Notiziario

   


"CENTO ANNI"

PRESIDENTI BOLOGNA OVEST

Rodolfo Stiassi – Edmondo Martinuzzi – Giuseppe Bitelli – Fernando Frasnedi – Enzo Maria L’Abbate – Giotto Stefanini – Francesco Massari – Walter Villa – Umberto Accame – Pietro Taglioni – Alighiero Amorati – Adolfo Fogli – Luciano Chili – Furio Bosello – Vittorio Goidanich – Alberto Ferrari – Giambattista Nicotra – Gianni Vignoni – Francesco Spina – Gastone Morselli – Filippo Ciampolini – Franco Vono – Carlo Cacciari – Angelo Aufiero – Claudio Comani – Paolo Sassi – Giorgio Minarelli – Luigi Cavicchi – Franco Alvisi – Luciano Marini – Paolo Petrachi – Roberto Giardino – Michelangelo Speranza – Roberto Vecchione – Franco Capparelli – Gian Carlo Vaccari – Amedeo Ragazzi – Remo Cannamela – Guido Geminiani – Gastone Selvatici – Antonio Rossi

Ho pensato di concludere questi ricordi riproponendo le considerazioni da me fatte il 24 giugno 2002, nella riunione in cui mi fu attribuito il PHF, come augurio a tutti noi e al nostro Club per una nuova e più stretta amicizia rotariana nel servire gli altri. Questo augurio mi sembra importante all’inizio del secondo secolo di vita del sodalizio e di fronte ai grandi cambiamenti sociali e culturali che sembrano rendere sempre più rara e difficile la realizzazione dei valori dell’amicizia e del servizio agli altri.

Nell’incontro dell’8 aprile 2002, prima di darmi la parola per presentare l’attività della Commissione da me presieduta, il Presidente Remo Cannamela ha annunciato che il Consiglio aveva deciso di assegnarmi il Paul Harris Fellow. Confesso che la notizia mi ha emozionato e riempito di gratitudine verso gli amici che con tanta benignità avevano deciso di darmi questo riconoscimento.
È stato lo stesso insieme di sentimenti e di sensazioni che mi avevano colpito quando qualche decennio fa, il Rotary Club di Faenza mi aveva conferito il premio per il miglior diplomato del liceo scientifico di quella cittadina; sentimenti ed emozioni che trovarono allora e trovano ora la loro sintesi in un grande senso di soddisfazione e di orgoglio, dovuti in particolare al fatto che quei riconoscimenti mi vengono dati da un’organizzazione che considero una delle più importanti a livello mondiale tra quelle dedite al servire il prossimo, in tutte le sue manifestazioni, e a favorire l’amicizia e la solidarietà tra i suoi componenti nel rispetto delle idee e delle individualità di ognuno.
Il rinnovarsi dei sentimenti del ragazzo nell’uomo più che maturo mi portano a citare quanto dice di sé Paul Harris nel prologo al suo libro “La mia strada verso il Rotary”:

“L’autore di questo libro ha una ragione speciale per essere grato al ragazzo dei suoi insegnamenti. L’amore per la vita all’aria aperta, la benedizione di una casa ben governata nel New England, l’importanza dell’istruzione e del perseguire nobili ideali. Il ragazzo ha insegnato all’uomo la necessità di essere tollerante nei confronti di tutte le fedi religiose e politiche. Gli ha insegnato a non essere troppo critico verso le opinioni degli altri, qualunque esse fossero. Il ragazzo ha insegnato all’uomo le gioie dell’amore per il prossimo, della cordialità e della buona predisposizione verso tutti. Ci è voluto un po’ di tempo prima che queste lezioni venissero assimilate dal ragazzo ormai cresciuto e troppo occupato a divertirsi, ma sono lieto di dire che alla fine l’uomo ha preso seriamente gli insegnamenti del ragazzo ed ha cercato di trasmetterli ad altri”.

Questi insegnamenti Paul Harris li ha trasmessi, come meglio non avrebbe potuto fare, tramite il Rotary, di cui spiega la ragion d’essere evidenziando ciò che è in grado di fare per i propri aderenti:
“Se il Rotary ci ha incoraggiato a considerare la vita e gli altri con maggior benevolenza, se il Rotary ci ha insegnato ad essere più tolleranti e a vedere sempre il meglio in ognuno, se il Rotary ci ha permesso di creare contatti interessanti e utili con altri che a loro volta stanno cercando di catturare e trasmettere la gioia e la bellezza della vita, allora il Rotary ci ha dato tutto ciò che possiamo attenderci”.

Il concetto di quanto sia importante essere animati da sentimenti giovanili nella propria militanza rotariana viene ripetuto e sottolineato da Paul Harris nello stesso volume citando Sir Henry Braddon:

“Uno dei modi attraverso cui il Rotary sviluppa l’individuo è quello di preservare il ragazzo che c’è in lui. Nel profondo del cuore di ogni buon uomo c’è sempre un ragazzo, un ragazzo che guarda la vita come a una cosa meravigliosa, con occhi limpidi, senza pregiudizi o intolleranze, con vero entusiasmo, pronto all’amicizia. E’ un triste giorno per un uomo quando il ragazzo in lui muore. Fino a quando un uomo è in grado di mantenere la sua mente elastica e il suo spirito aperto alle influenze degli amici, non diventerà mai vecchio. Il Rotary incoraggia ed aiuta a crescere tenendo vivo il ragazzo che c’è in noi”.

Paolo Malpezzi

La diffusione in Italia

1923 Milano

1924 Trieste

1925 Roma - Torino - Napoli - Palermo - Genova - Firenze - Livorno - Venezia - Bergamo - Parma - Cuneo

1926 I 13 Club italiani vengono radunati nel 46° Distretto del Rotary International (il 1° dell'Europa Continentale) con Governatore Sir James Henderson

Il modello di Milano viene replicato negli altri Club italiani, costituitisi l’anno successivo rispettivamente a Trieste, Genova, Torino, Venezia, Roma, Napoli e Palermo: otto club in tutto, con un totale di 237 soci.

L’ammissione dei soci è regolata da un rigido criterio selettivo che tiene conto non solo della moralità degli aspiranti, ma anche della posizione sociale ai vertici delle varie attività: i candidati infatti devono essere approvati da una commissione nazionale e quindi ricevere il gradimento, espresso con voto unanime e segreto, dei soci del Club di cui aspirano a far parte.

Tale carattere di sostanziale chiusura del Rotary italiano, interpretato all’assemblea di Torino del 1928 dall’affermazione del presidente internazionale Stanley Leverton di «trovarsi più tra cugini che tra fratelli», ha una sua motivazione nella realtà politica italiana del tempo, all’interno della quale il Rotary deve mantenere un prestigio e una credibilità di fronte all’autoritarismo fascista, da un lato, e alla diffidenza della Chiesa dall’altro.

L’Italia, settimo paese europeo ad accogliere il Rotary, è anche il primo, nell’Europa continentale, a ottenere il riconoscimento di un proprio distretto nel febbraio del 1925, con James Henderson (Governatore di quell’annata) come presidente e Achille Bossi come segretario.

Ai fini di collegamento tra club nel 1927 vengono create due riviste: “Rotary”, l’organo ufficiale dei club italiani, che, accanto ai contenuti di interesse rotariano, riporta notizie sulla composizione e l’attività dei vari club, e “Realtà” (oggi “Realtà nuova”), che raccoglie le relazioni più interessanti tenute in seno ai club.

Contemporaneamente comincia a esser pubblicato l’“Annuario” dei soci, sia per utilità interna, sia anche per chiarire eventuali equivoci in un momento politico molto delicato.

Nei primi quindici anni di vita, il Rotary italiano vede i propri club frequentati dai maggiori esponenti della vita politica, intellettuale e professionale, come il senatore Giovanni Agnelli e il generale Pietro Badoglio (R.C. di Torino), il senatore Silvio Crespi, Piero Pirelli e Giulio Caproni (R.C. di Milano), Guglielmo Marconi (R.C. di Bologna); nel 1928 si contavano complessivamente 34 senatori e 50 deputati rotariani.

Infine, nel gennaio del 1928, il re Vittorio Emanuele III accetta la nomina a socio onorario del Club di Roma e la presidenza onoraria del Rotary italiano; soci onorari diventano anche Umberto, principe di Piemonte (R.C. di Cuneo), e tutti gli otto duchi di casa Savoia. Proprio il prestigio delle personalità che compongono il Rotary italiano fa sì che l’espansione dei club desti parecchia curiosità e ponga qualche problema alle autorità locali.

Il Rotary italiano infatti da un lato è tenuto a osservare fedelmente i principi e gli obiettivi del Rotary International, ma, d’altro lato, deve confrontarsi con gli ordinamenti, le tradizioni, le abitudini della società italiana di quegli anni e, in primo luogo, col potere politico e civile (governo e partito fascista) e con l’autorevolezza della Chiesa cattolica.

