza rotariana viene
ripetuto e sottolineato da Paul Harris nello stesso volume
citando Sir Henry Braddon:
“Uno dei modi attraverso cui il Rotary sviluppa l’individuo è
quello di preservare il ragazzo che c’è in lui. Nel profondo del
cuore di ogni buon uomo c’è sempre un ragazzo, un ragazzo che
guarda la vita come a una cosa meravigliosa, con occhi limpidi,
senza pregiudizi o intolleranze, con vero entusiasmo, pronto
all’amicizia. E’ un triste giorno per un uomo quando il ragazzo
in lui muore. Fino a quando un uomo è in grado di mantenere la
sua mente elastica e il suo spirito aperto alle influenze degli
amici, non diventerà mai vecchio. Il Rotary incoraggia ed aiuta
a crescere tenendo vivo il ragazzo che c’è in noi”.
Paolo Malpezzi
La diffusione in
Italia
1923
Milano
1924
Trieste
1925
Roma - Torino - Napoli - Palermo - Genova - Firenze - Livorno -
Venezia - Bergamo - Parma - Cuneo
1926 I
13 Club italiani vengono radunati nel 46° Distretto del Rotary
International (il 1° dell'Europa Continentale) con Governatore
Sir James Henderson
Il modello
di Milano viene replicato negli altri Club italiani,
costituitisi l’anno successivo rispettivamente a Trieste,
Genova, Torino, Venezia, Roma, Napoli e Palermo: otto club in
tutto, con un totale di 237 soci.
L’ammissione dei soci è regolata da un rigido criterio selettivo
che tiene conto non solo della moralità degli aspiranti, ma
anche della posizione sociale ai vertici delle varie attività: i
candidati infatti devono essere approvati da una commissione
nazionale e quindi ricevere il gradimento, espresso con voto
unanime e segreto, dei soci del Club di cui aspirano a far
parte.
Tale
carattere di sostanziale chiusura del Rotary italiano,
interpretato all’assemblea di Torino del 1928 dall’affermazione
del presidente internazionale
Stanley Leverton
di «trovarsi
più tra cugini che tra fratelli»,
ha una sua motivazione nella realtà politica italiana del tempo,
all’interno della quale il Rotary deve mantenere un prestigio e
una credibilità di fronte all’autoritarismo fascista, da un
lato, e alla diffidenza della Chiesa dall’altro.
L’Italia,
settimo paese europeo ad accogliere il Rotary, è anche il primo,
nell’Europa continentale, a ottenere il riconoscimento di un
proprio distretto nel febbraio del 1925, con
James Henderson
(Governatore di quell’annata) come presidente e Achille Bossi
come segretario.
Ai fini di
collegamento tra club nel 1927 vengono create due riviste:
“Rotary”,
l’organo ufficiale dei club italiani, che, accanto ai contenuti
di interesse rotariano, riporta notizie sulla composizione e
l’attività dei vari club, e
“Realtà”
(oggi “Realtà nuova”), che raccoglie le relazioni più
interessanti tenute in seno ai club.
Contemporaneamente comincia a esser pubblicato l’“Annuario”
dei soci, sia per utilità interna, sia anche per chiarire
eventuali equivoci in un momento politico molto delicato.
Nei primi
quindici anni di vita, il Rotary italiano vede i propri club
frequentati dai maggiori esponenti della vita politica,
intellettuale e professionale, come il senatore
Giovanni Agnelli
e il generale
Pietro Badoglio
(R.C. di Torino), il senatore
Silvio Crespi,
Piero
Pirelli
e Giulio
Caproni
(R.C. di Milano),
Guglielmo Marconi
(R.C. di Bologna); nel 1928 si contavano complessivamente 34
senatori e 50 deputati rotariani.
Infine, nel
gennaio del 1928, il re
Vittorio Emanuele III
accetta la nomina a socio onorario del Club di Roma e la
presidenza onoraria del Rotary italiano; soci onorari diventano
anche
Umberto, principe di Piemonte
(R.C. di Cuneo), e tutti gli otto duchi di casa Savoia.
Proprio il prestigio
delle personalità che compongono il Rotary italiano fa sì che
l’espansione dei club desti parecchia curiosità e ponga qualche
problema alle autorità locali.
Il Rotary
italiano infatti da un lato è tenuto a osservare fedelmente i
principi e gli obiettivi del Rotary International, ma, d’altro
lato, deve confrontarsi con gli ordinamenti, le tradizioni, le
abitudini della società italiana di quegli anni e, in primo
luogo, col potere politico e civile (governo e partito fascista)
e con l’autorevolezza della Chiesa cattolica.
È
storicamente significativo che alla fine degli anni venti,
mentre sul Rotary si addensano le nubi della diffidenza del
fascismo e della Chiesa, una valutazione criticamente serena
venga da
Antonio Gramsci,
il quale, nell’esaminare l’azione e il pensiero dei movimenti
internazionali, vede nel Rotary
«un tipo di associazione
essenzialmente moderna».
Testata della Rivista “Rotary”
Il
Rotary Club Bologna fu
fondato il 5 Marzo del 1927 ed ebbe come Club padrino il Rotary
Club di Milano. In rappresentanza di quest'ultimo era presente
il Cavaliere del Lavoro Leopoldo Pirelli al quale il Presidente
pro-tempore, Ing. De Morsier, consegnò la domanda di adesione al
Rotary International.
Al momento della fondazione il
numero dei soci fu 21. A seguito degli eventi che precedettero
la seconda guerra mondiale, dopo 12 anni dalla sua formazione,
il Club si sciolse spontaneamente come tutti i R.C. italiani.
Il Bologna si ricostituì nel 1946
e presentò la domanda di ammissione al Rotary International
ottenendo che la data di fondazione rimanesse quella del 5 Marzo
1927. I soci furono 41 dei quali 17 avevano fatto parte del
sodalizio prima dello scioglimento.
Al 1° Novembre 2003 il numero dei
soci era di 144 : il secondo, per consistenza, nel Distretto
2070 dopo il Rotary Club Firenze. Tra i suoi soci si
annoveravano 5 P. D. Governors (l'Avv. Sergio Stoppato, il Dr.
Giuseppe Gravano, il Dott. Renato Pasquali, il Prof. Edile
Belelli ed il Prof. Vitaliano Valenti). Il Club ebbe tra i soci
onorari il concittadino Guglielmo Marconi, Premio Nobel per la
Fisica
GRUPPO FELSINEO
Elenco dei
Club in ordine di nascita
BOLOGNA
anno di fondazione 1927
primo presidente1927/28 e
1928/29 Frank de Morsier
attuale presidente
Stefano Pileri
BOLOGNA OVEST
anno di fondazione 1964
consegna della carta 28 marzo
1964 alla presenza del Governatore Alessandro Ubertone
patrocinato dal R.C. Bologna
primo presidente 1964/65
Rodolfo Stiassi
attuale presidente
Antonio Rossi
BOLOGNA EST
anno di fondazione 1964
consegna della carta 13 dicembre
1964 alla presenza del Governatore Livio Minguzzi
patrocinato dal R.C. Bologna
primo presidente 1964/65 e
1965/66 Eugenio Bartolini
attuale presidente
Giancarlo Vivaldi
BOLOGNA NORD
anno di fondazione 1971
consegna della carta 30 giugno
1971 alla presenza del Governatore Giacomo Gravano
patrocinato dai R.C. Bologna
Ovest e Est
primo presidente 1971/72
Giovanni D’Orazi
attuale presidente
Giuseppe Castagnoli
BOLOGNA SUD
anno di fondazione 1975
consegna della carta 30 giugno
1975 alla presenza del Governatore Luigi Socini Guelfi
patrocinato dai R.C. Bologna
Ovest e Est
primo presidente 1975/76
Giorgio Giorgetti
attuale presidente
Marco Pedrazzi
BOLOGNA VALLE
DELL’IDICE
anno di fondazione 1990
primo presidente 1990/91
Ennio Pizzoli
attuale presidente
Francesco Addarii
BOLOGNA
CARDUCCI
anno di fondazione1994
primo presidente 1994/95
Italo Giorgio Minguzzi
attuale presidente
Raffaele Poluzzi
BOLOGNA VALLE
DEL SAVENA
anno di fondazione 1998
primo presidente 1998/99
Piero Santoro
attuale presidente
Giulio Caramaschi
BOLOGNA VALLE
DEL SAMOGGIA
anno di fondazione 2000
primo presidente 2000/2001
Mario Mattei
attuale presidente
Simona Malservisi
PRINCIPALI INIZIATIVE
DEL GRUPPO FELSINEO:
-
premi di laurea annuali al
migliore laureato di tutte le facoltà del nostro ateneo.