È storicamente significativo che alla fine degli anni venti, mentre sul Rotary si addensano le nubi della diffidenza del fascismo e della Chiesa, una valutazione criticamente serena venga da Antonio Gramsci, il quale, nell’esaminare l’azione e il pensiero dei movimenti internazionali, vede nel Rotary «un tipo di associazione essenzialmente moderna».

Testata della Rivista “Rotary”
 

Il Rotary Club Bologna fu fondato il 5 Marzo del 1927 ed ebbe come Club padrino il Rotary Club di Milano. In rappresentanza di quest'ultimo era presente il Cavaliere del Lavoro Leopoldo Pirelli al quale il Presidente pro-tempore, Ing. De Morsier, consegnò la domanda di adesione al Rotary International.

Al momento della fondazione il numero dei soci fu 21. A seguito degli eventi che precedettero la seconda guerra mondiale, dopo 12 anni dalla sua formazione, il Club si sciolse spontaneamente come tutti i R.C. italiani.

Il Bologna si ricostituì nel 1946 e presentò la domanda di ammissione al Rotary International ottenendo che la data di fondazione rimanesse quella del 5 Marzo 1927. I soci furono 41 dei quali 17 avevano fatto parte del sodalizio prima dello scioglimento.

Al 1° Novembre 2003 il numero dei soci era di 144 : il secondo, per consistenza, nel Distretto 2070 dopo il Rotary Club Firenze. Tra i suoi soci si annoveravano 5 P. D. Governors (l'Avv. Sergio Stoppato, il Dr. Giuseppe Gravano, il Dott. Renato Pasquali, il Prof. Edile Belelli ed il Prof. Vitaliano Valenti). Il Club ebbe tra i soci onorari il concittadino Guglielmo Marconi, Premio Nobel per la Fisica

 

GRUPPO FELSINEO

Elenco dei Club in ordine di nascita

BOLOGNA

anno di fondazione 1927

primo presidente1927/28 e 1928/29                     Frank de Morsier

attuale presidente                                            Stefano Pileri

BOLOGNA OVEST

anno di fondazione 1964

consegna della carta 28 marzo 1964 alla presenza del Governatore Alessandro Ubertone

patrocinato dal R.C. Bologna

primo presidente 1964/65                                     Rodolfo Stiassi

attuale presidente                                              Antonio Rossi

BOLOGNA EST

anno di fondazione 1964

consegna della carta 13 dicembre 1964 alla presenza del Governatore Livio Minguzzi

patrocinato dal R.C. Bologna

primo presidente 1964/65 e 1965/66                    Eugenio Bartolini

attuale presidente                                            Giancarlo Vivaldi

BOLOGNA NORD

anno di fondazione 1971

consegna della carta 30 giugno 1971 alla presenza del Governatore Giacomo Gravano

patrocinato dai R.C. Bologna Ovest e Est

primo presidente 1971/72                                     Giovanni D’Orazi

attuale presidente                                              Giuseppe Castagnoli

BOLOGNA SUD

anno di fondazione 1975

consegna della carta 30 giugno 1975 alla presenza del Governatore Luigi Socini Guelfi

patrocinato dai R.C. Bologna Ovest e Est

primo presidente 1975/76                                     Giorgio Giorgetti

attuale presidente                                               Marco Pedrazzi

BOLOGNA VALLE DELL’IDICE

anno di fondazione 1990

primo presidente 1990/91                                     Ennio Pizzoli

attuale presidente                                               Francesco Addarii

BOLOGNA CARDUCCI

anno di fondazione1994

primo presidente 1994/95                                     Italo Giorgio Minguzzi

attuale presidente                                              Raffaele Poluzzi

BOLOGNA VALLE DEL SAVENA

anno di fondazione 1998

primo presidente 1998/99                                     Piero Santoro

attuale presidente                                              Giulio Caramaschi

BOLOGNA VALLE DEL SAMOGGIA

anno di fondazione 2000

primo presidente 2000/2001                                 Mario Mattei

attuale presidente                                              Simona Malservisi

PRINCIPALI INIZIATIVE DEL GRUPPO FELSINEO:

  • premi di laurea annuali al migliore laureato di tutte le facoltà del nostro ateneo.

  • allestimento di sei postazioni per disabili all’interno della biblioteca multimediale ex Sala Borsa.

  • contributi alla fondazione Marconi.

  • contributi all’università per le celebrazioni del IX centenario dell’ateneo.

  • contributi a favore della campagna “vita per l’Albania”.

  • restauro dell’organo della basilica di Santo Stefano.

  • contributo alla realizzazione del monumento all’arma dei carabinieri, all’interno della caserma “Molino Parisio”.

  • donazione di 9 defibrillatori alle sedi dei Quartieri di Bologna.

  • informatizzazione del VI centro della Croce Rossa Italiana.

  • partecipazione al convegno “le professioni e il ritorno dell’etica”.

  • creazione di un manuale per gli alunni delle scuole medie e superiori di bologna sull’uso consapevole delle risorse.

Consigli ai neo Soci Per un rapido inserimento nel Club e nel Rotary

Autopresentazione e conferenza/relazione (breve profilo biografico sul bollettino) L'autopresentazione deve essere effettuata entro alcune settimane dalla nomina del neo Socio: deve occupare non più di cinque minuti e soffermarsi su aspetti biografici, professionali, familiari. Può essere effettuata all'inizio di una riunione e va segnalata sul bollettino settimanale.

La conferenza/relazione, da svolgere nei primi sei mesi dalla nomina del neo Socio, può essere concertata preferibilmente su temi attinenti alla professione del relatore o su altri argomenti. Prendere conoscenza dello statuto e del regolamento La Segreteria del Club o il Socio presentatore devono consegnare al neo Socio una copia dello statuto e del regolamento del Club per un doveroso approfondimento delle norme alle quali deve ispirarsi la vita rotariana. 

Cambiare spesso posto durante le riunioni La rotazione dei posti durante le riunioni dovrebbe essere promossa dal Prefetto. E' opportuno, peraltro, che il neo Socio si attivi direttamente per cambiare posto ad ogni riunione al fine di accelerare il processo di reciproca conoscenza con i Soci del Club. Leggere almeno un'annualità arretrata del bollettino La lettura, almeno di un'annualità del bollettino, supportata da eventuali chiarimenti che potrà fornire il Socio presentatore su temi e/o argomenti non di immediata comprensione, è una opportunità per il neo Socio di entrare a far parte del vissuto e del mondo rotariano (Commissioni di servizio ed informazioni su iniziative del Club e del Distretto) con molto anticipo rispetto ai normali tempi di apprendimento. Partecipare alle riunioni distrettuali (in particolare al congresso e all'assemblea) Le riunioni distrettuali (per formazione soci, assembleari, per opportunità di servizio, consegna premi, etc.) sono una piattaforma privilegiata per percepire progressivamente il vero significato del servire al di là dei propri interessi. Dare sempre il proprio contributo costruttivo nel contesto dialogativo del Club Esprimere il proprio costruttivo parere in un contesto dialogativo, di confronto di opinioni, è per il neo Socio una importante occasione di focalizzare l'attenzione dell'uditorio e di segnalare il proprio contributo di idee per affrontare/risolvere situazioni/problemi di interesse comune. 

Mettere a disposizione la propria creatività ed esperienza professionale in ogni occasione L'esperienza professionale e la creatività del neo Socio, richieste e non richieste, possono costituire, in ogni occasione di dibattito o di libera partecipazione ad una equilibrata discussione su argomenti rotariani, un supporto utile e/o indispensabile per la soluzione di problemi o la promozione di iniziative del Club. Segnalare ai Dirigenti della propria preferenziale collaborazione per farsi coinvolgere nelle attività operative delle Commissioni di servizio Entrare a far parte, quale membro, di una Commissione di servizio è un importante viatico per introdursi con immediatezza e pragmaticità nella operatività del Club, al quale è sempre utile l'apporto di nuove e stimolanti energie. Segnalare nominativi di amici e/o conoscenti di particolare prestigio per relazioni su argomenti di attualità ed interesse comune La vita rotariana ha, nelle conviviali, un significativo momento di aggregazione di rapporti e di amicizie, tanto è che la partecipazione dei Soci e delle gentili Signore - di solito su standard abbastanza stabili - ha dei picchi in occasione di conferenze e relazioni particolarmente interessanti e condivise dalla maggioranza dei convenuti. 