-
allestimento di sei
postazioni per disabili all’interno della biblioteca
multimediale ex Sala Borsa.
-
contributi alla fondazione
Marconi.
-
contributi all’università per
le celebrazioni del IX centenario dell’ateneo.
-
contributi a favore della
campagna “vita per l’Albania”.
-
restauro dell’organo della
basilica di Santo Stefano.
-
contributo alla realizzazione
del monumento all’arma dei carabinieri, all’interno della
caserma “Molino Parisio”.
-
donazione di 9 defibrillatori
alle sedi dei Quartieri di Bologna.
-
informatizzazione del VI
centro della Croce Rossa Italiana.
-
partecipazione al convegno
“le professioni e il ritorno dell’etica”.
-
creazione di un manuale per
gli alunni delle scuole medie e superiori di bologna sull’uso
consapevole delle risorse.
Consigli ai neo Soci
Per un rapido inserimento nel Club e nel Rotary
Autopresentazione e conferenza/relazione
(breve profilo biografico sul bollettino) L'autopresentazione
deve essere effettuata entro alcune settimane dalla nomina del
neo Socio: deve occupare non più di cinque minuti e soffermarsi
su aspetti biografici, professionali, familiari. Può essere
effettuata all'inizio di una riunione e va segnalata sul
bollettino settimanale.
La conferenza/relazione, da svolgere nei
primi sei mesi dalla nomina del neo Socio, può essere
concertata preferibilmente su temi attinenti alla professione
del relatore o su altri argomenti. Prendere conoscenza dello
statuto e del regolamento La Segreteria del Club o il Socio
presentatore devono consegnare al neo Socio una copia dello
statuto e del regolamento del Club per un doveroso
approfondimento delle norme alle quali deve ispirarsi la vita
rotariana.
Cambiare spesso posto durante le riunioni La
rotazione dei posti durante le riunioni dovrebbe essere promossa
dal Prefetto. E' opportuno, peraltro, che il neo Socio si attivi
direttamente per cambiare posto ad ogni riunione al fine di
accelerare il processo di reciproca conoscenza con i Soci del
Club. Leggere almeno un'annualità arretrata del bollettino La
lettura, almeno di un'annualità del bollettino, supportata da
eventuali chiarimenti che potrà fornire il Socio presentatore
su temi e/o argomenti non di immediata comprensione, è una
opportunità per il neo Socio di entrare a far parte del vissuto
e del mondo rotariano (Commissioni di servizio ed informazioni
su iniziative del Club e del Distretto) con molto anticipo
rispetto ai normali tempi di apprendimento. Partecipare alle
riunioni distrettuali (in particolare al congresso e
all'assemblea) Le riunioni distrettuali (per formazione soci,
assembleari, per opportunità di servizio, consegna premi, etc.)
sono una piattaforma privilegiata per percepire progressivamente
il vero significato del servire al di là dei propri interessi.
Dare sempre il proprio contributo costruttivo nel contesto
dialogativo del Club Esprimere il proprio costruttivo parere in
un contesto dialogativo, di confronto di opinioni, è per il neo
Socio una importante occasione di focalizzare l'attenzione
dell'uditorio e di segnalare il proprio contributo di idee per
affrontare/risolvere situazioni/problemi di interesse
comune.
Mettere a disposizione la propria creatività
ed esperienza professionale in ogni occasione L'esperienza
professionale e la creatività del neo Socio, richieste e non
richieste, possono costituire, in ogni occasione di dibattito o
di libera partecipazione ad una equilibrata discussione su
argomenti rotariani, un supporto utile e/o indispensabile per la
soluzione di problemi o la promozione di iniziative del Club.
Segnalare ai Dirigenti della propria preferenziale
collaborazione per farsi coinvolgere nelle attività operative
delle Commissioni di servizio Entrare a far parte, quale membro,
di una Commissione di servizio è un importante viatico per
introdursi con immediatezza e pragmaticità nella operatività
del Club, al quale è sempre utile l'apporto di nuove e
stimolanti energie. Segnalare nominativi di amici e/o conoscenti
di particolare prestigio per relazioni su argomenti di
attualità ed interesse comune La vita rotariana ha, nelle
conviviali, un significativo momento di aggregazione di rapporti
e di amicizie, tanto è che la partecipazione dei Soci e delle
gentili Signore - di solito su standard abbastanza stabili - ha
dei picchi in occasione di conferenze e relazioni
particolarmente interessanti e condivise dalla maggioranza dei
convenuti.
La segnalazione, pertanto, di prestigiosi
oratori contribuisce ad elevare l'immagine del Club, consolidare
ed implementare la partecipazione dei Soci e mettere in evidenza
il neo Socio presentatore del relatore. Farsi consegnare dal
Club una lista del materiale informativo disponibile (manuali,
pubblicazioni) per conoscere meglio il Rotary L'individuazione e
la consultazione del materiale documentale informativo del
Rotary (manuali, pubblicazioni) sono utili strumenti per
consentire al neo socio i più opportuni approfondimenti su temi
e materie di suo più diretto interesse. Presentare la
candidatura di amici e/o conoscenti per la nomina a neo Socio La
segnalazione di un candidato, nell'ambito di amici e conoscenti,
nel rispetto dei presupposti necessari per la nomina di un
Socio, è un impegno gratificante per il neo Socio, che così
potrà usufruire di ulteriori punti di riferimento all'interno
del Club oltre che rendere un importante servizio rotariano di
sviluppo dell'effettivo, molto apprezzato da tutti gli organi
rotariani. Esplorare tra i propri amici/conoscenti per
individuare personaggi disponibili a supportare iniziative
rotariane La conoscenza di personaggi, presenti nel mondo della
imprenditoria, dello sport, della musica, della cultura, dei
servizi sociali, etc., disponibili ad affiancare iniziative
rotariane con supporti economici, di immagine, di
sponsorizzazione, etc. mette il neo Socio su un piano di grande
apporto collaborativo per la soluzione dei molti problemi che il
Rotary deve affrontare per dare la propria solidarietà alle
comunità, emarginate dal disagio sociale.
Di interesse il libro: IL ROTARY NELLA
SOCIETA' ITALIANA di Ernesto Cianci, editore Mursia Sitografia: http://www.rotarytreviglio.org/rotaryintasca/lessico.htm
Vocabolario lessicale rotariano http://shop.rotary.org/catalog/default.php?language=it
Catalogo delle pubblicazioni rotariane http://www.rotary2070.org/
nel menù PUBBLICAZIONI è scaricabile il
Catalogo pubblicazioni 2004-2005
Rotary e Chiesa
Cattolica
Agli inizi la Chiesa cattolica guarda con
attenzione e perplessità il Rotary, in quanto movimento
originario di un’America in larga parte protestante e in quanto
fondato su un codice morale assimilabile dall’esterno a quello
massonico, nei confronti del quale la Chiesa tradizionalmente
era ostile, e comunque basato sulla laicità del comportamento, a
prescindere da ogni convinzione religiosa.
Il 15 febbraio 1928 “L’Osservatore romano”,
organo della Santa Sede, riporta un articolo intitolato "Che
cosa è il Rotary", facendo eco all’aperta e pesante accusa di un
giornale polacco che addebitava al Rotary aperti legami appunto
con la Massoneria; a sua volta, poche settimane dopo, “Civiltà
cattolica”, rivista dei gesuiti, pubblica tre approfonditi
articoli sui rapporti tra Rotary e Massoneria, considerando
entrambe le associazioni «un frutto della stessa pianta» e in
particolare il Rotary «un larvato strumento dell’espansione
anglo-americana», e ancora rileva «l’assenza di Dio e la
pretensione di bandire una moralità fuori di ogni condizione
religiosa», insomma «un dissidio profondo e inconciliabile tra
la concezione di Paul Harris e quella cristiana».
Nel 1929 poi un decreto promulgato dalla
Congregazione del Sant’Uffizio diffida formalmente i sacerdoti
dall’aderire al Rotary e, nello stesso anno, il cardinale
primate di Spagna arriva a vietarlo a tutti i cattolici
spagnoli.
La chiusura della Chiesa, formalizzata nello stesso momento
storico in cui erano palesi anche le perplessità da parte
fascista – e perfino convergente con queste ultime per esempio
nella condanna della Massoneria – non mancano di avere pesanti
ripercussioni sulla vita sociale del Rotary italiano, dal
momento che ogni socio si trovava di fronte alla scelta dolorosa
tra rimanere fedeli ai princìpi del movimento e alla propria
coscienza religiosa e civica.