La segnalazione, pertanto, di prestigiosi oratori contribuisce ad elevare l'immagine del Club, consolidare ed implementare la partecipazione dei Soci e mettere in evidenza il neo Socio presentatore del relatore. Farsi consegnare dal Club una lista del materiale informativo disponibile (manuali, pubblicazioni) per conoscere meglio il Rotary L'individuazione e la consultazione del materiale documentale informativo del Rotary (manuali, pubblicazioni) sono utili strumenti per consentire al neo socio i più opportuni approfondimenti su temi e materie di suo più diretto interesse. Presentare la candidatura di amici e/o conoscenti per la nomina a neo Socio La segnalazione di un candidato, nell'ambito di amici e conoscenti, nel rispetto dei presupposti necessari per la nomina di un Socio, è un impegno gratificante per il neo Socio, che così potrà usufruire di ulteriori punti di riferimento all'interno del Club oltre che rendere un importante servizio rotariano di sviluppo dell'effettivo, molto apprezzato da tutti gli organi rotariani. Esplorare tra i propri amici/conoscenti per individuare personaggi disponibili a supportare iniziative rotariane La conoscenza di personaggi, presenti nel mondo della imprenditoria, dello sport, della musica, della cultura, dei servizi sociali, etc., disponibili ad affiancare iniziative rotariane con supporti economici, di immagine, di sponsorizzazione, etc. mette il neo Socio su un piano di grande apporto collaborativo per la soluzione dei molti problemi che il Rotary deve affrontare per dare la propria solidarietà alle comunità, emarginate dal disagio sociale. 

Di interesse il libro: IL ROTARY NELLA SOCIETA' ITALIANA di Ernesto Cianci, editore Mursia Sitografia: http://www.rotarytreviglio.org/rotaryintasca/lessico.htm

 Vocabolario lessicale rotariano http://shop.rotary.org/catalog/default.php?language=it

Catalogo delle pubblicazioni rotariane http://www.rotary2070.org/

nel menù PUBBLICAZIONI è scaricabile il Catalogo pubblicazioni 2004-2005

Rotary e Chiesa Cattolica

Agli inizi la Chiesa cattolica guarda con attenzione e perplessità il Rotary, in quanto movimento originario di un’America in larga parte protestante e in quanto fondato su un codice morale assimilabile dall’esterno a quello massonico, nei confronti del quale la Chiesa tradizionalmente era ostile, e comunque basato sulla laicità del comportamento, a prescindere da ogni convinzione religiosa.

Il 15 febbraio 1928 “L’Osservatore romano”, organo della Santa Sede, riporta un articolo intitolato "Che cosa è il Rotary", facendo eco all’aperta e pesante accusa di un giornale polacco che addebitava al Rotary aperti legami appunto con la Massoneria; a sua volta, poche settimane dopo, “Civiltà cattolica”, rivista dei gesuiti, pubblica tre approfonditi articoli sui rapporti tra Rotary e Massoneria, considerando entrambe le associazioni «un frutto della stessa pianta» e in particolare il Rotary «un larvato strumento dell’espansione anglo-americana», e ancora rileva «l’assenza di Dio e la pretensione di bandire una moralità fuori di ogni condizione religiosa», insomma «un dissidio profondo e inconciliabile tra la concezione di Paul Harris e quella cristiana».

Nel 1929 poi un decreto promulgato dalla Congregazione del Sant’Uffizio diffida formalmente i sacerdoti dall’aderire al Rotary e, nello stesso anno, il cardinale primate di Spagna arriva a vietarlo a tutti i cattolici spagnoli.
La chiusura della Chiesa, formalizzata nello stesso momento storico in cui erano palesi anche le perplessità da parte fascista – e perfino convergente con queste ultime per esempio nella condanna della Massoneria – non mancano di avere pesanti ripercussioni sulla vita sociale del Rotary italiano, dal momento che ogni socio si trovava di fronte alla scelta dolorosa tra rimanere fedeli ai princìpi del movimento e alla propria coscienza religiosa e civica.
Da parte rotariana si cerca tuttavia da subito un chiarimento con la Chiesa: il Presidente italiano principe Piero Ginori Conti sulla rivista “Rotary” del luglio 1928 dà ampie rassicurazioni sull’inesistenza di rapporti con la Massoneria e, un mese dopo, anche il Presidente Internazionale J. B. Sutton, americano e cattolico, impegna sul problema la propria parola d’onore, constatando come «migliaia di laici e sacerdoti cattolici non hanno mai ritenuto l’appartenenza al Rotary incompatibile con la loro appartenenza alla Chiesa».

Gian Paolo Lang con Paolo VI

Gian Paolo Lang (R.C. Livorno) è stato il primo italiano a ricoprire la carica di presidente del R.I.
Da parte rotariana non manca certo la volontà di chiarezza: sia il Presidente italiano, sia il Presidente Internazionale cercano incontri con le gerarchie ecclesiastiche per escludere la dipendenza del Rotary da ogni influsso esterno e in particolare massonico e confermare la struttura e i fini propri del movimento nell’assoluto rispetto di ogni fede ispirata alla retta coscienza individuale e alla dignità morale: una lettera-dichiarazione in tal senso, firmata da Sutton, e il documento finale del congresso di Napoli del 1929 fanno adeguata luce sui rapporti tra Chiesa cattolica e Rotary proprio in tal senso.
Agli inizi degli anni cinquanta tuttavia i rapporti si inaspriscono nuovamente allorché un nuovo decreto in materia del Sant’Uffizio, datato 11 gennaio 1951, ribadisce «l’illiceità per i sacerdoti di iscriversi al Rotary o presenziare alle sue riunioni» (salvo però ammetterlo ai fini di «elevazione spirituale o materiale verso il prossimo») e invita i fedeli a «guardarsi dalle associazioni segrete, condannate, sediziose, sospette che cercano di sottrarsi alla legittima vigilanza della Chiesa».
Ma successivamente si registra un clima di crescente distensione nella reciproca comprensione e fiducia, e già nell’aprile del 1959 papa Giovanni XXIII riceve il Presidente Internazionale Clifford Randall accompagnato da alcuni Governatori: un gesto senza precedenti destinato però ad avere seguito negli anni successivi.
Paolo VI, in una udienza del marzo 1965, tra l’altro afferma: «La vostra attività contribuisce alla formazione e coesione delle classi dirigenti della società; e mentre distingue e qualifica a un livello superiore al comune i soci del Rotary, non li separa, non li oppone alle altre classi sociali, sì bene li stimola ad assumere con più avveduta coscienza le funzioni loro proprie e li esorta a mettersi con più generosa dedizione a servizio del bene comune».

Durante il pontificato di Giovanni Paolo II, infine, si contano diverse occasioni in cui il papa ha espresso il vivo plauso per le attività del Rotary: la già citata Convention romana del giugno 1979, la solenne udienza concessa il 28 febbraio 1989 ai Rotariani del Distretto dell’Italia centrale e soprattutto il “Giubileo dei Rotariani”, in occasione del quale circa sedicimila soci da tutti i distretti italiani ed europei hanno partecipato dapprima a una veglia di preghiera in San Giovanni in Laterano, venerdì 10 marzo 2000, e, il giorno dopo, all’udienza giubilare in piazza San Pietro, nel corso della quale il papa ha indirizzato un saluto agli intervenuti ricordando le fondamentali istanze del Rotary di sviluppare «una rete sempre più ampia di relazioni amichevoli fra le persone sulla base della comprensione, dell’intesa, della pace fra i popoli» e invitando tutti i Rotariani alle soglie del terzo millennio all’impegno «a dare speranza all’uomo di oggi, a sconfiggere la solitudine, l’egoismo ed il male».

Carlo Ravizza con Giovanni Paolo II

Carlo Ravizza (R.C. Milano Ovest), secondo italiano a ricoprire la carica di presidente del R.I. (1999-2000) all’udienza dell’11 marzo 2000 in occasione del «Giubileo dei rotariani»

Rotary e fascismo

I rapporti col fascismo sono da subito tesi, perché di fatto, dal punto di vista ideologico, quest’ultimo non può condividere i princìpi di libertà e comprensione internazionale, propri del Rotary, e sostiene invece un’ ideologia totalitaria e un acceso nazionalismo; a ciò si aggiunge poi l’accusa di una pretesa connivenza con la massoneria, portata avanti soprattutto dai due quotidiani di regime, “La Tribuna” e “Il Tevere”, e dall’influente rivista di Giuseppe Bottai “Critica fascista”. In un promemoria della Direzione generale di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno del febbraio 1930 si legge infatti: «il carattere internazionale del Rotary secondo le finalità del Regime è indubbiamente in contrasto coi principi etici del Fascismo che non ammette, contro lo Stato, l’esistenza di organizzazioni a base internazionale».
Con tutto ciò lo stesso Benito Mussolini mostra un atteggiamento incerto nei confronti del Rotary e non si rifiuta, per esempio, di ricevere i Presidenti Internazionali Arthur Shapp nel 1927 e Robert Cecil nel 1931. Quando, alla fine del 1928, l’estremismo di alcuni gerarchi insiste perché Mussolini firmi un decreto di scioglimento, egli si risolve di accantonare il provvedimento dopo un colloquio col presidente del Rotary italiano, probabilmente per non nuocere all’immagine del fascismo all’estero.
L’associazione quindi, per sopravvivere nei ridotti spazi consentiti, mantiene un atteggiamento di ossequio più o meno obbligato, arrivando perfino alla decisione di richiedere il benestare di Mussolini sul governatore da eleggere.
L’aggravarsi della situazione politica nel corso degli anni trenta e il conseguente isolamento internazionale dell’Italia (dal 1935 ai club si impedisce di partecipare agli incontri rotariani internazionali) compromette tuttavia i rapporti, anche perché il fascismo va assumendo toni sempre più decisi contro la borghesia e gli ambienti moderati.
Restare all’interno del Rotary significa porsi in aperto contrasto col regime, con gravi pericoli per la persona e anche per le attività economiche e professionali di ciascuno, esposte a ritorsioni squadriste; qualcuno già decide di rinunciare alla partecipazione alle attività dei club sotto il peso delle intimidazioni.
Il 14 novembre 1938, infine, i delegati dei 34 Club italiani si riuniscono a Roma sotto la presidenza del senatore Giovanni Attilio Pozzo per deliberare lo scioglimento del Rotary prima che intervenisse in tal senso l’autorità politica, come era avvenuto l’anno prima ai 42 club tedeschi e, l’anno dopo, agli 11 austriaci, sciolti per volere di Adolf Hitler.