Da parte rotariana si cerca tuttavia da subito un chiarimento
con la Chiesa: il Presidente italiano principe Piero Ginori
Conti sulla rivista “Rotary” del luglio 1928 dà ampie
rassicurazioni sull’inesistenza di rapporti con la Massoneria e,
un mese dopo, anche il Presidente Internazionale J. B. Sutton,
americano e cattolico, impegna sul problema la propria parola
d’onore, constatando come «migliaia di laici e sacerdoti
cattolici non hanno mai ritenuto l’appartenenza al Rotary
incompatibile con la loro appartenenza alla Chiesa».
Gian Paolo Lang con
Paolo VI
Gian Paolo Lang (R.C. Livorno) è stato il
primo italiano a ricoprire la carica di presidente del R.I.
Da parte rotariana non manca certo la volontà di chiarezza: sia
il Presidente italiano, sia il Presidente Internazionale cercano
incontri con le gerarchie ecclesiastiche per escludere la
dipendenza del Rotary da ogni influsso esterno e in particolare
massonico e confermare la struttura e i fini propri del
movimento nell’assoluto rispetto di ogni fede ispirata alla
retta coscienza individuale e alla dignità morale: una
lettera-dichiarazione in tal senso, firmata da Sutton, e il
documento finale del congresso di Napoli del 1929 fanno adeguata
luce sui rapporti tra Chiesa cattolica e Rotary proprio in tal
senso.
Agli inizi degli anni cinquanta tuttavia i rapporti si
inaspriscono nuovamente allorché un nuovo decreto in materia del
Sant’Uffizio, datato 11 gennaio 1951, ribadisce «l’illiceità per
i sacerdoti di iscriversi al Rotary o presenziare alle sue
riunioni» (salvo però ammetterlo ai fini di «elevazione
spirituale o materiale verso il prossimo») e invita i fedeli a
«guardarsi dalle associazioni segrete, condannate, sediziose,
sospette che cercano di sottrarsi alla legittima vigilanza della
Chiesa».
Ma successivamente si registra un clima di crescente distensione
nella reciproca comprensione e fiducia, e già nell’aprile del
1959 papa Giovanni XXIII riceve il Presidente Internazionale
Clifford Randall accompagnato da alcuni Governatori: un gesto
senza precedenti destinato però ad avere seguito negli anni
successivi.
Paolo VI, in una udienza del marzo 1965, tra l’altro afferma:
«La vostra attività contribuisce alla formazione e coesione
delle classi dirigenti della società; e mentre distingue e
qualifica a un livello superiore al comune i soci del Rotary,
non li separa, non li oppone alle altre classi sociali, sì bene
li stimola ad assumere con più avveduta coscienza le funzioni
loro proprie e li esorta a mettersi con più generosa dedizione a
servizio del bene comune».
Durante il pontificato di Giovanni Paolo II,
infine, si contano diverse occasioni in cui il papa ha espresso
il vivo plauso per le attività del Rotary: la già citata
Convention romana del giugno 1979, la solenne udienza concessa
il 28 febbraio 1989 ai Rotariani del Distretto dell’Italia
centrale e soprattutto il “Giubileo dei Rotariani”, in occasione
del quale circa sedicimila soci da tutti i distretti italiani ed
europei hanno partecipato dapprima a una veglia di preghiera in
San Giovanni in Laterano, venerdì 10 marzo 2000, e, il giorno
dopo, all’udienza giubilare in piazza San Pietro, nel corso
della quale il papa ha indirizzato un saluto agli intervenuti
ricordando le fondamentali istanze del Rotary di sviluppare «una
rete sempre più ampia di relazioni amichevoli fra le persone
sulla base della comprensione, dell’intesa, della pace fra i
popoli» e invitando tutti i Rotariani alle soglie del terzo
millennio all’impegno «a dare speranza all’uomo di oggi, a
sconfiggere la solitudine, l’egoismo ed il male».
Carlo Ravizza con
Giovanni Paolo II
Carlo Ravizza (R.C. Milano Ovest), secondo
italiano a ricoprire la carica di presidente del R.I.
(1999-2000) all’udienza dell’11 marzo 2000 in occasione del
«Giubileo dei rotariani»
Rotary e fascismo
I rapporti col fascismo sono da subito tesi,
perché di fatto, dal punto di vista ideologico, quest’ultimo non
può condividere i princìpi di libertà e comprensione
internazionale, propri del Rotary, e sostiene invece un’
ideologia totalitaria e un acceso nazionalismo; a ciò si
aggiunge poi l’accusa di una pretesa connivenza con la
massoneria, portata avanti soprattutto dai due quotidiani di
regime, “La Tribuna” e “Il Tevere”, e dall’influente rivista di
Giuseppe Bottai “Critica fascista”. In un promemoria della
Direzione generale di Pubblica Sicurezza del Ministero
dell’Interno del febbraio 1930 si legge infatti: «il carattere
internazionale del Rotary secondo le finalità del Regime è
indubbiamente in contrasto coi principi etici del Fascismo che
non ammette, contro lo Stato, l’esistenza di organizzazioni a
base internazionale».
Con tutto ciò lo stesso Benito Mussolini mostra un atteggiamento
incerto nei confronti del Rotary e non si rifiuta, per esempio,
di ricevere i Presidenti Internazionali Arthur Shapp nel 1927 e
Robert Cecil nel 1931. Quando, alla fine del 1928, l’estremismo
di alcuni gerarchi insiste perché Mussolini firmi un decreto di
scioglimento, egli si risolve di accantonare il provvedimento
dopo un colloquio col presidente del Rotary italiano,
probabilmente per non nuocere all’immagine del fascismo
all’estero.
L’associazione quindi, per sopravvivere nei ridotti spazi
consentiti, mantiene un atteggiamento di ossequio più o meno
obbligato, arrivando perfino alla decisione di richiedere il
benestare di Mussolini sul governatore da eleggere.
L’aggravarsi della situazione politica nel corso degli anni
trenta e il conseguente isolamento internazionale dell’Italia
(dal 1935 ai club si impedisce di partecipare agli incontri
rotariani internazionali) compromette tuttavia i rapporti, anche
perché il fascismo va assumendo toni sempre più decisi contro la
borghesia e gli ambienti moderati.
Restare all’interno del Rotary significa porsi in aperto
contrasto col regime, con gravi pericoli per la persona e anche
per le attività economiche e professionali di ciascuno, esposte
a ritorsioni squadriste; qualcuno già decide di rinunciare alla
partecipazione alle attività dei club sotto il peso delle
intimidazioni.
Il 14 novembre 1938, infine, i delegati dei 34 Club italiani si
riuniscono a Roma sotto la presidenza del senatore Giovanni
Attilio Pozzo per deliberare lo scioglimento del Rotary prima
che intervenisse in tal senso l’autorità politica, come era
avvenuto l’anno prima ai 42 club tedeschi e, l’anno dopo, agli
11 austriaci, sciolti per volere di Adolf Hitler.
Lo schema organizzativo
La struttura organizzativa del Rotary è una piramide rovesciata
che permette di mettere in evidenza come il Rotary sia un
sistema mondiale di Club di servizio autonomi riuniti nel Rotary
International.
Tutto ciò che sta in mezzo tra i Club e il Rotary International
(entrambi indicati in giallo) serve a fornire stimolo e aiuto
all'azione dei club, a fornirne il coordinamento e a verificarne
il rispetto delle norme previste dagli statuti e dai
regolamenti.
Programmi sotenuti dal
Rotary International per mezzo della Rotary Foundation
Polioplus
Rappresenta lo sforzo massiccio del Rotary
per sradicare la poliomielite dal mondo, inizialmente entro
l'anno duemila, ora entro il 2005, quando si celebrerà il
centenario del Rotary. Il ritardo non è tanto dovuto
all'imponente impegno finanziario quanto, piuttosto, a
difficoltà locali come quelle esistenti in alcuni Paesi africani
ove la guerra impedisce interventi organizzati.
Il progetto ha raggiunto dimensioni enormi tanto che centinaia
di migliaia di persone lavorano nel mondo in dispensari e presso
collettività per sostenere le attività connesse a questa
iniziativa riconosciuta come prioritaria dall'Organizzazione
Mondiale della Sanità già dal 1988. Il Rotary non è solo in
questa lotta, ma lavora in associazione con i governi nazionali,
l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'UNICEF e altre
istituzioni in un contesto di collaborazione fra il settore
pubblico e privato di eccezionale rilievo.
Durante questo imponente lavoro si è già raggiunto lo scopo di
sradicare la poliomielite dall'emisfero occidentale fin dal
1994, mentre si avanza con notevoli risultati verso l'Asia del
Sud e l'Africa. Si stima che il costo totale per l'estirpazione
definitiva della poliomielite nel mondo si aggiri sui 2 miliardi
di dollari a carico della comunità internazionale. Per
raggiungere questo scopo bisognerà provvedere alla vaccinazione
costante dei bambini, ma anche alla segnalazione sistematica di
tutti i casi sospetti e al funzionamento di una rete di
laboratori di analisi. Ogni rotariano dovrebbe essere fiero di
questo progetto che, a ragione, può essere considerato il più
importante progetto umanitario mai intrapreso.