Lo schema organizzativo

La struttura organizzativa del Rotary è una piramide rovesciata che permette di mettere in evidenza come il Rotary sia un sistema mondiale di Club di servizio autonomi riuniti nel Rotary International.
Tutto ciò che sta in mezzo tra i Club e il Rotary International (entrambi indicati in giallo) serve a fornire stimolo e aiuto all'azione dei club, a fornirne il coordinamento e a verificarne il rispetto delle norme previste dagli statuti e dai regolamenti.
 

Programmi sotenuti dal Rotary International per mezzo della Rotary Foundation

Polioplus

Rappresenta lo sforzo massiccio del Rotary per sradicare la poliomielite dal mondo, inizialmente entro l'anno duemila, ora entro il 2005, quando si celebrerà il centenario del Rotary. Il ritardo non è tanto dovuto all'imponente impegno finanziario quanto, piuttosto, a difficoltà locali come quelle esistenti in alcuni Paesi africani ove la guerra impedisce interventi organizzati.
Il progetto ha raggiunto dimensioni enormi tanto che centinaia di migliaia di persone lavorano nel mondo in dispensari e presso collettività per sostenere le attività connesse a questa iniziativa riconosciuta come prioritaria dall'Organizzazione Mondiale della Sanità già dal 1988. Il Rotary non è solo in questa lotta, ma lavora in associazione con i governi nazionali, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'UNICEF e altre istituzioni in un contesto di collaborazione fra il settore pubblico e privato di eccezionale rilievo.
Durante questo imponente lavoro si è già raggiunto lo scopo di sradicare la poliomielite dall'emisfero occidentale fin dal 1994, mentre si avanza con notevoli risultati verso l'Asia del Sud e l'Africa. Si stima che il costo totale per l'estirpazione definitiva della poliomielite nel mondo si aggiri sui 2 miliardi di dollari a carico della comunità internazionale. Per raggiungere questo scopo bisognerà provvedere alla vaccinazione costante dei bambini, ma anche alla segnalazione sistematica di tutti i casi sospetti e al funzionamento di una rete di laboratori di analisi. Ogni rotariano dovrebbe essere fiero di questo progetto che, a ragione, può essere considerato il più importante progetto umanitario mai intrapreso.

Le sovvenzioni 3-H

Nel 1978 il Rotary ha varato la più grande attività di servizio umanitario con il programma "Health, Hunger and Humanity" (salute, fame e umanità). Questo programma 3-H è concepito per intraprendere azioni di servizio su larga scala, al di là delle possibilità di singoli club o gruppi di club.

Da allora, più di 85 progetti 3-H diversi, con un costo globale che supera i 45 milioni di dollari, sono stati approvati e iniziati in 58 Paesi. L'obiettivo di questi progetti è quello di migliorare le condizioni sanitarie, di combattere la fame e di sviluppare le condizioni di vita nel mondo e tramite il raggiungimento di questi scopi, di migliorare l'intesa mondiale e la pace nel mondo. Il primo progetto 3-H riguardò l'immunizzazione di 6 milioni di bambini filippini dalla poliomielite. Questa iniziativa diede origine al programma denominato "Polio Plus".
Di pari passo con l'aumento delle sovvenzioni 3-H si sono sviluppati nuovi programmi destinati all'aiuto alle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo. Oggi, oltre all'immunizzazione massiccia dalla poliomielite di più di un miliardo di bambini nel mondo, il programma 3-H contribuisce al lancio di programmi nutrizionali, di formazione professionale, all'installazione di reti irrigue per migliorare i raccolti, alla riabilitazione di persone colpite dalla poliomielite.

Tutti i programmi 3-H sono sovvenzionati grazie alle generose donazioni dei rotariani alla Rotary Foundation. Si può considerare che il programma 3-H rappresenti la più importante iniziativa del Rotary in favore di coloro che sono nell'indigenza, senza alcuna discriminazione.

Le borse di studio della Rotary Foundation

La Rotary Foundation è il più importante distributore privato di borse di studio al mondo. Nel 1947, diciotto studenti, qualificati come "Rotary Fellow", provenienti dai diversi Paesi vennero selezionati quali ambasciatori di buona volontà durante un anno di studio in un altro Paese. Da allora circa 335 milioni di dollari hanno permesso di attribuire borse di studio a circa 30.000 giovani di più di 125 Paesi, permettendo loro di recarsi in 105 diverse nazioni. L'obiettivo di questo programma è quello di contribuire ai buoni rapporti internazionali e i borsisti devono impegnarsi a svolgere la loro missione di ambasciatori di buona volontà presso il Paese che li accoglie, partecipando anche a manifestazioni rotariane e di altre organizzazioni.

Ciascun borsista è assistito da un consigliere che ha l'incarico di facilitare la sua integrazione nella cultura del Paese ospitante e in seno al Rotary. Questo programma di assegnazione di borse di studio è conosciuto internazionalmente con l'appellativo "Ambassadorial Scholarship Program".

Dal 1995 La Rotary Foundation offre due nuovi tipi di borse di studio: le borse a durata pluriennale attribuite per due o tre anni allo scopo di consentire di ottenere un diploma all'estero e le borse della durata di tre e sei mesi per i corsi di lingue.

Lo "Scambio di gruppi di studio"

Uno dei programmi più noti e gratificanti della Rotary Foundation è costituito dallo scambio di gruppi di studio "Group Study Exchange" o, più brevemente, "GSE". Dal primo scambio che ha avuto luogo nel 1965 fra distretti della California e del Giappone, questo programma ha offerto un'indimenticabile esperienza educativa a più di 35.000 giovani, uomini e donne, imprenditori o professionisti, che hanno composto circa 6500 gruppi, dato che ogni gruppo è costituito, di norma, da un rotariano (team leader) e da quattro giovani non rotariani, né parenti di rotariani (team members).

Questi gruppi si scambiano, in genere contemporaneamente e per la durata da quattro a sei settimane, fra due distretti di nazioni diverse che partecipano a questa iniziativa. Dal 1965 la Rotary Foundation ha devoluto circa 60 milioni di dollari in favore di questo programma. L'interesse dello scambio di gruppi di studio consiste nel fatto che viene offerto ai partecipanti la possibilità di parlare, incontrare, essere ospiti di famiglie di rotariani in un'atmosfera di amicizia e di cordialità, ma anche di approfondire le conoscenze del Paese ospitante visitando fabbriche, aziende agricole, scuole, ospedali, istituzioni nazionali ecc..

Nel contempo i partecipanti a questo scambio svolgono anche il ruolo di ambasciatori del loro Paese presso quello ospitante. Spesso questi incontri si trasformano in amicizie stabili e sono occasioni per pensare ad altre iniziative rotariane anche di carattere umanitario. Senza dubbio il programma di scambio di gruppi di studio costituisce una delle iniziative più piacevoli, pratiche e costruttive per promuovere i buoni rapporti internazionali.

Le "Sovvenzioni paritarie"

Fra i programmi della Rotary Foundation vi sono quelli che riguardano i "matching grants" o sovvenzioni paritarie. Questi hanno lo scopo di aiutare club e distretti nell'affrontare progetti di servizio internazionale.

Dal 1965 sono stati attribuiti più di 6500 sovvenzioni per progetti riguardanti 165 Paesi e per un importo di circa 60 milioni di dollari. Il sistema funziona nel modo seguente: i club o i distretti devono raccogliere una somma almeno uguale a quella chiesta alla Fondazione e questa somma, per almeno metà dell'importo, deve provenire da un Paese che non sia quello ove si realizzerà il progetto.
Progetti così finanziati sono serviti e servono per modernizzare ospedali, sviluppare programmi scolastici, trivellare pozzi d'acqua, aiutare malati o portatori di handicap che necessitino di speciali cure, per attrezzare orfanatrofi, per distribuire generi alimentari e per molte altre iniziative di interesse pubblico mondiale. Alcuni di questi progetti, sovvenzionati con il sistema dei matching grants, hanno un valore situato fra i 15 e i 50 mila dollari, ma la maggioranza di questi si collocano fra i 5 e i 10 mila dollari.