Le sovvenzioni 3-H
Nel 1978 il Rotary ha varato la più grande
attività di servizio umanitario con il programma "Health, Hunger
and Humanity" (salute, fame e umanità). Questo programma 3-H è
concepito per intraprendere azioni di servizio su larga scala,
al di là delle possibilità di singoli club o gruppi di club.
Da allora, più di 85 progetti 3-H diversi, con un costo globale
che supera i 45 milioni di dollari, sono stati approvati e
iniziati in 58 Paesi. L'obiettivo di questi progetti è quello di
migliorare le condizioni sanitarie, di combattere la fame e di
sviluppare le condizioni di vita nel mondo e tramite il
raggiungimento di questi scopi, di migliorare l'intesa mondiale
e la pace nel mondo. Il primo progetto 3-H riguardò
l'immunizzazione di 6 milioni di bambini filippini dalla
poliomielite. Questa iniziativa diede origine al programma
denominato "Polio Plus".
Di pari passo con l'aumento delle sovvenzioni 3-H si sono
sviluppati nuovi programmi destinati all'aiuto alle popolazioni
dei Paesi in via di sviluppo. Oggi, oltre all'immunizzazione
massiccia dalla poliomielite di più di un miliardo di bambini
nel mondo, il programma 3-H contribuisce al lancio di programmi
nutrizionali, di formazione professionale, all'installazione di
reti irrigue per migliorare i raccolti, alla riabilitazione di
persone colpite dalla poliomielite.
Tutti i programmi 3-H sono sovvenzionati grazie alle generose
donazioni dei rotariani alla Rotary Foundation. Si può
considerare che il programma 3-H rappresenti la più importante
iniziativa del Rotary in favore di coloro che sono
nell'indigenza, senza alcuna discriminazione.
Le borse di studio della Rotary Foundation
La Rotary Foundation è il più importante
distributore privato di borse di studio al mondo. Nel 1947,
diciotto studenti, qualificati come "Rotary Fellow", provenienti
dai diversi Paesi vennero selezionati quali ambasciatori di
buona volontà durante un anno di studio in un altro Paese. Da
allora circa 335 milioni di dollari hanno permesso di attribuire
borse di studio a circa 30.000 giovani di più di 125 Paesi,
permettendo loro di recarsi in 105 diverse nazioni. L'obiettivo
di questo programma è quello di contribuire ai buoni rapporti
internazionali e i borsisti devono impegnarsi a svolgere la loro
missione di ambasciatori di buona volontà presso il Paese che li
accoglie, partecipando anche a manifestazioni rotariane e di
altre organizzazioni.
Ciascun borsista è assistito da un consigliere che ha l'incarico
di facilitare la sua integrazione nella cultura del Paese
ospitante e in seno al Rotary. Questo programma di assegnazione
di borse di studio è conosciuto internazionalmente con
l'appellativo "Ambassadorial Scholarship Program".
Dal 1995 La Rotary Foundation offre due nuovi tipi di borse di
studio: le borse a durata pluriennale attribuite per due o tre
anni allo scopo di consentire di ottenere un diploma all'estero
e le borse della durata di tre e sei mesi per i corsi di lingue.
Lo "Scambio di gruppi di studio"
Uno dei programmi più noti e gratificanti
della Rotary Foundation è costituito dallo scambio di gruppi di
studio "Group Study Exchange" o, più brevemente, "GSE". Dal
primo scambio che ha avuto luogo nel 1965 fra distretti della
California e del Giappone, questo programma ha offerto
un'indimenticabile esperienza educativa a più di 35.000 giovani,
uomini e donne, imprenditori o professionisti, che hanno
composto circa 6500 gruppi, dato che ogni gruppo è costituito,
di norma, da un rotariano (team leader) e da quattro giovani non
rotariani, né parenti di rotariani (team members).
Questi gruppi si scambiano, in genere contemporaneamente e per
la durata da quattro a sei settimane, fra due distretti di
nazioni diverse che partecipano a questa iniziativa. Dal 1965 la
Rotary Foundation ha devoluto circa 60 milioni di dollari in
favore di questo programma. L'interesse dello scambio di gruppi
di studio consiste nel fatto che viene offerto ai partecipanti
la possibilità di parlare, incontrare, essere ospiti di famiglie
di rotariani in un'atmosfera di amicizia e di cordialità, ma
anche di approfondire le conoscenze del Paese ospitante
visitando fabbriche, aziende agricole, scuole, ospedali,
istituzioni nazionali ecc..
Nel contempo i partecipanti a questo scambio svolgono anche il
ruolo di ambasciatori del loro Paese presso quello ospitante.
Spesso questi incontri si trasformano in amicizie stabili e sono
occasioni per pensare ad altre iniziative rotariane anche di
carattere umanitario. Senza dubbio il programma di scambio di
gruppi di studio costituisce una delle iniziative più piacevoli,
pratiche e costruttive per promuovere i buoni rapporti
internazionali.
Le "Sovvenzioni paritarie"
Fra i programmi della Rotary Foundation vi
sono quelli che riguardano i "matching grants" o sovvenzioni
paritarie. Questi hanno lo scopo di aiutare club e distretti
nell'affrontare progetti di servizio internazionale.
Dal 1965 sono stati attribuiti più di 6500 sovvenzioni per
progetti riguardanti 165 Paesi e per un importo di circa 60
milioni di dollari. Il sistema funziona nel modo seguente: i
club o i distretti devono raccogliere una somma almeno uguale a
quella chiesta alla Fondazione e questa somma, per almeno metà
dell'importo, deve provenire da un Paese che non sia quello ove
si realizzerà il progetto.
Progetti così finanziati sono serviti e servono per modernizzare
ospedali, sviluppare programmi scolastici, trivellare pozzi
d'acqua, aiutare malati o portatori di handicap che necessitino
di speciali cure, per attrezzare orfanatrofi, per distribuire
generi alimentari e per molte altre iniziative di interesse
pubblico mondiale. Alcuni di questi progetti, sovvenzionati con
il sistema dei matching grants, hanno un valore situato fra i 15
e i 50 mila dollari, ma la maggioranza di questi si collocano
fra i 5 e i 10 mila dollari.
Questo sistema di intervento non consente di utilizzare le somme
per acquistare terreni o case, e non può essere utilizzato per
completare progetti già in corso. I progetti richiedono
l'intervento personale dei rotariani e i benefici di questi
devono andare oltre al vantaggio di coloro che li hanno
richiesti. Questo programma è molto importante perché incoraggia
i club ad intraprendere progetti di servizio internazionale di
grande utilità a favore di Paesi particolarmente svantaggiati e,
nel contempo, rinforzano la buona volontà e la comprensione in
accordo con i principi della Rotary Foundation.
Le "Sovvenzioni Carl Miller"
Nel 1963 venne eletto Presidente del Rotary
International Carl Miller per il quale l'azione umanitaria era
responsabilità collettiva e di ognuno. Di conseguenza, durante
il suo mandato, incoraggiò la cooperazione internazionale dei
club e dei distretti e il gemellaggio di questi divenne un
elemento centrale dell'azione di interesse pubblico mondiale.
Carl Miller e sua moglie Ruth diedero una generosa donazione per
creare il programma detto delle "sovvenzioni per la ricerca'" (discovery
grants). Queste sono destinate a stimolare l'impegno
internazionale dei club e dei distretti offrendo fino a 3000
dollari per finanziare i viaggi e le spese afferenti lo sviluppo
di un progetto di azione internazionale.
Questo tipo di sovvenzione non finanzia il progetto stesso, ma
sostiene la presa di contatto necessaria durante la fase
preliminare del progetto. Solamente i club e i distretti o
gruppi di club possono beneficiare di questi aiuti che vengono
attribuiti dalla Fondazione due volte all'anno, in agosto e in
febbraio.
Il programma di aiuti in caso di calamità
Quando una regione viene colpita da
catastrofi naturali il programma di aiuto, costituito a questo
scopo, si mette in funzione in brevissimo tempo. Modeste somme
di non più di 5000 dollari possono essere messe a disposizione
da parte del Presidente Internazionale per venire incontro alle
prime necessità di chi è rimasto senza tetto o senza mezzi a
seguito di un'inondazione, di un terremoto o di altri eventi
naturali.
A seguito di quest'aiuto iniziale, normalmente, il Segretario
Generale lancia un appello a tutti i Rotary Club del mondo
affinché collaborino alla raccolta di fondi, viveri, medicinali,
coperte o quant'altro necessario. In genere questa procedura
dura alcuni mesi durante i quali vengono inviati aiuti
supplementari ai club e ai distretti colpiti dalla catastrofe.
Uno speciale fondo di soccorso è stato costituito dagli
amministratori del Rotary allo scopo di poter intervenire
praticamente in tempi molto rapidi.
Lo stesso Presidente Internazionale può intervenire
immediatamente per il tramite del Governatore del distretto
colpito. Contribuire al rafforzamento del fondo di soccorso è un
modo per aiutare in maniera significativa la Fondazione a
favorire la buona volontà e l'intesa internazionale.
Il programma del Rotary per la pace
Un programma speciale della Rotary Foundation
venne etichettato all'inizio come "Forum per la pace del Rotary".
Infatti, nel 1982, la commissione per i nuovi orizzonti e la
commissione per l'intesa e la pace mondiale progettarono di
creare un centro o un percorso educativo per promuovere la
migliore comprensione reciproca e la pace nel mondo.
Nel 1984 questo programma fu ripreso e sviluppato dalla
commissione per i Nuovi Programmi della Rotary Foundation. Lo
scopo del programma del Rotary per la pace consiste
nell'utilizzare le risorse mondiali non governative del Rotary
per realizzare un programma educativo incentrato sulle cause dei
conflitti fra nazioni e sulle influenze e attività di coloro che
operano in favore della pace, dello sviluppo, della buona
volontà.
Questo programma si articola in seminari, pubblicazioni e
incontri che hanno lo scopo di favorire il dialogo mondiale per
raggiungere la distensione internazionale. Programmi specifici
imperniati sulla pace vengono scelti due volte all'anno dagli
amministratori della Fondazione e numerosi altri programmi sono
illustrati in occasione del Congresso Presidenziale.
La lotta contro l'analfabetismo
Si stima che un miliardo di persone, ovvero
un sesto della popolazione mondiale sia incapace di leggere.
Questa constatazione è fonte di grande preoccupazione sia per i
Paesi sviluppati che per quelli in via di sviluppo, sia nei
confronti dell'infanzia che degli adulti. Il numero di adulti
illetterati cresce, nel mondo, di circa 25 milioni all'anno!
Anche gli Stati Uniti non sono risparmiati da questo stato di
cose: si pensa che un quarto della popolazione sia da
considerarsi illetterata, qui, specialmente a causa
dell'ignoranza informatica. La tragedia di questa situazione è
evidenziata dal fatto che le persone incapaci di leggere e
scrivere perdono la loro indipendenza, diventano vittime di
manipolazioni e della miseria perdendo il gusto della vita.
L'analfabetismo è un grande ostacolo per l'intesa mondiale, per
la pace sociale, per il progresso economico e civile. Nel 1978,
la commissione 3H (Health, Hunger, Humanity Committee) ha
considerato la lotta contro l'analfabetismo come programma
prioritario e ha sponsorizzato l'edizione di un'opera educativa
e di riferimento scientifico intitolata The right to read (Il
diritto all'alfabetizzazione). Questo libro, fatto stampare da
Eve Malmquist, allora governatore del distretto di Linkoping in
Svezia, fu il precursore del programma del Rotary per combattere
l'analfabetismo. Nel 1985 il Board approvò il lancio di una
campagna contro l'analfabetismo nel mondo della durata di dieci
anni, poi, nel 1992 fu fatta proseguire fino al 2000 e, nel
1997, fino al 2005.
Molti club si sono sensibilizzati a questo programma e
dispensano libri di lettura, si impegnano nell'insegnamento o
sviluppano, con altri club di Paesi con gravi arretratezze,
specifici interventi. Anche in questa circostanza i rotariani
possono svolgere un'azione preziosa di sostegno alla lotta
contro l'analfabetismo, nell'interesse della comunità
internazionale.
Progetti in favore degli anziani
Nel 1990 il Consiglio Centrale ha invitato i
rotariani a impegnarsi in nuovi progetti in favore degli anziani
basati, essenzialmente, su attività di integrazione nella
società e nel mondo del lavoro e, l'anno dopo, ha raccomandato
di intraprendere queste azioni con gli stessi anziani. La nostra
società sta invecchiando, di conseguenza non si può prescindere
dal considerare come estremamente importante l'identificazione
e, possibilmente, la soddisfazione delle necessità degli
anziani. Quando le persone invecchiano, in linea di massima
desiderano conservare la loro indipendenza, come ragione di vita
e di dignità personale.
Per questo molti club si attivano per venire incontro a problemi
legati all'età come la malnutrizione, la salute, la solitudine,
l'incapacità di movimento, la non conoscenza delle istituzioni
pubbliche che possono alleviare specifici disagi. Altri club
hanno attivato un programma chiamato "nonni" con l'intento di
lanciare un ponte intergenerazionale lungo il quale persone
della terza età mettono a disposizione la loro esperienza in
favore dei giovani e, per converso, molti rotariani offrono i
loro servigi per dei compiti che le persone anziane non sono più
in grado di svolgere da sole.
Ogni rotariano e ogni club dovrebbero sentirsi sensibilizzati
dal problema della terza età e dovrebbero partecipare
attivamente ai programmi di aiuto dedicati agli anziani. Si
tratta di un'azione di pubblico interesse alla quale ognuno di
noi deve essere interessato, oggi come attore, domani, forse,
come fruitore.
(tratto dal sito:
http://www.rotarytorino45.it/rotary/foundation.htm)
La Rotary Foundation
L'inizio della Rotary Foundation
Nel 1917 il Presidente del Rotary, Arch
Klumph, annunciò ai delegati convenuti ad Atlanta per il
congresso annuale che "sarebbe stato opportuno accettare delle
donazioni allo scopo di utilizzarle per fare del bene nel
mondo". La reazione del congresso fu tiepida, tanto che queste
auspicate donazioni ci misero del tempo prima di
materializzarsi. Un anno più tardi i "Fondi di dotazione del
Rotary", come allora venivano denominati, ricevettero un primo
contributo di 26,50 dollari dal Rotary Club di Kansas City! Ogni
anno seguente furono versati al Fondo modesti contributi tanto
che, sei anni più tardi, la dotazione raggiungeva a fatica i
settecento dollari. Dieci anni dopo questo faticoso inizio, nel
1928, la Fondazione Rotary fu ufficialmente costituita durante
il congresso di Minneapolis. Nei quattro anni seguenti entrarono
nelle casse della Fondazione più di 50.000 dollari e, nel 1937,
fu annunciato l'obiettivo di raccogliere 2 milioni di dollari.
Questo venne vanificato dagli avvenimenti bellici che
sconvolsero il mondo poco più tardi.
Nel 1947, alla morte di Paul Harris, cominciarono ad affluire
cifre importanti alla memoria del fondatore e da allora la
Fondazione ricevette donazioni sempre più generose. Oggi la
Fondazione raccoglie annualmente circa 65 milioni di dollari con
i quali realizza programmi educativi e umanitari a carattere
internazionale.
Il fondo permanente della Rotary Foundation
Arch Klumph, il padre della Fondazione, fin
dall'inizio espresse chiaramente il concetto che venne sempre
seguito dagli amministratori di questa iniziativa: "La
Fondazione non deve essere considerata in termini provvisori,
bensì in funzione di intere future generazioni". Questo è il
motivo per il quale il fondo permanente della Fondazione è
essenziale per i futuri programmi educativi e umanitari del
Rotary. Infatti, mentre la "dotazione" si accresce anno dopo
anno, solo il frutto degli interessi generati dagli investimenti
del capitale viene utilizzato per finanziare i programmi della
Fondazione. In questo modo il fondo permanente fornisce un
sostegno stabile e costante alla Fondazione garantendo sempre un
elevato livello di attività e permettendo di creare nuovi
programmi per il futuro. La Fondazione rende omaggio a tutti
coloro che contribuiscono al fondo permanente con una somma di
almeno 1000 dollari, attribuendo loro il titolo di benefattore
della R.F.. Nel 1998 vi erano più di 36.000 benefattori con
queste caratteristiche, nel mondo.
Si elencano i principali programmi sostenuti dal Rotary
International per mezzo della Rotary Foundation (che saranno
illustrati nel numero 6)
Polioplus
Le sovvenzioni 3-H
Le borse di studio della Rotary Foundation
Lo "Scambio di gruppi di studio"
Le "Sovvenzioni paritarie"
Le "Sovvenzioni Carl Miller"
Il programma di aiuti in caso di calamità
Il programma del Rotary per la pace
La lotta contro l'analfabetismo
Progetti in favore degli anziani
Riconoscimenti assegnati dalla Rotary Foundation
La "Citazione per servizi meritori" e la "Distinzione per
servizi eccezionali "
Gli amministratori della Fondazione propongono, a volte,
riconoscimenti speciali a persone che hanno reso servizi di
tutto rilievo alla Fondazione. La citazione per servizi meritori
(citation for meritorious services) viene riservata a un
rotariano che si sia distinto in modo particolarmente meritorio
nella promozione di programmi che abbiano portato ad un
miglioramento nell'intesa fra Paesi.