Questo sistema di intervento non consente di utilizzare le somme per acquistare terreni o case, e non può essere utilizzato per completare progetti già in corso. I progetti richiedono l'intervento personale dei rotariani e i benefici di questi devono andare oltre al vantaggio di coloro che li hanno richiesti. Questo programma è molto importante perché incoraggia i club ad intraprendere progetti di servizio internazionale di grande utilità a favore di Paesi particolarmente svantaggiati e, nel contempo, rinforzano la buona volontà e la comprensione in accordo con i principi della Rotary Foundation.

Le "Sovvenzioni Carl Miller"

Nel 1963 venne eletto Presidente del Rotary International Carl Miller per il quale l'azione umanitaria era responsabilità collettiva e di ognuno. Di conseguenza, durante il suo mandato, incoraggiò la cooperazione internazionale dei club e dei distretti e il gemellaggio di questi divenne un elemento centrale dell'azione di interesse pubblico mondiale.

Carl Miller e sua moglie Ruth diedero una generosa donazione per creare il programma detto delle "sovvenzioni per la ricerca'" (discovery grants). Queste sono destinate a stimolare l'impegno internazionale dei club e dei distretti offrendo fino a 3000 dollari per finanziare i viaggi e le spese afferenti lo sviluppo di un progetto di azione internazionale.

Questo tipo di sovvenzione non finanzia il progetto stesso, ma sostiene la presa di contatto necessaria durante la fase preliminare del progetto. Solamente i club e i distretti o gruppi di club possono beneficiare di questi aiuti che vengono attribuiti dalla Fondazione due volte all'anno, in agosto e in febbraio.

Il programma di aiuti in caso di calamità

Quando una regione viene colpita da catastrofi naturali il programma di aiuto, costituito a questo scopo, si mette in funzione in brevissimo tempo. Modeste somme di non più di 5000 dollari possono essere messe a disposizione da parte del Presidente Internazionale per venire incontro alle prime necessità di chi è rimasto senza tetto o senza mezzi a seguito di un'inondazione, di un terremoto o di altri eventi naturali.

A seguito di quest'aiuto iniziale, normalmente, il Segretario Generale lancia un appello a tutti i Rotary Club del mondo affinché collaborino alla raccolta di fondi, viveri, medicinali, coperte o quant'altro necessario. In genere questa procedura dura alcuni mesi durante i quali vengono inviati aiuti supplementari ai club e ai distretti colpiti dalla catastrofe. Uno speciale fondo di soccorso è stato costituito dagli amministratori del Rotary allo scopo di poter intervenire praticamente in tempi molto rapidi.

Lo stesso Presidente Internazionale può intervenire immediatamente per il tramite del Governatore del distretto colpito. Contribuire al rafforzamento del fondo di soccorso è un modo per aiutare in maniera significativa la Fondazione a favorire la buona volontà e l'intesa internazionale.

Il programma del Rotary per la pace

Un programma speciale della Rotary Foundation venne etichettato all'inizio come "Forum per la pace del Rotary". Infatti, nel 1982, la commissione per i nuovi orizzonti e la commissione per l'intesa e la pace mondiale progettarono di creare un centro o un percorso educativo per promuovere la migliore comprensione reciproca e la pace nel mondo.

Nel 1984 questo programma fu ripreso e sviluppato dalla commissione per i Nuovi Programmi della Rotary Foundation. Lo scopo del programma del Rotary per la pace consiste nell'utilizzare le risorse mondiali non governative del Rotary per realizzare un programma educativo incentrato sulle cause dei conflitti fra nazioni e sulle influenze e attività di coloro che operano in favore della pace, dello sviluppo, della buona volontà.

Questo programma si articola in seminari, pubblicazioni e incontri che hanno lo scopo di favorire il dialogo mondiale per raggiungere la distensione internazionale. Programmi specifici imperniati sulla pace vengono scelti due volte all'anno dagli amministratori della Fondazione e numerosi altri programmi sono illustrati in occasione del Congresso Presidenziale.

La lotta contro l'analfabetismo

Si stima che un miliardo di persone, ovvero un sesto della popolazione mondiale sia incapace di leggere. Questa constatazione è fonte di grande preoccupazione sia per i Paesi sviluppati che per quelli in via di sviluppo, sia nei confronti dell'infanzia che degli adulti. Il numero di adulti illetterati cresce, nel mondo, di circa 25 milioni all'anno!

Anche gli Stati Uniti non sono risparmiati da questo stato di cose: si pensa che un quarto della popolazione sia da considerarsi illetterata, qui, specialmente a causa dell'ignoranza informatica. La tragedia di questa situazione è evidenziata dal fatto che le persone incapaci di leggere e scrivere perdono la loro indipendenza, diventano vittime di manipolazioni e della miseria perdendo il gusto della vita.

L'analfabetismo è un grande ostacolo per l'intesa mondiale, per la pace sociale, per il progresso economico e civile. Nel 1978, la commissione 3H (Health, Hunger, Humanity Committee) ha considerato la lotta contro l'analfabetismo come programma prioritario e ha sponsorizzato l'edizione di un'opera educativa e di riferimento scientifico intitolata The right to read (Il diritto all'alfabetizzazione). Questo libro, fatto stampare da Eve Malmquist, allora governatore del distretto di Linkoping in Svezia, fu il precursore del programma del Rotary per combattere l'analfabetismo. Nel 1985 il Board approvò il lancio di una campagna contro l'analfabetismo nel mondo della durata di dieci anni, poi, nel 1992 fu fatta proseguire fino al 2000 e, nel 1997, fino al 2005.

Molti club si sono sensibilizzati a questo programma e dispensano libri di lettura, si impegnano nell'insegnamento o sviluppano, con altri club di Paesi con gravi arretratezze, specifici interventi. Anche in questa circostanza i rotariani possono svolgere un'azione preziosa di sostegno alla lotta contro l'analfabetismo, nell'interesse della comunità internazionale.

Progetti in favore degli anziani

Nel 1990 il Consiglio Centrale ha invitato i rotariani a impegnarsi in nuovi progetti in favore degli anziani basati, essenzialmente, su attività di integrazione nella società e nel mondo del lavoro e, l'anno dopo, ha raccomandato di intraprendere queste azioni con gli stessi anziani. La nostra società sta invecchiando, di conseguenza non si può prescindere dal considerare come estremamente importante l'identificazione e, possibilmente, la soddisfazione delle necessità degli anziani. Quando le persone invecchiano, in linea di massima desiderano conservare la loro indipendenza, come ragione di vita e di dignità personale.

Per questo molti club si attivano per venire incontro a problemi legati all'età come la malnutrizione, la salute, la solitudine, l'incapacità di movimento, la non conoscenza delle istituzioni pubbliche che possono alleviare specifici disagi. Altri club hanno attivato un programma chiamato "nonni" con l'intento di lanciare un ponte intergenerazionale lungo il quale persone della terza età mettono a disposizione la loro esperienza in favore dei giovani e, per converso, molti rotariani offrono i loro servigi per dei compiti che le persone anziane non sono più in grado di svolgere da sole.

Ogni rotariano e ogni club dovrebbero sentirsi sensibilizzati dal problema della terza età e dovrebbero partecipare attivamente ai programmi di aiuto dedicati agli anziani. Si tratta di un'azione di pubblico interesse alla quale ognuno di noi deve essere interessato, oggi come attore, domani, forse, come fruitore.

(tratto dal sito: http://www.rotarytorino45.it/rotary/foundation.htm)
 

La Rotary Foundation


L'inizio della Rotary Foundation

Nel 1917 il Presidente del Rotary, Arch Klumph, annunciò ai delegati convenuti ad Atlanta per il congresso annuale che "sarebbe stato opportuno accettare delle donazioni allo scopo di utilizzarle per fare del bene nel mondo". La reazione del congresso fu tiepida, tanto che queste auspicate donazioni ci misero del tempo prima di materializzarsi. Un anno più tardi i "Fondi di dotazione del Rotary", come allora venivano denominati, ricevettero un primo contributo di 26,50 dollari dal Rotary Club di Kansas City! Ogni anno seguente furono versati al Fondo modesti contributi tanto che, sei anni più tardi, la dotazione raggiungeva a fatica i settecento dollari. Dieci anni dopo questo faticoso inizio, nel 1928, la Fondazione Rotary fu ufficialmente costituita durante il congresso di Minneapolis. Nei quattro anni seguenti entrarono nelle casse della Fondazione più di 50.000 dollari e, nel 1937, fu annunciato l'obiettivo di raccogliere 2 milioni di dollari. Questo venne vanificato dagli avvenimenti bellici che sconvolsero il mondo poco più tardi.
Nel 1947, alla morte di Paul Harris, cominciarono ad affluire cifre importanti alla memoria del fondatore e da allora la Fondazione ricevette donazioni sempre più generose. Oggi la Fondazione raccoglie annualmente circa 65 milioni di dollari con i quali realizza programmi educativi e umanitari a carattere internazionale.