Il secondo riconoscimento (distinguished service award) viene
attribuito ad un rotariano che si sia dedicato intensamente alla
Fondazione, al di là delle frontiere del proprio distretto e per
molti anni. Queste due citazioni compensano i servizi resi e non
le donazioni.
Il "Paul Harris Fellow" e il "Paul Harris Sustaining Member"
Senza dubbio la decisione più importante per incoraggiare le
donazioni alla Fondazione risale al 1957, quando, per la prima
volta, è stata proposta l'idea di dare un tangibile
riconoscimento a tutti coloro che avrebbero donato alla
Fondazione 1000 dollari: la medaglia denominata Paul Harris
Fellow accompagnata da un attestato di benemerenza.
Il valore di benemerenza del "Paul Harris Fellow" si è
progressivamente affermato tanto che, molto spesso, il
riconoscimento viene assegnato a persone benemerite, anche se
non rotariane, su iniziativa di qualche socio, di qualche club o
anche del Distretto, che fanno alla Fondazione una donazione per
conto della persona cui vogliono attribuire la benemerenza.
Esiste anche un altro attestato di riconoscenza denominato Paul
Harris Sustaining Member che viene attribuito a quelle persone
che versano una somma di 100 dollari con l'intenzione dichiarata
di raggiungere i 1000 dollari. Al raggiungimento di quel
traguardo quelle persone verranno pure insignite della Paul
Harris FelIow. Nella lista della Fondazione, apparivano, nel
1998, 625.000 Paul Harris Fellow e 215.000 Sustaining members.
Insegne diverse e distinguibili vengono attribuite a coloro che
versano multipli di 1000 dollari.
(tratto dal sito: http://www.rotarytorino45.it/rotary/foundation.htm)
Lo sviluppo
Chesley R. Perry fu il più infaticabile collaboratore di Paul
Harry nella realizzazione del sogno di espansione mondiale del
Rotary. Insieme pianificarono la costituzione di un’associazione
di tutti i club che si materializzò nella Convention di Chicago
nell’Agosto del 1910, che raccolse un centinaio di delegati i
quali approvarono l’atto costitutivo e lo statuto e nominarono
Paul Harris presidente dell’Associazione e Chesley Perry
segretario, incarico che ricoprì fino al 1942, mentre a Paul,
nominato nel 1912 “Presidente emerito” del Rotary International
successe Glen Mead.
Per facilitare la diffusione del Rotary in tutto il mondo ed
assistere i club già esistenti vennero costituiti dei
segretariati, il primo a Londra e poi altri due a Lugano e a
Bombay.
Nel 1911 nacque la prima rivista rotariana “The Rotarian”
diretta da Leland Case e, per l’edizione spagnola, da Manuel
Hinojosa.
Nel 1912 quando Winnipeg e Londra vennero a far parte
dell'associazione, vi erano in totale 50 club.
Nel 1913, un tornado investì il Nebraska mentre l'Ohio e
l'Indiana furono colpiti da devastanti inondazioni. I Rotary
club di quegli stati, sostenuti da tutti gli altri club della
nazione, intrapresero subito azioni di soccorso e di supporto
alla popolazione con consegna di viveri per uomini e animali,
contribuendo poi alla ricostruzione. Il Rotary aveva così
superato la prima grande prova come organizzazione al servizio
degli altri.
Poi venne la prima guerra mondiale e i Rotary club delle Isole
Britanniche e del Canada dimostrarono il loro valore in questi
difficili momenti, come quelli degli Stati Uniti e di Cuba
quando le loro nazioni entrarono in guerra. Il Rotary dimostrò
di essere una delle più grandi risorse dell'America: gli
incontri rotariani, che si decise di non interrompere, si
dimostrarono grandi occasioni per tenere alto il morale, un
momento importante per stare insieme e pianificare ulteriori e
più grandi azioni di servizio; le Convention del 1917 e 1918
furono dedicate interamente al servire in guerra; i rotariani
parteciparono con profondo zelo alle campagne per i cosiddetti
"prestiti della libertà", si presero cura degli appezzamenti
rimasti incolti, organizzarono biblioteche all'interno delle
caserme e dei quartieri militari e nelle città vicine ai centri
di addestramento, si impegnarono per offrire ai soldati
compagnia e solidarietà. I Rotary club organizzarono inoltre
raccolte di abiti ed altri generi da inviare in Europa alle
popolazioni colpite dalla guerra. Immediatamente dopo la
dichiarazione di guerra degli Stati Uniti, gli oltre trecento
Rotary club allora presenti a livello nazionale, istituirono un
comitato a Washington per offrire la loro cooperazione. Si
adoperarono in modo particolare perché i nostri soldati fossero
riconosciuti come giovani patriottici che dovevano sentirsi a
proprio agio in qualsiasi città o paese si fossero accampati.
Al termine della prima guerra mondiale, le più alte autorità
governative espressero la propria gratitudine affermando che di
tutte le organizzazioni che avevano risposto con fedeltà e
spirito patriottico alla richiesta di aiuto del governo, nessuna
era stata superiore al Rotary in fatto di prontezza, efficacia e
risultati ottenuti.
Durante gli anni della guerra non ci fu una grande espansione ma
il numero dei club negli Stati Uniti in Canada, Gran Bretagna,
Manda e Cuba continuò a crescere in modo costante e nel 1919
solo negli Stati Uniti si contavano più di 500 club, altri 24 in
Gran Bretagna ed Irlanda, 23 in Canada. Era stato fondato un
club anche in Cina ed uno nelle Filippine. Nel giro di un anno o
due, altri club furono istituiti in Uruguay, Argentina, Panama,
India, Spagna, Giappone, Francia, Australia, Nuova Zelanda, Sud
Africa, Brasile e Perù.
1918
Uno dei meno conosciuti Rotary Club, e infatti uno a cui non era
stata data la “carta”, era l’Alleato Rotary Club di Francia.
Prima di lasciare gli Stati Uniti per l’Europa durante gli
ultimi giorni della prima guerra mondiale, Ancil Brown,
Segretario del Club di Indianapolis e revisore dell’YMCA, fu
autorizzato dal Consiglio dell’Associazione Internazionale dei
Rotary Club (IARC) ad organizzare delle riunioni per i rotariani
che si trovavano a Parigi o nelle sue vicinanze.
Il primo Rotary Club in Asia fu quello di Manila
1919 Sono organizzati I primi club in Australia e Nuova Zelanda
1921 L’Associazione Internazionale dei Rotary Club (IARC) prende
il nome di Rotary International (R.I.)
Ancora una volta in cielo si addensarono le nubi della guerra.
Le attività dei Rotary club nel periodo dal 1939 al 1945 sono
troppo numerose per poter consentire di andare oltre la semplice
menzione.
Durante la seconda guerra mondiale, in alcuni paesi vittime di
aggressioni e invasioni, alcuni Rotary club furono costretti a
sospendere le loro attività pubbliche, ma ogni qualvolta fu
possibile, continuarono ad incontrarsi. Nei paesi non
direttamente coinvolti dai combattimenti o non invasi, i Rotary
club entrarono subito in azione, rispondendo con prontezza ed
efficacia agli appelli dei loro governi e ai bisogni dei propri
concittadini. Diedero sostegno e aiuto alle truppe dei paesi
alleati che si esercitavano sul loro territorio e ai rifugiati
che chiedevano asilo nel loro paese.
I soci dei cinquecento Rotary club della Gran Bretagna furono
duramente colpiti dallo shock delle devastanti incursioni aeree,
ma dopo aver perso qualche club e alcuni soci in altri club,
tornarono in azione più forti di prima. I rotariani francesi non
si arresero mai, se non quando furono costretti a farlo dagli
invasori nella parte occupata del paese. Charles Jourdan-Gassin,
che fu ospite alla Convention del 1937 a Nizza, in Francia,
continuò a svolgere il proprio ruolo di governatore di distretto
per tutto il periodo della guerra. In vari paesi i rotariani
furono tanto determinati a mantenere viva l'associazione da
rischiare di subire le contromisure dell'invasore incontrandosi
in segreto.