Il fondo permanente della Rotary Foundation

Arch Klumph, il padre della Fondazione, fin dall'inizio espresse chiaramente il concetto che venne sempre seguito dagli amministratori di questa iniziativa: "La Fondazione non deve essere considerata in termini provvisori, bensì in funzione di intere future generazioni". Questo è il motivo per il quale il fondo permanente della Fondazione è essenziale per i futuri programmi educativi e umanitari del Rotary. Infatti, mentre la "dotazione" si accresce anno dopo anno, solo il frutto degli interessi generati dagli investimenti del capitale viene utilizzato per finanziare i programmi della Fondazione. In questo modo il fondo permanente fornisce un sostegno stabile e costante alla Fondazione garantendo sempre un elevato livello di attività e permettendo di creare nuovi programmi per il futuro. La Fondazione rende omaggio a tutti coloro che contribuiscono al fondo permanente con una somma di almeno 1000 dollari, attribuendo loro il titolo di benefattore della R.F.. Nel 1998 vi erano più di 36.000 benefattori con queste caratteristiche, nel mondo.
Si elencano i principali programmi sostenuti dal Rotary International per mezzo della Rotary Foundation (che saranno illustrati nel numero 6)
Polioplus
Le sovvenzioni 3-H
Le borse di studio della Rotary Foundation
Lo "Scambio di gruppi di studio"
Le "Sovvenzioni paritarie"
Le "Sovvenzioni Carl Miller"
Il programma di aiuti in caso di calamità
Il programma del Rotary per la pace
La lotta contro l'analfabetismo
Progetti in favore degli anziani
Riconoscimenti assegnati dalla Rotary Foundation
La "Citazione per servizi meritori" e la "Distinzione per servizi eccezionali "
Gli amministratori della Fondazione propongono, a volte, riconoscimenti speciali a persone che hanno reso servizi di tutto rilievo alla Fondazione. La citazione per servizi meritori (citation for meritorious services) viene riservata a un rotariano che si sia distinto in modo particolarmente meritorio nella promozione di programmi che abbiano portato ad un miglioramento nell'intesa fra Paesi.
Il secondo riconoscimento (distinguished service award) viene attribuito ad un rotariano che si sia dedicato intensamente alla Fondazione, al di là delle frontiere del proprio distretto e per molti anni. Queste due citazioni compensano i servizi resi e non le donazioni.
Il "Paul Harris Fellow" e il "Paul Harris Sustaining Member"
Senza dubbio la decisione più importante per incoraggiare le donazioni alla Fondazione risale al 1957, quando, per la prima volta, è stata proposta l'idea di dare un tangibile riconoscimento a tutti coloro che avrebbero donato alla Fondazione 1000 dollari: la medaglia denominata Paul Harris Fellow accompagnata da un attestato di benemerenza.
Il valore di benemerenza del "Paul Harris Fellow" si è progressivamente affermato tanto che, molto spesso, il riconoscimento viene assegnato a persone benemerite, anche se non rotariane, su iniziativa di qualche socio, di qualche club o anche del Distretto, che fanno alla Fondazione una donazione per conto della persona cui vogliono attribuire la benemerenza.
Esiste anche un altro attestato di riconoscenza denominato Paul Harris Sustaining Member che viene attribuito a quelle persone che versano una somma di 100 dollari con l'intenzione dichiarata di raggiungere i 1000 dollari. Al raggiungimento di quel traguardo quelle persone verranno pure insignite della Paul Harris FelIow. Nella lista della Fondazione, apparivano, nel 1998, 625.000 Paul Harris Fellow e 215.000 Sustaining members. Insegne diverse e distinguibili vengono attribuite a coloro che versano multipli di 1000 dollari.

(tratto dal sito: http://www.rotarytorino45.it/rotary/foundation.htm)
 

Lo sviluppo

Chesley R. Perry fu il più infaticabile collaboratore di Paul Harry nella realizzazione del sogno di espansione mondiale del Rotary. Insieme pianificarono la costituzione di un’associazione di tutti i club che si materializzò nella Convention di Chicago nell’Agosto del 1910, che raccolse un centinaio di delegati i quali approvarono l’atto costitutivo e lo statuto e nominarono Paul Harris presidente dell’Associazione e Chesley Perry segretario, incarico che ricoprì fino al 1942, mentre a Paul, nominato nel 1912 “Presidente emerito” del Rotary International successe Glen Mead.
Per facilitare la diffusione del Rotary in tutto il mondo ed assistere i club già esistenti vennero costituiti dei segretariati, il primo a Londra e poi altri due a Lugano e a Bombay.
Nel 1911 nacque la prima rivista rotariana “The Rotarian” diretta da Leland Case e, per l’edizione spagnola, da Manuel Hinojosa.
Nel 1912 quando Winnipeg e Londra vennero a far parte dell'associazione, vi erano in totale 50 club.
Nel 1913, un tornado investì il Nebraska mentre l'Ohio e l'Indiana furono colpiti da devastanti inondazioni. I Rotary club di quegli stati, sostenuti da tutti gli altri club della nazione, intrapresero subito azioni di soccorso e di supporto alla popolazione con consegna di viveri per uomini e animali, contribuendo poi alla ricostruzione. Il Rotary aveva così superato la prima grande prova come organizzazione al servizio degli altri.
Poi venne la prima guerra mondiale e i Rotary club delle Isole Britanniche e del Canada dimostrarono il loro valore in questi difficili momenti, come quelli degli Stati Uniti e di Cuba quando le loro nazioni entrarono in guerra. Il Rotary dimostrò di essere una delle più grandi risorse dell'America: gli incontri rotariani, che si decise di non interrompere, si dimostrarono grandi occasioni per tenere alto il morale, un momento importante per stare insieme e pianificare ulteriori e più grandi azioni di servizio; le Convention del 1917 e 1918 furono dedicate interamente al servire in guerra; i rotariani parteciparono con profondo zelo alle campagne per i cosiddetti "prestiti della libertà", si presero cura degli appezzamenti rimasti incolti, organizzarono biblioteche all'interno delle caserme e dei quartieri militari e nelle città vicine ai centri di addestramento, si impegnarono per offrire ai soldati compagnia e solidarietà. I Rotary club organizzarono inoltre raccolte di abiti ed altri generi da inviare in Europa alle popolazioni colpite dalla guerra. Immediatamente dopo la dichiarazione di guerra degli Stati Uniti, gli oltre trecento Rotary club allora presenti a livello nazionale, istituirono un comitato a Washington per offrire la loro cooperazione. Si adoperarono in modo particolare perché i nostri soldati fossero riconosciuti come giovani patriottici che dovevano sentirsi a proprio agio in qualsiasi città o paese si fossero accampati.
Al termine della prima guerra mondiale, le più alte autorità governative espressero la propria gratitudine affermando che di tutte le organizzazioni che avevano risposto con fedeltà e spirito patriottico alla richiesta di aiuto del governo, nessuna era stata superiore al Rotary in fatto di prontezza, efficacia e risultati ottenuti.
Durante gli anni della guerra non ci fu una grande espansione ma il numero dei club negli Stati Uniti in Canada, Gran Bretagna, Manda e Cuba continuò a crescere in modo costante e nel 1919 solo negli Stati Uniti si contavano più di 500 club, altri 24 in Gran Bretagna ed Irlanda, 23 in Canada. Era stato fondato un club anche in Cina ed uno nelle Filippine. Nel giro di un anno o due, altri club furono istituiti in Uruguay, Argentina, Panama, India, Spagna, Giappone, Francia, Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa, Brasile e Perù.

1918
Uno dei meno conosciuti Rotary Club, e infatti uno a cui non era stata data la “carta”, era l’Alleato Rotary Club di Francia. Prima di lasciare gli Stati Uniti per l’Europa durante gli ultimi giorni della prima guerra mondiale, Ancil Brown, Segretario del Club di Indianapolis e revisore dell’YMCA, fu autorizzato dal Consiglio dell’Associazione Internazionale dei Rotary Club (IARC) ad organizzare delle riunioni per i rotariani che si trovavano a Parigi o nelle sue vicinanze.
Il primo Rotary Club in Asia fu quello di Manila

1919 Sono organizzati I primi club in Australia e Nuova Zelanda

1921 L’Associazione Internazionale dei Rotary Club (IARC) prende il nome di Rotary International (R.I.)

Ancora una volta in cielo si addensarono le nubi della guerra.
Le attività dei Rotary club nel periodo dal 1939 al 1945 sono troppo numerose per poter consentire di andare oltre la semplice menzione.
Durante la seconda guerra mondiale, in alcuni paesi vittime di aggressioni e invasioni, alcuni Rotary club furono costretti a sospendere le loro attività pubbliche, ma ogni qualvolta fu possibile, continuarono ad incontrarsi. Nei paesi non direttamente coinvolti dai combattimenti o non invasi, i Rotary club entrarono subito in azione, rispondendo con prontezza ed efficacia agli appelli dei loro governi e ai bisogni dei propri concittadini. Diedero sostegno e aiuto alle truppe dei paesi alleati che si esercitavano sul loro territorio e ai rifugiati che chiedevano asilo nel loro paese.
I soci dei cinquecento Rotary club della Gran Bretagna furono duramente colpiti dallo shock delle devastanti incursioni aeree, ma dopo aver perso qualche club e alcuni soci in altri club, tornarono in azione più forti di prima. I rotariani francesi non si arresero mai, se non quando furono costretti a farlo dagli invasori nella parte occupata del paese. Charles Jourdan-Gassin, che fu ospite alla Convention del 1937 a Nizza, in Francia, continuò a svolgere il proprio ruolo di governatore di distretto per tutto il periodo della guerra. In vari paesi i rotariani furono tanto determinati a mantenere viva l'associazione da rischiare di subire le contromisure dell'invasore incontrandosi in segreto.
Moltissimi furono gli episodi da ricordare come facenti parte della storia del Rotary, accaduti in periodo di guerra. Un rotariana polacco, che aveva svolto il ruolo di presidente nel Rotary International, camminò per due miglia per raggiungere l'Ambasciata americana a Varsavia, sotto un bombardamento incessante, per inviare quello che avrebbe potuto essere il suo ultimo saluto al segretariato di Chicago. I club rotariani danesi emularono il coraggio del loro re e continuarono ad incontrarsi nonostante l'occupazione nazista. Il Rotary Club di Manila tenne i propri incontri su battane dopo che la loro città fu occupata e Carlos Romulo riuscì a fuggire in America per raccontarlo.
Nella lontana Cina, il Rotary Club di Chungking continuò a riunirsi ogni settimana, indipendentemente dal numero di bombe che continuavano a cadere. A Calcutta, in India, si tenne comunque una Conferenza distrettuale nonostante fossero in corso dei bombardamenti e il nemico fosse ormai vicinissimo.
I rotariani tedeschi, italiani e giapponesi non appena i loro governi approvarono o intrapresero piani di aggressione, non riuscirono più a continuare i loro incontri, ma nessuno mette in dubbio che lo spirito del Rotary abbia continuato ad esprimersi attraverso molti uomini di buona volontà presenti in questi paesi, così come avvenne nei territori successivamente occupati, nonostante la sospensione degli incontri.

1945 IL ROTARY E LE NAZIONI UNITE:
Quarantanove rotariani aiutarono a stendere la bozza della Carta della Nazioni Unite a San Francisco. Molti dei delegati che arrivarono da tutto il mondo erano anche membri di Rotary club. Domanda? Come mai il Governo Americano chiamò il Rotary per coinvolgerlo in questo movimento di pance nel 1945?

27 gennaio 1947 Dopo molti anni di malattia, il fondatore del Rotary Paul Harris morì.

1965 La Fondazione Rotary lancia i programmi “Matching Grants” e “Scambio Gruppi di Studio”.

1978 Alla convention di Tokyo il Rotary International è più grande che mai: 39.834 partecipanti.

1985 Il Rotary annuncia il programma PolioPlus per immunizzare tutti I bambini del mondo contro la poliomielite.

1987 La Suprema Corte degli Stati Uniti statuisce che le donne possono diventare membri del Rotary.

1989 Il Consiglio di Legislazione cambia lo statuto e il regolamento del Rotary per includere le donne.

1990 Il Rotary Club di Mosca viene autorizzato come primo club dell’Unione Sovietica.

1994 Il Rotary torna in Cina ad Hong Kong.
 

Prologo di Paul Harris al libro “La Mia strada verso il Rotary” – Edizione in lingua italiana del Distretto 2070.

Due cose reputo importanti nella mia vita di ultrasettantenne: la mia valle nel New England e il Rotary. Spesso mi sono sentito dire: "Non avresti mai pensato che il Rotary sarebbe diventato quella potenza internazionale del bene che è oggi. Hai costruito qualcosa di più solido di quanto tu stesso pensassi". E' senz'altro vero, cari amici, e sebbene all'inizio non fosse affatto chiaro quale strada avrei dovuto percorrere, avevo un obiettivo che mi spronava ad andare avanti.
L'origine del mio contributo per la costituzione del movimento risale ai giorni trascorsi nella mia valle, alla cordialità dei suoi abitanti, alla loro tolleranza politica e religiosa. In un certo senso, si potrebbe dire che il Rotary è stato frutto di quella comunità. Mi propongo quindi di raccontarvi alcuni episodi della mia fanciullezza trascorsa nella mia valle nel Vermont.
Ho imparato a conoscere gli abitanti, le montagne e le valli del New England grazie alle esperienze vissute attraverso gli occhi di un ragazzo. Questo ragazzo, ovviamente, sono io, ma essendo ormai trascorsi così tanti anni da allora, l'anziano signore di oggi, considera quel ragazzo una persona diversa da sé stesso. Naturalmente conosco bene il piccoletto, conosco bene i sogni, il misticismo, l'impetuosità d'animo e le bricconate che lo caratterizzavano. Avevano il pepe dell'impudenza e lo zucchero dell'amore per quel fantastico mondo in cui si trovava e dell'affetto per i suoi nonni anziani che avevano creato per lui una casa.
Alcuni vanno sulle montagne per cercare ispirazione, altri per riposare. Molti uomini di cultura hanno scritto saggi sulle montagne, i poeti ne cantano le bellezze, gli artisti le dipingono. Il ragazzo le percorre in lungo e in largo. E perché non dovrebbe, non sono forse state create perché i suoi piedi mai stanchi potessero scalarle? Per quanto alte possano essere, il suo spirito si eleva al di sopra di esse. Gli appartengono per poter ogni volta trionfare su di esse. E' esuberante, esulta ed il suo cuore trabocca della gioia esaltante di vivere. Il ragazzo è il re del creato, tuttavia, per quanto triste possa sembrare, i ragazzi sono destinati a divenire uomini. Si dice qualche volta che il ragazzo non sia altro che il padre dell’uomo; è lui che guida l'uomo per i sentieri già percorsi. L'uomo non può mai allontanarsi troppo dal ragazzo. Ciò che il ragazzo ha amato, è ciò che l'uomo ama. Quanto il ragazzo ha spigolato qua e là contribuisce a formare l'esperienza di vita dell'uomo.
L'autore di questo libro ha una ragione speciale per essere grato al ragazzo dei suoi insegnamenti. L'amore per la vita all'aria aperta, la benedizione di una casa ben governata nel New England, l'importanza dell'istruzione e del perseguire nobili ideali. Il ragazzo ha insegnato all'uomo la necessità di essere tollerante nei confronti di tutte le fedi religiose e politiche. Gli ha insegnato a non essere troppo critico verso le opinioni degli altri, qualunque esse fossero. Il ragazzo ha insegnato all'uomo le gioie dell'amore per il prossimo, della cordialità e della buona predisposizione verso tutti. Ci è voluto un po' di tempo prima che queste lezioni venissero assimilate dal ragazzo ormai cresciuto e troppo occupato a divertirsi, ma sono lieto di dire che alla fine l'uomo ha preso seriamente gli insegnamenti del ragazzo ed ha cercato di trasmetterli ad altri.
Che cos'è il Rotary? A migliaia hanno cercato di rispondere ognuno a proprio modo. E' più semplice enumerare tutto ciò che il Rotary fa, piuttosto che dire che cos'è. Di recente qualcuno ha detto: "Se il Rotary ci ha incoraggiato a considerare la vita e gli altri con maggior benevolenza, se il Rotary ci ha insegnato ad essere più tolleranti e a vedere sempre il meglio in ognuno, se il Rotary ci ha permesso di creare contatti interessanti e utili con altri che a loro volta stanno cercando di catturare e trasmettere la gioia e la bellezza della vita, allora il Rotary ci ha dato tutto ciò che possiamo attenderci".

Chicago, ottobre 1945


Paul Harris - Dalla nascita alla fondazione del Rotary

19 aprile 1868
Paul Percy Harris è nato a Racine, nel Wisconsin, da George H. e Cornelia E. Harris.
Paul Harris, a causa delle difficoltà finanziarie dei genitori, non visse con loro, ma venne cresciuto da suo nonno. Questo spiega il perché ha lasciato la casa di Racine.
Paul scrive che suo nonno ha avuto una forte influenza nella sua vita futura: il nonno gli ha donato le indicazioni per il successo nella vita. Egli gli ha insegnato una cosa sopra tutte: la tolleranza.

1871-1888
Venne espulso dal liceo Black River, frequentato da Calvin Coolidge, quindi si diplomò al liceo del Vermont.

1891
Paul ottiene la laurea in legge. Un ex studente di legge raccontò alla sua classe: “Andate in una piccola città e rendetevi ridicoli per cinque anni, quindi andate in una grande città”. Paul, invece, si prese cinque anni per vedere il mondo come giornalista (reporter), attore, cowboy (mandriano), marinaio, venditore di granito, raccoglitore di frutta e commesso di albergo.