Moltissimi furono gli episodi da ricordare come facenti parte
della storia del Rotary, accaduti in periodo di guerra. Un
rotariana polacco, che aveva svolto il ruolo di presidente nel
Rotary International, camminò per due miglia per raggiungere
l'Ambasciata americana a Varsavia, sotto un bombardamento
incessante, per inviare quello che avrebbe potuto essere il suo
ultimo saluto al segretariato di Chicago. I club rotariani
danesi emularono il coraggio del loro re e continuarono ad
incontrarsi nonostante l'occupazione nazista. Il Rotary Club di
Manila tenne i propri incontri su battane dopo che la loro città
fu occupata e Carlos Romulo riuscì a fuggire in America per
raccontarlo.
Nella lontana Cina, il Rotary Club di Chungking continuò a
riunirsi ogni settimana, indipendentemente dal numero di bombe
che continuavano a cadere. A Calcutta, in India, si tenne
comunque una Conferenza distrettuale nonostante fossero in corso
dei bombardamenti e il nemico fosse ormai vicinissimo.
I rotariani tedeschi, italiani e giapponesi non appena i loro
governi approvarono o intrapresero piani di aggressione, non
riuscirono più a continuare i loro incontri, ma nessuno mette in
dubbio che lo spirito del Rotary abbia continuato ad esprimersi
attraverso molti uomini di buona volontà presenti in questi
paesi, così come avvenne nei territori successivamente occupati,
nonostante la sospensione degli incontri.
1945 IL ROTARY E LE NAZIONI UNITE:
Quarantanove rotariani aiutarono a stendere la bozza della Carta
della Nazioni Unite a San Francisco. Molti dei delegati che
arrivarono da tutto il mondo erano anche membri di Rotary club.
Domanda? Come mai il Governo Americano chiamò il Rotary per
coinvolgerlo in questo movimento di pance nel 1945?
27 gennaio 1947 Dopo molti anni di malattia, il fondatore del
Rotary Paul Harris morì.
1965 La Fondazione Rotary lancia i programmi “Matching Grants” e
“Scambio Gruppi di Studio”.
1978 Alla convention di Tokyo il Rotary International è più
grande che mai: 39.834 partecipanti.
1985 Il Rotary annuncia il programma PolioPlus per immunizzare
tutti I bambini del mondo contro la poliomielite.
1987 La Suprema Corte degli Stati Uniti statuisce che le donne
possono diventare membri del Rotary.
1989 Il Consiglio di Legislazione cambia lo statuto e il
regolamento del Rotary per includere le donne.
1990 Il Rotary Club di Mosca viene autorizzato come primo club
dell’Unione Sovietica.
1994 Il Rotary torna in Cina ad Hong Kong.
Prologo di Paul
Harris al libro “La Mia strada verso il Rotary” – Edizione in
lingua italiana del Distretto 2070.
Due cose reputo importanti nella mia vita di
ultrasettantenne: la mia valle nel New England e il Rotary.
Spesso mi sono sentito dire: "Non avresti mai pensato che il
Rotary sarebbe diventato quella potenza internazionale del bene
che è oggi. Hai costruito qualcosa di più solido di quanto tu
stesso pensassi". E' senz'altro vero, cari amici, e sebbene
all'inizio non fosse affatto chiaro quale strada avrei dovuto
percorrere, avevo un obiettivo che mi spronava ad andare avanti.
L'origine del mio contributo per la costituzione del movimento
risale ai giorni trascorsi nella mia valle, alla cordialità dei
suoi abitanti, alla loro tolleranza politica e religiosa. In un
certo senso, si potrebbe dire che il Rotary è stato frutto di
quella comunità. Mi propongo quindi di raccontarvi alcuni
episodi della mia fanciullezza trascorsa nella mia valle nel
Vermont.
Ho imparato a conoscere gli abitanti, le montagne e le valli del
New England grazie alle esperienze vissute attraverso gli occhi
di un ragazzo. Questo ragazzo, ovviamente, sono io, ma essendo
ormai trascorsi così tanti anni da allora, l'anziano signore di
oggi, considera quel ragazzo una persona diversa da sé stesso.
Naturalmente conosco bene il piccoletto, conosco bene i sogni,
il misticismo, l'impetuosità d'animo e le bricconate che lo
caratterizzavano. Avevano il pepe dell'impudenza e lo zucchero
dell'amore per quel fantastico mondo in cui si trovava e
dell'affetto per i suoi nonni anziani che avevano creato per lui
una casa.
Alcuni vanno sulle montagne per cercare ispirazione, altri per
riposare. Molti uomini di cultura hanno scritto saggi sulle
montagne, i poeti ne cantano le bellezze, gli artisti le
dipingono. Il ragazzo le percorre in lungo e in largo. E perché
non dovrebbe, non sono forse state create perché i suoi piedi
mai stanchi potessero scalarle? Per quanto alte possano essere,
il suo spirito si eleva al di sopra di esse. Gli appartengono
per poter ogni volta trionfare su di esse. E' esuberante, esulta
ed il suo cuore trabocca della gioia esaltante di vivere. Il
ragazzo è il re del creato, tuttavia, per quanto triste possa
sembrare, i ragazzi sono destinati a divenire uomini. Si dice
qualche volta che il ragazzo non sia altro che il padre
dell’uomo; è lui che guida l'uomo per i sentieri già percorsi.
L'uomo non può mai allontanarsi troppo dal ragazzo. Ciò che il
ragazzo ha amato, è ciò che l'uomo ama. Quanto il ragazzo ha
spigolato qua e là contribuisce a formare l'esperienza di vita
dell'uomo.
L'autore di questo libro ha una ragione speciale per essere
grato al ragazzo dei suoi insegnamenti. L'amore per la vita
all'aria aperta, la benedizione di una casa ben governata nel
New England, l'importanza dell'istruzione e del perseguire
nobili ideali. Il ragazzo ha insegnato all'uomo la necessità di
essere tollerante nei confronti di tutte le fedi religiose e
politiche. Gli ha insegnato a non essere troppo critico verso le
opinioni degli altri, qualunque esse fossero. Il ragazzo ha
insegnato all'uomo le gioie dell'amore per il prossimo, della
cordialità e della buona predisposizione verso tutti. Ci è
voluto un po' di tempo prima che queste lezioni venissero
assimilate dal ragazzo ormai cresciuto e troppo occupato a
divertirsi, ma sono lieto di dire che alla fine l'uomo ha preso
seriamente gli insegnamenti del ragazzo ed ha cercato di
trasmetterli ad altri.
Che cos'è il Rotary? A migliaia hanno cercato di rispondere
ognuno a proprio modo. E' più semplice enumerare tutto ciò che
il Rotary fa, piuttosto che dire che cos'è. Di recente qualcuno
ha detto: "Se il Rotary ci ha incoraggiato a considerare la vita
e gli altri con maggior benevolenza, se il Rotary ci ha
insegnato ad essere più tolleranti e a vedere sempre il meglio
in ognuno, se il Rotary ci ha permesso di creare contatti
interessanti e utili con altri che a loro volta stanno cercando
di catturare e trasmettere la gioia e la bellezza della vita,
allora il Rotary ci ha dato tutto ciò che possiamo attenderci".
Chicago, ottobre 1945
Paul Harris - Dalla nascita alla
fondazione del Rotary
19 aprile 1868
Paul Percy Harris è nato a Racine, nel Wisconsin, da George H. e
Cornelia E. Harris.
Paul Harris, a causa delle difficoltà finanziarie dei genitori,
non visse con loro, ma venne cresciuto da suo nonno. Questo
spiega il perché ha lasciato la casa di Racine.
Paul scrive che suo nonno ha avuto una forte influenza nella sua
vita futura: il nonno gli ha donato le indicazioni per il
successo nella vita. Egli gli ha insegnato una cosa sopra tutte:
la tolleranza.
1871-1888
Venne espulso dal liceo Black River, frequentato da Calvin
Coolidge, quindi si diplomò al liceo del Vermont.
1891
Paul ottiene la laurea in legge. Un ex studente di legge
raccontò alla sua classe: “Andate in una piccola città e
rendetevi ridicoli per cinque anni, quindi andate in una grande
città”. Paul, invece, si prese cinque anni per vedere il mondo
come giornalista (reporter), attore, cowboy (mandriano),
marinaio, venditore di granito, raccoglitore di frutta e
commesso di albergo.
1896
Arriva a Chicago e apre uno studio legale, che presto diviene
importante. A causa di un problema di salute non esercita più la
professione di avvocato a partire dai primi anni ‘30. Ma lo
studio Harris, Dodds e Brown proseguì l’attività per molti anni
e lo studio legale che li ha succeduti ha oggi il medesimo
numero di telefono di allora.