1896
Arriva a Chicago e apre uno studio legale, che presto diviene importante. A causa di un problema di salute non esercita più la professione di avvocato a partire dai primi anni ‘30. Ma lo studio Harris, Dodds e Brown proseguì l’attività per molti anni e lo studio legale che li ha succeduti ha oggi il medesimo numero di telefono di allora.

1900
Invitato ad una cena da un amico avvocato, Bob Franks, Paul Harris è inspirato a iniziare una organizzazione dove gli uomini di differenti professioni possano riunirsi in amicizia. Passa circa cinque anni considerando tale possibilità.

Giovedì sera, 23 febbraio 1905
A Chicago, Illinois, USA, il trentasettenne avvocato Paul Percy Harris, fresco di cinque anni selvaggi e senza vincoli e quattro anni di costruzione di una pratica legale di successo, ha un’idea… Fu grazie alle osservazioni sul successo e sul rispetto che è potuto arrivare all’organizzazione delle conoscenza professionali. Cinque anni erano passati e lui aveva pensato molto fino al momento in cui lui e Silvestre Schiele camminarono verso l’ufficio di Gus Loehr, alla stanza 711 in quella fredda notte invernale, quasi nove anni dal suo arrivo a Chicago.
Diverse settimane dopo, Schiele fu eletto il primo presedente del Rotary come ringraziamento in quanto le riunioni si tenevano nel suo ufficio. Harris suggerì diversi nomi, uno di questo fu “Rotary” (a rotazione).
Arthur Sheldon e Chesley Perry aderirono insieme al Club di Chicago nel 1908. Sheldon creò il sistema di classificazione e scrisse a mano la frase “Guadagna più di tutti chi serve meglio di tutti”. Harris descrisse la sua comprensione della filosofia di Sheldon. Nel frattempo, nessuno nel Club di Chicago era in favore dell’“estensione” che avrebbe potuto occupare troppo tempo delle loro riunioni. Ches Perry fu nominato capo della commissione per l’estensione nella speranza che avrebbe fermato la pazzia di Harris, specialmente la “la propagazione mondiale del Rotary”.

Tratto e tradotto dal sito
http://rotaryhistoryfellowship.org/presidents/1910harris/paulharris/

La storia del Rotary in Italia
Il 19 giugno 1923 viene fondato a Milano il primo Rotary Club Italiano ad opera di uno scozzese, James Henderson, un irlandese, Giulio Culleton, un inglese, Reginald Prince Mountney, ed un gruppo di italiani. L'impegno comune è quello di affermare principi etici e morali nei rapporti interpersonali e professionali, e di essere disponibili ad aiutare gli altri al di sopra del proprio interesse personale, senza distinzione di razza, di religione e di ideologia.
Lo sviluppo fu rapido.
Nel 1924 venne costituito il Rotary club di Trieste. Nel 1925 vennero fondati nuovi club a Roma, Torino, Napoli, Palermo, Genova (Gennaio), Firenze, Livorno, Venezia (Marzo), Bergamo (Giugno), Parma e Cuneo (Ottobre). Il primo Distretto (il 46° Distretto del Rotary Internazionale) venne costituito a Milano il 3 Febbraio 1925. Primo Governatore Distrettuale fu James Henderson.
Nel 1925 venne inoltre costituito il Consiglio Nazionale dei Rotary Club con funzione consultiva a disposizione dei Club. Il costante sviluppo che aveva consentito al Rotary Italiano di proporsi come capofila del Rotary Europeo si interruppe il 14 Novembre 1938, quando il Consiglio Nazionale deliberò l'autoscioglimento, invitando i Rotary Club Italiani a cessare ogni attività entro il 31 dicembre successivo.
Attività che vennero riprese con la prima riunione nel 1944, la ricostituzione dei Rotary Club e la fondazione di nuovi club negli anni successivi.
Nel frattempo il Rotary si trovò a dover ricomporre i rapporti con il Vaticano e vi riuscì per merito di un eminente rotariano: Omero Ranelletti, già Presidente del Rotary club di Roma e Governatore di quel Distretto. Superati i momenti difficili dello scioglimento prima, e dei rapporti con la Chiesa poi, il Rotary italiano si sviluppò con forte impegno e vigore ottenendo credito e fiducia dalla comunità rotariana internazionale fino alla nomina di un proprio socio del Rotary Club di Livorno, Gian Paolo Lang, a Presidente del Rotary Internazionale (1956-1957). Riconoscimento che il Rotary Italiano ha ottenuto nuovamente con la nomina a Presidente del Rotary Internazionale, per l'anno Rotariano 1999-2000, del Socio del Rotary Club Milano Sud, Carlo Ravizza.

LETTERA APERTA AD UN NUOVO ROTARIANO di Massimo Stanghellini Perilli
Questa "lettera" è stata scritta dal socio fondatore del Rotary Club di Ravenna Massimo Stanghellini Perilli come post-fazione del Volume "II Rotary - Un'idea, una storia Chicago l905 - Ravenna 1995" - a cura di Claudio Widmann, pubblicato dal Rotary Club di Ravenna nel 1994 per i tipi della Longo Editore.

Caro nuovo amico,
consenti non solo al più vecchio del nostro club, ma - credo - a uno dei più vecchi e anziani dell'intero distretto, di esprimerti il proprio pensiero e anche qualche consiglio. E' passato quasi mezzo secolo da quando, con alcuni amici, ho fondato, nel 1948, il nostro club e da allora ho assistito alla profonda evoluzione del nostro Rotary come, forse, doveva avvenire. Molte cose sono cambiate: il Rotary si è sempre più diffuso nel mondo, i distretti, i club e i soci sono enormemente aumentati. Ma sono enormemente cresciute le responsabilità; non tanto negli ideali, ovviamente immutati, quanto nella difficoltà di estendere i rapporti personali, tanto importanti per mantenere lo spirito rotariano.
Consentimi un'osservazione del tutto personale e certamente non condivisa in alto loco: la proliferazione dei distretti e dei club ha ristretto la possibilità dei contatti e dei rapporti di amicizia fra i rotariani.
Ricordo con nostalgia le Assemblee, quando il distretto era unico, le opportunità di incontri coi rotariani dei club anche più lontani e i nascenti rapporti di conoscenza e di amicizia. Tutto cambia, e pure il Rotary, per adattarsi all'inevitabile evoluzione del mondo e della società. Ma questo cambiamento non deve e non può incidere sulla vita e sugli ideali del Rotary, quali furono fissati da Paul Harrys. Non posso quindi che richiamare alla tua attenzione certi principi fondamentali: il sentimento di amicizia, base di ogni associazionismo, la lealtà verso tutti, l'esempio per la famiglia e per la società e, è superfluo dirlo, l'onestà. Ma altrettanto importanti sono i rapporti fra noi soci. E' naturale che, nelle riunioni, si formino piccoli gruppi che si sentono più affini per professione, gusti e cultura. E' naturale, ma è un errore. Come sarebbe un errore sentirsi più vicini a coloro che hanno ideali politici comuni. La politica deve restare fuori del club, come si lasciano al guardaroba i cappotti e l'ombrello nei giorni di cattivo tempo. Sembra una frivolezza, ma non lo è: osserva la cura, non l'eleganza, dell'abbigliamento. Cravatta e giacca sono atto di riguardo al club e agli altri soci.
Per statuto sei tenuto a relazioni su argomenti interessanti. Non dimenticare però che ti rivolgi a persone di diversa cultura e di diversi interessi. Pur se curate, le relazioni siano di facile comprensione e limitate nel tempo. Diversamente che all'estero, dove gli interventi sono ridotti per la brevità dei meetings, da noi sono allietati da cibi abbondanti che favoriscono le distrazioni. Fa che i rotariani non sentano con sollievo il suono della campana.
E quando sarà richiesto il tuo voto, dallo con coscienza delle doti rotariane e col solo riguardo alle qualità richieste. Evita personalismi e legami di altra natura. Ricorda, soprattutto, che sei divenuto rotariano.

L'albero genealogico dei Distretti italiani



Il Rotary italiano oggi
Fa parte della Zona 12 con Albania, Malta, Serbia e San Marino.

I Governatori italiani 2004-2005 e 2005-2006
Distretto Governatori 2004-2005 Governatori Eletti 2005-2006
2030 Giuseppe NUZZO Luigi SALVATI
2040 Elio CERINI Carlo MAZZI
2050 Adriano LECCI Ciro RAMPULLA
2060 Nerio BENELLI Giuseppe GIORGI
2070 Alviero RAMPIONI Italo MINGUZZI
2080 Lucio ARTIZZU Giorgio DI RAIMONDO
2090 Tullio TONELLI Antonio GUARINO
2100 Alessandro MAROTTA Alfredo FOCA'
2110 Ferdinando TESTONI BLASCO Arcangelo LACAGNINA
2120 Giuseppe VOLPE Sergio DI GIOIA