1900
Invitato ad una cena da un amico avvocato, Bob Franks, Paul
Harris è inspirato a iniziare una organizzazione dove gli uomini
di differenti professioni possano riunirsi in amicizia. Passa
circa cinque anni considerando tale possibilità.
Giovedì sera, 23 febbraio 1905
A Chicago, Illinois, USA, il trentasettenne avvocato Paul Percy
Harris, fresco di cinque anni selvaggi e senza vincoli e quattro
anni di costruzione di una pratica legale di successo, ha
un’idea… Fu grazie alle osservazioni sul successo e sul rispetto
che è potuto arrivare all’organizzazione delle conoscenza
professionali. Cinque anni erano passati e lui aveva pensato
molto fino al momento in cui lui e Silvestre Schiele camminarono
verso l’ufficio di Gus Loehr, alla stanza 711 in quella fredda
notte invernale, quasi nove anni dal suo arrivo a Chicago.
Diverse settimane dopo, Schiele fu eletto il primo presedente
del Rotary come ringraziamento in quanto le riunioni si tenevano
nel suo ufficio. Harris suggerì diversi nomi, uno di questo fu
“Rotary” (a rotazione).
Arthur Sheldon e Chesley Perry aderirono insieme al Club di
Chicago nel 1908. Sheldon creò il sistema di classificazione e
scrisse a mano la frase “Guadagna più di tutti chi serve meglio
di tutti”. Harris descrisse la sua comprensione della filosofia
di Sheldon. Nel frattempo, nessuno nel Club di Chicago era in
favore dell’“estensione” che avrebbe potuto occupare troppo
tempo delle loro riunioni. Ches Perry fu nominato capo della
commissione per l’estensione nella speranza che avrebbe fermato
la pazzia di Harris, specialmente la “la propagazione mondiale
del Rotary”.
Tratto e tradotto dal sito
http://rotaryhistoryfellowship.org/presidents/1910harris/paulharris/
La storia del Rotary
in Italia
Il 19 giugno 1923 viene fondato a Milano il primo Rotary Club
Italiano ad opera di uno scozzese, James Henderson, un
irlandese, Giulio Culleton, un inglese, Reginald Prince Mountney,
ed un gruppo di italiani. L'impegno comune è quello di affermare
principi etici e morali nei rapporti interpersonali e
professionali, e di essere disponibili ad aiutare gli altri al
di sopra del proprio interesse personale, senza distinzione di
razza, di religione e di ideologia.
Lo sviluppo fu rapido.
Nel 1924 venne costituito il Rotary club di Trieste. Nel 1925
vennero fondati nuovi club a Roma, Torino, Napoli, Palermo,
Genova (Gennaio), Firenze, Livorno, Venezia (Marzo), Bergamo
(Giugno), Parma e Cuneo (Ottobre). Il primo Distretto (il 46°
Distretto del Rotary Internazionale) venne costituito a Milano
il 3 Febbraio 1925. Primo Governatore Distrettuale fu James
Henderson.
Nel 1925 venne inoltre costituito il Consiglio Nazionale dei
Rotary Club con funzione consultiva a disposizione dei Club. Il
costante sviluppo che aveva consentito al Rotary Italiano di
proporsi come capofila del Rotary Europeo si interruppe il 14
Novembre 1938, quando il Consiglio Nazionale deliberò l'autoscioglimento,
invitando i Rotary Club Italiani a cessare ogni attività entro
il 31 dicembre successivo.
Attività che vennero riprese con la prima riunione nel 1944, la
ricostituzione dei Rotary Club e la fondazione di nuovi club
negli anni successivi.
Nel frattempo il Rotary si trovò a dover ricomporre i rapporti
con il Vaticano e vi riuscì per merito di un eminente rotariano:
Omero Ranelletti, già Presidente del Rotary club di Roma e
Governatore di quel Distretto. Superati i momenti difficili
dello scioglimento prima, e dei rapporti con la Chiesa poi, il
Rotary italiano si sviluppò con forte impegno e vigore ottenendo
credito e fiducia dalla comunità rotariana internazionale fino
alla nomina di un proprio socio del Rotary Club di Livorno, Gian
Paolo Lang, a Presidente del Rotary Internazionale (1956-1957).
Riconoscimento che il Rotary Italiano ha ottenuto nuovamente con
la nomina a Presidente del Rotary Internazionale, per l'anno
Rotariano 1999-2000, del Socio del Rotary Club Milano Sud, Carlo
Ravizza.
LETTERA APERTA AD UN NUOVO ROTARIANO di
Massimo Stanghellini Perilli
Questa "lettera" è stata scritta dal socio fondatore del Rotary
Club di Ravenna Massimo Stanghellini Perilli come post-fazione
del Volume "II Rotary - Un'idea, una storia Chicago l905 -
Ravenna 1995" - a cura di Claudio Widmann, pubblicato dal Rotary
Club di Ravenna nel 1994 per i tipi della Longo Editore.
Caro nuovo amico,
consenti non solo al più vecchio del nostro club, ma - credo - a
uno dei più vecchi e anziani dell'intero distretto, di
esprimerti il proprio pensiero e anche qualche consiglio. E'
passato quasi mezzo secolo da quando, con alcuni amici, ho
fondato, nel 1948, il nostro club e da allora ho assistito alla
profonda evoluzione del nostro Rotary come, forse, doveva
avvenire. Molte cose sono cambiate: il Rotary si è sempre più
diffuso nel mondo, i distretti, i club e i soci sono enormemente
aumentati. Ma sono enormemente cresciute le responsabilità; non
tanto negli ideali, ovviamente immutati, quanto nella difficoltà
di estendere i rapporti personali, tanto importanti per
mantenere lo spirito rotariano.
Consentimi un'osservazione del tutto personale e certamente non
condivisa in alto loco: la proliferazione dei distretti e dei
club ha ristretto la possibilità dei contatti e dei rapporti di
amicizia fra i rotariani.
Ricordo con nostalgia le Assemblee, quando il distretto era
unico, le opportunità di incontri coi rotariani dei club anche
più lontani e i nascenti rapporti di conoscenza e di amicizia.
Tutto cambia, e pure il Rotary, per adattarsi all'inevitabile
evoluzione del mondo e della società. Ma questo cambiamento non
deve e non può incidere sulla vita e sugli ideali del Rotary,
quali furono fissati da Paul Harrys. Non posso quindi che
richiamare alla tua attenzione certi principi fondamentali: il
sentimento di amicizia, base di ogni associazionismo, la lealtà
verso tutti, l'esempio per la famiglia e per la società e, è
superfluo dirlo, l'onestà. Ma altrettanto importanti sono i
rapporti fra noi soci. E' naturale che, nelle riunioni, si
formino piccoli gruppi che si sentono più affini per
professione, gusti e cultura. E' naturale, ma è un errore. Come
sarebbe un errore sentirsi più vicini a coloro che hanno ideali
politici comuni. La politica deve restare fuori del club, come
si lasciano al guardaroba i cappotti e l'ombrello nei giorni di
cattivo tempo. Sembra una frivolezza, ma non lo è: osserva la
cura, non l'eleganza, dell'abbigliamento. Cravatta e giacca sono
atto di riguardo al club e agli altri soci.
Per statuto sei tenuto a relazioni su argomenti interessanti.
Non dimenticare però che ti rivolgi a persone di diversa cultura
e di diversi interessi. Pur se curate, le relazioni siano di
facile comprensione e limitate nel tempo. Diversamente che
all'estero, dove gli interventi sono ridotti per la brevità dei
meetings, da noi sono allietati da cibi abbondanti che
favoriscono le distrazioni. Fa che i rotariani non sentano con
sollievo il suono della campana.
E quando sarà richiesto il tuo voto, dallo con coscienza delle
doti rotariane e col solo riguardo alle qualità richieste. Evita
personalismi e legami di altra natura. Ricorda, soprattutto, che
sei divenuto rotariano.
L'albero genealogico dei Distretti
italiani

Il Rotary italiano oggi
Fa parte della Zona 12 con Albania, Malta, Serbia e San Marino.
I Governatori italiani 2004-2005 e
2005-2006
Distretto Governatori 2004-2005 Governatori Eletti 2005-2006
2030 Giuseppe NUZZO Luigi SALVATI
2040 Elio CERINI Carlo MAZZI
2050 Adriano LECCI Ciro RAMPULLA
2060 Nerio BENELLI Giuseppe GIORGI
2070 Alviero RAMPIONI Italo MINGUZZI
2080 Lucio ARTIZZU Giorgio DI RAIMONDO
2090 Tullio TONELLI Antonio GUARINO
2100 Alessandro MAROTTA Alfredo FOCA'
2110 Ferdinando TESTONI BLASCO Arcangelo LACAGNINA
2120 Giuseppe VOLPE Sergio DI GIOIA
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